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As ROMA/ Le ragioni (e le contraddizioni) di una contestazione

Pubblicazione:martedì 3 novembre 2009

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Quello stesso affetto, quasi compulsivo, che quotidianamente anima il dibattito giallorosso sulle radio, sui giornali e nei bar della Capitale. Un’esperienza totalizzante,di quelle che non si esauriscono certo all’uscita dello stadio.
Tuttavia, con i tempi che corrono, questo amore si è tramutato in esasperazione e rabbia di un popolo deluso, amareggiato che si sente preso in giro. In ostaggio di una squadra che sembra aver perso il gioco, la fantasia e i risultati di sempre.
 
In un quadro del genere, atteggiamenti di protesta e contestazione sono più che legittimi, soprattutto se si pensa a quanta passione investono ogni anno migliaia di tifosi romanisti con la sciarpetta al collo e con un abbonamento che, per ogni comune mortale come noi, vale parecchi soldini. E’ dunque legittimo che i tifosi giallorossi, da sempre (retoricamente) osannati da stampa e opinion makers, facciano sentire la propria voce, reclamino certi diritti e determinati obiettivi.
 
Perché la Roma non è una squadra qualunque e, se non bastasse la lunga storia dal 1927, negli ultimi anni ha dimostrato grandi cose in Italia e in Europa, portando la realtà romanista a piazzarsi in ottime posizioni nei vari ranking internazionali. Freschissima è la notizia proveniente dall’Iffhs, istituto di storia e statistica calcistica, che ha inserito la società giallorossa al decimo posto, prima tra le italiane.
 

 

 


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