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CHAMPIONS LEAGUE/ Inter, Cambiasso, pressing e assenza di mentalità europea: ecco i motivi della sconfitta

La squadra di Mourinho ha evidenziato alcune lacune rispetto all'undici di Pep Guardiola

mourinho_pensieroso_R375x255_10nov08.jpg (Foto)

BARCELLONA - INTER - Le luci del Camp Nou sono ormai spente, lo spettacolo è finito, i tifosi azulgrana possono festeggiare il Barcellona, che vince e convince, strapazzando una brutta, oscena Inter. Anche questa mattina sembra di sfogliare lo stesso giornale del dopo Manchester, dell'eliminazione per mano del Villareal, del Valencia. Un lungo ed intenso monologo, in cui si legge solo una grande parola: mentalità europea.

Questa "benedetta" formula magica, comincia a star stretta, perchè forse la vera risposta allo scempio europeo dei nerazzurri, l'ha data, in parte, Mourinho, quando ha parlato di giocatori non all'altezza di quelli del Barcellona. Ovviamente qualcuno ci ha ricamato su, elencando le caratteristiche e la spesa per ogni singolo atleta, ma il tecnico portoghese voleva dire altro. La notte spagnola può essere rappresentata dalla prova di Cambiasso, da anni uno dei punti cardini del centrocampo nerazzurro.

Sia chiaro, l'argentino in campionato diventa un leone, ma spesso in Europa, sembrava più un gattino inferocito, ma perlomeno risultava essere uno dei migliori. Ma ieri, nel tempio dei Messi, degli Ibrahimovic (assenti entrambi), il giocatore nerazzurro è sembrato una pecorella impaurita, perdendo ogni singolo pallone e giustamente sostituito ad inizio ripresa. Stesso discorso per Stankovic, che se in campionato sembra ragionare più velocemente degli altri, ieri sembrava un'utilitaria al cospetto di fuoriserie, che avevano il nome di Iniesta, Keita, Busquets, Xavi.