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Calcio e altri Sport

ESCLUSIVA/ Milan - Roma, Zampa: Menez e Vucinic le armi per battere i rossoneri

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Pronostici è inutile farne, in quanto il risultato dipende da troppi fattori, in primis da chi avrà a disposizione Ranieri stasera a Milano. Spero si possa continuare nella buona tradizione degli ultimi anni sotto la gestione Spalletti, visto che dopo 20 anni senza vincere a Milano, con lui, sia con l'Inter che con il Milan, di vittorie e di punti ne abbiamo fatti.

 

Chi può essere determinante?

Mi auguro che possa rivelarsi una giornata buona per Menez e anche per Vucinic, ancora alla ricerca del primo gol.

 

Philippe Mexes, intervistato dal Messaggero, ha ammesso che questo è un momento piuttosto difficile per lui. Cosa ne pensa? Che consiglio propone al difensore francese?

Non avevo dubbi che si trattasse solamente di un momento di appannamento e di crisi a livello personale. Io gli dico di stare tranquillo, di non farsi prendere dall’ansia perché lui è un grande difensore e soltanto con la serenità può uscire da questo momento difficile. Roma, da questo punto di vista, è una piazza un po’ particolare per cui quando un giocatore ha un calo di forma si pensa sempre che voglia andar via o che abbia qualche altro interesse. Penso che Mexes abbia ampiamente dimostrato in questi anni di voler rimanere e di amare la Roma.

La Roma da diversi mesi a questa parte si è trovata ad affrontare difficoltà sia dal punto di vista societario che sul campo. In questo contesto di “crisi”, ci sono prospettive di speranza per il futuro?

Non lo so e comincio a crederci sempre di meno. Possibilità di poter arrivare a un passaggio di consegna della proprietà ci sono stati. Non parlo tanto di Fioranelli ma del gruppo che faceva capo a Soros, quello per me è stato il peccato originale dell’attuale proprietà della Roma.

Crede che il nuovo stadio “Franco Sensi”, recentemente presentato dai vertici societari, possa essere d’aiuto al futuro dell’As Roma? Quando si farà?

E’ stata presentata soltanto un’idea, si continua a dire che i progetti ancora non sono stati visti. Io quando vedrò posare la prima pietra allora potrò pensare che ci sarà la possibilità , da lì a qualche anno, di poter avere un nuovo stadio, ma fino a quel momento non credo a nulla. Sento soltanto chiacchiere. Doveva esser fatto anche il museo della Roma, è stata fatta anche la conferenza stampa con il precedente sindaco Veltroni sulla cittadella dello sport che poi non è stata mai realizzata, quindi si fanno sempre tante chiacchiere. Adesso giudico soltanto i fatti...

 

A proposito di Franco Sensi, un sondaggio lanciato qualche giorno fa dal sito “LaRoma24” ha rivelato che la maggioranza dei tifosi sarebbe contraria all’intitolazione dello stadio all’ex presidente. Lei che ne pensa?

All’attuale presidenza non interessano i sondaggi né tantomeno le idee dei tifosi. Se lo stadio verrà fatto sarà intitolato a Franco Sensi che ha scritto una pagina importantissima della storia della Roma, ma non voglio dimenticare Dino Viola. L’idea originaria dello stadio è stata sua: se avessero dato a lui l’opportunità di poterlo costruire, la Roma avrebbe anticipato le altre società di almeno trent’anni.

 

Cesare Geronzi, numero uno di Mediobanca, in merito alla Roma, ha affermato che “tutti la vogliono ma al momento non si vedono i soldi”. Da notizie e indiscrezioni sembra però che alcuni importanti imprenditori come Angelini siano pronti a scendere in campo...

Al momento è soltanto Angelini, appoggiato da Unicredit, ad essersi fatto vivo. Non so quanto sia appoggiato dallo stesso Geronzi visto che sta tutelando la famiglia Sensi dal tentativo di Unicredit di rientrare del debito di Italpetroli. Per ora c’è soltanto l’ipotesi Angelini, di cui peraltro non si è più saputo nulla: si dice che stia comunque continuando a lavorare... D’altronde la proprietà non vuole cedere la Roma che, in questa situazione, è un po’ lo scudo della famiglia Sensi per difendersi dal debito con Unicredit ed evitare il tracollo di Italpetroli. Si tratta infatti dell’unico asset di Italpetroli che renda qualcosa.

 

Ieri sui giornali si leggeva di un pignoramento chiesto da parte di Unicredit nei confronti di beni e asset di Italpetroli..

Si legge ma non si sa ancora nulla. Fino a questo momento ho sentito soltanto possibilità, minacce, nomine di supermanager... poi, una volta perché è intervenuto Geronzi, un’altra perché è intervenuto Letta, le cose vengono inevitabilmente bloccate e tutto rimane come era prima. Tutto questo mi deprime perché in mezzo c’è comunque la Roma che non c’entra nulla: se Italpetroli è indebitata non è certamente per colpa della Roma. Sicuramente ci sono state delle spese sostenute per la società giallorossa ma fondamentalmente Italpetroli si è indebitata per investimenti sbagliati o che non sono andati a buon profitto.

 

(Marco Fattorini)

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