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ESCLUSIVA/ Milan, Allegri: «Mai contattato da Galliani, ma fra due anni...»

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Qual è la squadra che la diverte di più?

Per l’equilibrio direi la Fiorentina, che secondo me sta facendo meglio anche della passata stagione. Poi davanti ci sono l’Inter e la Juve che hanno grandi potenzialità fisiche e tecniche.

 

A chi si è ispirato e si ispira Allegri per esprimere il suo calcio?

Non esiste il calcio di Allegri. Io cerco di far rendere al meglio i miei giocatori secondo le loro qualità. Poi posso dire, anche se ho avuto altri allenatori che mi hanno insegnato, di essere cresciuto calcisticamente con Galeone.

 

C’è qualche aneddoto curioso legato a Galeone?

Mi è rimasta in mente una sua frase. Eravamo in C a Pescara, dopo due giorni di allenamento il mister si è avvicinato e mi ha detto: “Se vuoi giocare in B e in A devi fare la mezzala e non il trequartista”.

 

E aveva ragione…

Sì, aveva visto bene.

 

Può succedere che un giocatore non si renda conto di qual è il ruolo dove può rendere di più?

Sì, può capitare. Soprattutto a una certa età alcuni giocatori cambiano ruolo e migliorano.


E' pronto per il salto in una grande squadra?

Non è che non mi sento pronto, ma alleno il Cagliari e ho altri due anni di contratto che spero di portare a termine.

 

Beh, questa estate si è parlato molto di un suo possibile passaggio al Milan. Domenica vi incontrate sul campo, può confidarci se è stato sul punto di accasarsi alla corte dei rossoneri?

Non sono mai stato vicino ai rossoneri. Del resto non sono mai stato in via Turati… Non ho avuto nessun contatto con i dirigenti rossoneri.


Quanto può incidere un tecnico nell’andamento di una squadra? Non si spengono le polemiche relative alle dichiarazioni di Gasperini su alcuni tecnici, che sono arrivati troppo in fretta ad allenare i grande club, qual è la sua opinione?

Secondo me un tecnico incide sulla squadra, ma non più di tanto. Mi astengo dal dare giudizi sui colleghi, anche perché l’invidia non fa parte del mio carattere. Sono contento se uno arriva in una grande squadra, perché vuol dire che se l’è meritato. Del resto le società sono gestite da grandi dirigenti: il calcio è anche business. Se certi allenatori non fossero ritenuti all’altezza, non sarebbero, quindi, stati chiamati. Per quanto riguarda Ferrara e Leonardo sarà il tempo che dirà se sono all’altezza.

 

(Luciano Zanardini)



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