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ROMA/ Rosella Sensi furiosa contro gli arbitri. Prossimo passo: le dimissioni dalla Lega?

Pubblicazione:mercoledì 21 ottobre 2009

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AS ROMA - Rosella Sensi è un fiume in piena dopo i clamorosi quanto gravi errori subiti domenica contro il Milan per mano dell'arbitro Rosetti. Un gesto che è risultato per certi versi inusuale da parte del numero uno della società giallorossa ma che per molti è stato più che doveroso.

 

E il quotidiano romano Il Messaggero lancia una proposta alla Sensi: il passo successivo sono le dimissioni da presidente vicario della Lega, naturale conseguenza dopo le parole di fuoco di ieri.


ECCO IL TESTO DELLA LETTERA DI ROSELLA SENSI CONTRO IL PALAZZO

 

Sono furiosa, anzi furibonda, e credo di non essere la sola in questi giorni a Roma. Sono 17 anni che la mia famiglia guida la Roma e in questo lungo lasso di tempo ho avuto modo di farmi un’idea chiara del calcio giocato e del calcio parlato, quello che da una gara all’altra piace e conquista ascolti crescenti. Ho vissuto ogni momento del lavoro di mio padre, il Presidente. So benissimo delle battaglie, della determinazione con la quale ha tentato di migliorare un ambiente spesso logorato da sospetti o da troppe certezze. Ricordo campionati in cui la Roma fu penalizzata da una serie di errori arbitrali discutibili. Non dimentico nemmeno di aver perso uno scudetto negli ultimi 45 minuti di Catania, due anni fa.

 

Voglio essere chiara, e non desidero suscitare equivoci, quindi dico che sono sicura – anzi sicurissima – che non ci troviamo più in dinamiche scabrose come anni fa  ma evidentemente viviamo situazioni quantomeno inaccettabili. Credo di avere delle responsabilità istituzionali nel guidare una società di calcio come la Roma, con un pubblico appassionato e con uno stadio tra i più capienti della Nazione. Per questo ho sempre tenuto un profilo ispirato alla sana moderazione, cercando di imporre principi di sportività, serietà e lealtà, invitando tutti i tesserati della mia società a ricordare di porsi a modello per i tanti giovani che guardano al calcio. Anche oggi, dopo anni di esperienze, continuo a pensare che un dirigente ha il dovere di fermarsi a riflettere, prima di spendere parole. Una cosa però ho il dovere di affermare, anche riflettendo sul mio ruolo.

 

Ho il peso di rappresentare la Roma e per la Roma ho già chiesto rispetto. Non vorrei che qualcuno volesse approfittare del difficile inizio che quest’anno ha avuto la squadra, dalla vicenda Spalletti alla contestazione verso la Società di una parte della tifoseria, pensando di trovarsi innanzi una dirigenza debole, una squadra disorientata ed una tifoseria spaccata. Abbiamo una squadra competitiva, un allenatore capace e di grandissima personalità, come domenica ha dimostrato ancora una volta, ed una tifoseria forte e passionale che saprà stringersi intorno ai suoi colori.

 

Per questo chiedo ai miei giocatori di compattarsi e non voglio più sentire frasi come  “Sapevamo come sarebbe finita”, così come chiedo al Mister Ranieri di continuare ad infondere forza e carattere a questa squadra che domenica ha dimostrato di essere ancora una delle potenziali leader del Campionato. Ed infine chiedo ai tifosi, anche a quelli scontenti che contestano la sottoscritta, di unirsi e remare tutti verso un’unica direzione perché quest’anno possiamo toglierci delle soddisfazioni. Io farò i conti solo alla fine e non ho paura di nessuno. A maggio vedremo la classifica. Siamo pronti ad accettare ogni errore commesso dagli arbitri, ma i 3 minuti di recupero concessi a San Siro dopo una valanga di ammonizioni ed un espulso, con barelle e perdite di tempo, prima o poi me li dovranno anche spiegare. Perché il tempo del profilo basso è finito e sono decisa a farmi sentire nei modi e nelle sedi opportune.



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