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PREMIER LEAGUE/ E’ duello Chelsea – Manchester. Risultati, classifica, marcatori, top e flop dell’11ª giornata

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Nel giro di undici secondi l’Arsenal si aggiudica per 3-0 il derby del Nord di Londra contro gli acerrimi rivali del Tottenham, sicuramente sfavoriti dall’assenza di tre elementi fondamentali come Jermaine Defoe, Aaron Lennon e Luka Modric e dalla contemporanea presenza di David Bentley, ex fin troppo agguerrito (fallaccio impunito su Thomas Vermaelen) e dannoso per i bianchi nei suoi inutili tentativi individuali di mettersi in evidenza.
 
 
Le papere, ormai leggendarie, di Heurelio Gomes, portiere tanto sopravvalutato quanto inetto nelle uscite basse, spianano la strada agli uomini di Arséne Wenger, a segno sul finire della prima frazione con Robin van Persie, che anticipa Ledley King su cross basso di Bakari Sagna e, sul conseguente kick-off, con uno splendido assolo di Cesc Fabregas, che conquista palla sull’appoggio incerto di Wilson Palacios, supera due avversari e conclude imparabilmente in rete.
 
 
I due episodi citati testimoniano la maggior convinzione dei Gunners, meglio disposti in campo con le inversioni di posizione di Niklas Bendtner (in seguito uscito per un infortunio che appare abbastanza serio) e Robin van Persie che mettono in difficoltà il reparto arretrato Spurs, e subito vicini alla rete con Fabregas, neutralizzato da Gomes dopo 20 minuti di gioco: nella ripresa, sul 2-0 a sfavore, i bianchi badano soprattutto a limitare i danni, non riuscendoci quando, immobili per un presunto fallo di Assou-Ekotto su Eduardo, subiscono la terza realizzazione ad opera di van Persie, ancora su assist dello splendido Sagna.
 
 
Momento positivo per i rossi, imbattuti dal 12 settembre (rovescio a Manchester contro il City) e potenzialmente al livello del Man Utd in classifica, nonostante le defezioni estive di elementi come Emmanel Adebayor e Kolo Touré, il faticoso inserimento di Thomas Vermaelen nelle linee difensive, la perdurante assenza di Samir Nasri ed il graduale rientro di Tomas Rosicky: per il Tottenham un rientro graduale nella classica posizione di outsider da zona Europa League, dopo un inizio più che positivo, sabato sicuramente penalizzato dall’assenza di elementi importanti e dalla scarsa attitudine a match di tale importanza di giocatori come Robbie Keane e del già citato Bentley.
 
 
Prosegue la crisi del Livepool di Rafael Benitez, dopo la parentesi contro il Man Utd, superato 3-1 a Craven Cottage dal Fulham dopo essere stato ridotto in 10 uomini per le espulsioni di Philipp Degen e Jamie Carragher.
Privo ancora di Steven Gerrard, con Fernando Torres in condizioni imperfette e senza Glen Johnson, Daniel Agger, Martin Skrtel, Albert Riera e Fabio Aurelio per il turn-over in vista della Champions League, i rossi partono meglio con una traversa colta da Yossi Benayoun, al solito uno dei migliori in campo e una superiorità nel possesso di palla, ma subiscono la rete di Bobby Zamora, che devia in modo fortuito una conclusione sbilenca di Damien Duff, replicando nel finale di tempo con il solito Torres, micidiale nell’imbucare una palla sporca contesa all’interno dell’area di rigore.
 
 
Il madrileno viene preservato nella ripresa, al suo posto il fumoso Ryan Babel, ed gli Scousers, senza il suo uomo di maggior talento, subisce il KO in stretta successione grazie ad Erik Nevland, scuola Man Utd, su appoggio di Zoltan Gera e, dopo le defezioni di Degen e Carragher, con lo yankee Clint Dempsey, già a segno nel 2007, ultima sconfitta del Liverpool contro i londinesi.
 
 
Crisi nera per i Reds, ora a meno nove punti dalla vetta, che dimostrano una volta di più come non possano fare a meno, sul piano tecnico e motivazionale, della coppia Gerrard-Torres, vantando anche una pessima qualità nelle rotazioni, con sostituti non all’altezza del ruolo richiesto: una difesa articolata con Sotirios Kirgiakos, Emililano Insua, Carragher e Degen e una front-line con Andrey Voronin e Ryan Babel sono incompatibili con ambizioni di altissimo livello richieste dal management dei rossi, che attendono il turno di Champions per risollevare una stagione iniziata nel peggiore dei modi.

 

 

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