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ESCLUSIVA CICLISMO/ Cadel Evans, la maglia iridata, la famiglia e un sogno: vincere il Tour de France

CADEL EVANS, campione del mondo di ciclismo racconta a ilsussidiario.net la sua vittoria iridata, la sua vita e i progetti per il futuro, tra cui c'è l'assalto alla Grand Boucle

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Sei campione del mondo. Cosa si prova a vestire la maglia iridata?

Sicuramente una grande emozione. La sensazione di aver raggiunto un obiettivo storico e la responsabilità di doverla gestire per un anno.

Nel 2010 i Mondiali di ciclismo si terranno in Australia. Ci puoi descrivere il movimento ciclistico del tuo paese?

Ormai da anni l'Australia non può più essere considerato uno dei paesi emergenti ma una realtà del ciclismo mondiale. Dagli anni eroici dei pistrds e seigiornisti siamo passati ad una presenza costante e qualificata nella Mountain Bike e su strada. Penso che questo sia frutto del lavoro degli atleti ma soprattutto di progetti a medio lungo termine programmati ed attuato dall'AIS (Australian Institut of Sporst).

Adesso punti a vincere finalmente il Tour?

Il Tour sarebbe stato nei miei programmi con o senza la maglia iridata. Dopo l'esperienza di quest'anno ed i due consecutivi podi del 2007/2008 mi sembra opportuno provare a dare il massimo per salire sul gradino più alto. Vedendo oltretutto il nuovo percorso mi avvicinerò a questa grande gara con maggior fiducia.

Ti vedremo anche al prossimo Giro d'Italia?

E' tutto da decidere il mio programma 2010 ma non escludo di essere in Italia per correre questa grande gara che mi è rimasta nel cuore dopo l'esperienza del 2002.

Ti sei sempre apertamente schierato contro il doping. La tua vittoria può essere considerata una rivincita del ciclismo pulito?

La mia vittoria è la vittoria di Cadel Evans così come lo avete sempre visto. Per me questa è la cosa più importante. Questa maglia è un immagine del ciclismo e deve essere vinta e portata rispettando le regole.

Quanto conta l'aiuto della famiglia, in particolare di tua moglie, nei tuoi successi?

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