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ESCLUSIVA PALLAVOLO/ Barbolini racconta il bis europeo dell'Italia in rosa del volley

MASSIMO BARBOLINI, ct della nazionale femminile di pallavolo, fresca campione d'Europa, racconta i segreti del successo azzurro

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Massimo Barbolini, l'allenatore della Nazionale femminile di pallavolo che si è confermata la migliore ai recenti Europei in Polonia, racconta, in esclusiva per ilsussidiario.net la fantastica corsa verso l'oro delle ragazze dell'"italvolley". Barbolini ha iniziato la sua carriera nel 1985, affiancando Julio Velasco sulla panchina della Panini Modena che vinse quattro scudetti consecutivi dal 1986 al 1989. Dopo alune esperienze come tecnico nel settore maschile è passato a quello femminile vincendo 5 scudetti, prima con Matera nel 1994 e nel 1995, poi con Perugia nel 2003, nel 2005 e nel 2007. Nel suo palmares anche due Champions League, una con Matera nel 1996, l'altra con Perugia nel 2006. Poi la Nazionale con il doppio trionfo del 2007 (Coppa del Mondo e Europei)e i Giochi del Mediterraneo nel 2009.

Barbolini, qual'è stato il "segreto" di questo Europeo?

L'assoluto valore individuale di tutte le giocatrici della Nazionale, il lavoro fatto e la preparazione adeguata che ci ha consentito di ripetere la vittoria del 2007.

Quanto conta creare un gruppo di lavoro che si consolida negli anni?

E' importante creare un gruppo di giocatrici tra cui scegliere le migliori che partecipano poi alle varie manifestazioni. Si deve creare un gruppo che abbia la mentalità giusta e che sappia accettare le regole e i sacrifici indispensabili per salire al vertice.

Quali sono state le nazionali che più l'hanno impressionata?

Sicuramente l'Italia. Poi Germania, Olanda e Polonia. Hanno deluso la Serbia e la Russia da cui ci si aspettava qualcosa di più.

Come giudica l'organizzazione di questi Europei, con palazzetti sempre pieni e pubblico entusiasta?

Direi fantastica. Del resto la Polonia ha un rapporto bellissimo con la pallavolo, una passione e una tradizione che hanno sancito il successo di questi Europei. Noi speriamo di fare altrettanto nei prossimi Europei che saranno nel 2011 in Italia e Serbia. Abbiamo tutte le carte in regola per ottenere questo risultato.

Donne al vertice d'Europa, uomini deludenti al recente Europeo. Cosa manca al movimento maschile?

Forse dimentichiamo che l'Italia era arrivata quarta alle Olimpiadi di Pechino... Quindi si può trattare di una crisi passeggera. Comunque il livello della pallavolo mondiale si sta molto livellando, non è più facile confermare il proprio valore da un anno all'altro.

Poi nel 2010 ci saranno i Mondiali maschili in Italia...

Tutto sta procedendo nel migliore dei modi. L'organizzazione è eccezionale. Credo che ci siano tutte le premesse per costruire un grande avvenimento sportivo.

Lo sport Italiano nel 2009 stato "dominato" dalle donne...

Ci sono stati tanti successi al femminile, ma non bisogna meravigliarsi. Le donne in questo paese hanno fatto passi da giganti nello sport e c'è un notevole movimento agonistico. Quindi le vittorie conseguite sono la naturale conseguenza della rabbia, della classe e della notevole crescita tecnica che le donne hanno realizzato in questi ultimi anni.

La sua carriera è iniziata con Julio Velasco. Qual è il suo giudizio sul tecnico argentino?

Velasco è un grandissimo. Da lui ho imparato i segreti di questo mestiere. E' stato un maestro ed è rimasto un amico. Una persona indimenticabile.

Un giudizio sui tecnici italiani?

C'era Guidetti sulla panchina della Germania, la squadra che più ci ha messo in difficoltà... I tecnici italiani sono molto preparati. A iniziare da Guidetti da cui sono legato da un ricordo particolare. Ho iniziato con suo padre che era mio professore di educazione fisica.Mi sono ritrovato a giocare una semifinale di un Europeo con Guidetti. Una sensazione certamente particolare.

La sua è stata una carriera eccezionale. Le manca solo il titolo olimpico di Londra 2012...

Prima di pensare a Londra bisogna andare per gradi. C'è tanto tempo ancora. Innanzitutto godiamoci questo successo. Poi ci saranno i Mondiali nel 2010 e quindi gli Europei nel 2011. E poi bisogna anche qualificarsi per le Olimpadi... Certo, puntiamo ad andare a Londra da protagonisti.

Quali sono i suoi metodi di allenamento?

Quanto conta la preparazione psicologica prima di una partita importante? Bisogna lavorare molto e bene. Con tre concetti fondamentali che stanno alla base di tutto: preparazione tecnica, preparazione fisica e impostazione tattica. La preparazione psicologica viene di conseguenza. Nelle partite importanti gli stimoli sono già abbastanza e le motivazioni sono sempre a mille.

(Franco Vittadini)

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