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PREMIER LEAGUE/ Il Chelsea torna a volare. Classifiche, risultati, giocatori top e flop

Pubblicazione:martedì 6 ottobre 2009

Malouda_R375_6ott09.JPG (Foto)

 

Nonostante le evidenti difficoltà nel reparto arretrato dove Vermaelen, molto forte nel gioco aereo, soffre tremendamente l’uno contro uno avversario, così come l’attempato William Gallas, l’Arsenal costruisce i suoi larghi successi (Everton, Portsmouth, Wigan) in modo molto semplice: Cesc Fabregas al comando, come infaticabile conquistatore di palloni e uomo del primo passaggio, palla consegnata all’estro di Andrey Arshavin o Tomas Rosicky per la finalizzazione o l’assist per il van Persie. il Bendtner o l’Eduardo di turno.
Peccato che tale modalità non funzioni contro i top-club, in Inghilterra e in Europa, e qui deve iniziare il lavoro di Arséne Wenger, da sabato il manager più longevo della storia dei Gunners.
 
Negli altri incontri:
 
Pareggio 1-1 tra Everton e Stoke City, con gli ospiti in vantaggio con il tedesco Robert Huth, ex-Chelsea, su assist di Matthew Etherington, e Toffemen che impattano con una splendida conclusione di Leon Osman.
I blu di Liverpool pagano le fatiche infrasettimanali dell’Europa Cup (vittoria 1-2 a Borisov contro il BATE) e partono in sordina, soffrendo le offensive della coppia James Beattie- Ricardo Fuller,
respinti da Tim Howard in un paio di occasioni e si riscattano nel finale di primo tempo con i pericoli portati da Osman e Tim Cahill: nella ripresa i due gol e un netto predominio Everton nel possesso palla, che porta all’inserimento di altri due attaccanti, Jo e Yakubu, ad affiancare il bomber Louis Saha, ma è l’australiano (di Samoa) Cahill a sfiorare la realizzazione, con un colpo di testa neutralizzato da Thomas Sorensen.
La X in schedina conferma il buon inizio di stagione dello Stoke di Tony Pulis, a fronte di un Everton che non ha una rosa sufficientemente ampia (attacco a parte) per sopportare le doppie fatiche di campionato e coppa europea.
2-2 tra le rivelazioni della scorsa stagione, West Ham e Fulham, con gli Hammers che sprecano, in superiorità numerica per l’espulsione dell’esordiente sudafricano Kagiso Dikgacoi per una rissa con Scott Parker, la possibilità di ottenere il secondo successo stagionale, restando malinconicamente al penultimo posto in classifica, con il solo, derelitto, Portsmouth alle spalle.
Altro assist dispensato da Alessandro Diamanti per la rete del bomber Carlton Cole, quasi duplicata da James Tomkins (altro confetto del pratese ex-Livorno), ribaltata dal rigore di Danny Murphy e dall’assolo di Zoltan Gera, prima del definitivo pareggio ad opera del ragazzino Junior Stanislas, nuovo talento della fucina dell’Academy dell’Est londinese.
A seguito dell’espulsione del sudafricano Roy Hodgson, sotto 0-1, elimina una punta, l’arido Andy Johnson dell’ultimo biennio, per inserire il difensore Chris Baird in un 4-4-1 che lascia Dioumansy Kamara a solitario presidio del fronte d’attacco: non a torto, il senegalese di Francia conquista il rigore dell’1-1 e lancia l’ungherese Gera per l’1-2 parziale, che resiste fino al minuto 92 con il gol dell’Under 21 inglese che salva, probabilmente, la panchina di Gianfranco Zola.
 
