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Calcio e altri Sport

As ROMA/ Le ragioni (e le contraddizioni) di una contestazione

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Ci si aspetta una Roma e non una Rometta, sul mercato come in campo, e su questo non ci piove. Ma c’è modo e modo di contestare e far valere delle istanze più che legittime. Se lo sciopero del tifo, i fischi e i silenzi dell’Olimpico sono sintomi naturali e fisiologici di una protesta, non si può dire altrettanto per sassi e uova contro il pullman societario o per le bombe carta scagliate contro le mura di Trigoria. Queste ultime non possono costituire un mezzo di protesta perché è evidente che peggiorino solamente la situazione, rovinando ciò che di costruttivo può esserci in un moto popolare di critica nei confronti di squadra e società. I sassi e i petardi, episodi isolati opera di una mini-minoranza, non spronano i calciatori, al massimo li spaventano e contribuiscono ad incattivire un ambiente già provato da un momento particolarmente difficile.

 

Questo i tifosi romanisti lo sanno bene tanto che anche nel fronte della protesta s’è aperta una breccia e dopo Roma-Bologna, se da una parte ci sono ancora tanti intransigenti, dall’altra anche coloro i quali, pur rimanendo critici e delusi dalla società, si dissociano dai fischi post gol e da gesti che di “goliardico” hanno ben poco. Tanto per intenderci che il tifo giallorosso non è costituito da rozzi lanciatori di pietre ma da persone ragionevoli e ragionevolmente legate ai propri colori. Un sondaggio lanciato nelle ultime ore dal sito LaRoma24 chiede ai romanisti: “siete d’accordo con la contestazione a prescindere dal risultato?” e i risultati, ancora parziali sebbene abbiano già votato alcune centinaia di supporters, evidenziano questa frattura tra il fronte dei rigidi Sì (53%) e i No (47%).

 

La situazione in casa giallorossa, anche dopo la vittoria con il Bologna, non è delle migliori. I tre punti, i gol di Vucinic (soprattutto) e Perrotta fanno ben sperare e danno nuova linfa ad un ambiente che nelle ultime settimane sembrava essere arrivato alla resa dei conti. Interpretando però gli umori dei tifosi e leggendo i loro commenti, resta un clima, assolutamente condivisibile, di preoccupazione per il futuro di questo immenso patrimonio calcistico e sportivo chiamato Roma. E poi permane una contestazione che, seppur frammentata in diverse “scuole di pensiero”, accomuna tanti tifosi dalla Tribuna Tevere alla Curva Sud. Un popolo di innamorati che non riesce ad applaudire con distensione e allegria la sua Maggica.


(Marco Fattorini)

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