Pareggio per 2-2 anche tra Bolton e Tottenham, con i Trotters due volte in vantaggio con Ricardo Gardner e Kevin Davies, raggiunti poi dal duo croato Niko Kranjcar e Vedran Corluka, alle prime realizzazioni in maglia bianca.
Dominio dei padroni di casa nella prima frazione con Tamir Cohen, Kevin Davies e Matthew Taylor che non concretizzano e si fanno raggiungere da Kranjcar, riprendono il comando nella ripresa (ottimo lavoro del coreano Chung-Yong Lee) nel momento migliore degli Spurs, con chance per Peter Crouch e Aaron Lennon e, sul 2-2, ancora con il lunghissimo striker nel finale, respinto da Jussi Jaaskelainen.
Delusione per Gary Megson, a capo di un ottimo Bolton che sicuramente avrebbe meritato il successo, un punto guadagnato per il Tottenham, che conferma un avvio di stagione molto al di sopra delle proprie aspettative.
 
Il Burnley supera il Birmingham (2-1) in un accesissimo scontro-salvezza tra due neopromosse, grazie alle reti di Steven Fletcher (primo centro stagionale) e di André Bikey, confermando l’ottimo momento di forma tra le mura amiche, dove sono già cadute Man Utd ed Everton.
L’effetto Lancashire, quindi, trasforma gli uomini di Owen Coyle, che dominano la prima frazione e buona parte della seconda, concedendo agli uomini di Alex McLeish solo una chance, fallita da Lee Bowyer, prima del gol della bandiera siglato da Seb Larsson a tempo scaduto.
 
Importante anche il successo dell’Hull City sul Wigan (2-1), con il primo gol in Premiership di Jan Vennegoor of Hesselink (assist di Dean Marney), doppiato dal solito Geovanni su servizio di Kamil Zayatte: a nulla vale la rete di Scott Sinclair a pochi minuti dalla fine.
La panchina di Phil Brown era data ad altissimo rischio in caso di insuccesso, con 2 vittorie nelle ultime 29 gare e 10 gol subiti negli ultimi 2 match, mentre il Wigan, reduce dal clamoroso successo sul Chelsea dello scorso sabato, dimostra che, in assenza di motivazioni, ritorna ad essere squadra di livello medio-basso, che subisce i primi assedi dei giallo-neri prima di replicare con Mohamed Diame e Jason Scotland, respinti dall’ottimo Boaz Myhill.
Gli errori di concentrazione dei Latics nel finale costano i tre punti al team di Roberto Martinez, che dimostrano di poter replicare, con Sinclair, ma fuori tempo massimo.
 
Primi punti per il Portsmouth del coraggioso Paul Hart, che supera il Wolverhampton al Molineux (0-1) con una rete del francese Hassan Yebda, in prestito dal Benfica, su assist di Kevin Boateng, suggellata dalla buona chance creata da Aruna Dindane e neutralizzata da Wayne Hennessey.
Buona la reazione degli arancioni con Matt Jarvis, Andy Keogh e Greg Halford, respinti dall’attento David James, e con un’occasione gettata dal neo-entrato Sylvan Ebanks-Blake a portiere battuto.
Per i Pompey si tratta di un’iniezione di fiducia fondamentale per cercare di recuperare il gap con le altre contendenti alla salvezza: trovato un minimo di amalgama tra i giocatori (25 quelli impiegati fino ad ora da Hart), deve essere ancora identificato un uomo-gol tra la mezza dozzina di attaccanti a referto (Dindane, Tommy Smith, Utaka, Webber, Piquionne, Kanu), mentre la fase difensiva, da migliorare, ha comunque buoni margini, con elementi di esperienza e di discreta qualità quali Finnan, Ben Haim, Kaboul.
 
 
Monday Night: Nel posticipo dell'8a giornata, giocato ieri sera, il Manchester City impatta in casa dell'Aston Villa. Passati in vantaggio con Dunne, un ex, i Villans si fanno raggiungere nella ripresa da un gol di Bellamy. I Citizens si confermano così quarta forza del campionato alla pari col Tottenham e alle spalle delle “lepri” Chelsea e Manchester United.
 
 
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