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As ROMA/ Le ragioni (e le contraddizioni) di una contestazione

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Il periodo di crisi che sta attraversando la Roma sembra non avere eguali nel recente passato, almeno stando alle manifestazioni di dissenso che questo momentaccio ha fatto scaturire. Non è bastata infatti la vittoria di domenica contro il Bologna per restituire serenità e distensione alla tifoseria giallorossa o, almeno, a parte di essa.

 

Ed è proprio su questo terreno che vale la pena spendere qualche riga. La contestazione messa in atto dai tifosi ha aperto una ferita nella squadra e nella società. E infatti la polemica corre su un doppio binario: da una parte la contestazione all’undici giallorosso, che in queste ultime settimane sembra aver smarrito gioco e risultati, dall'altra la protesta nei confronti dei vertici societari, Rosella Sensi in testa, accusati di essere i protagonisti di questo periodo negativo, complice anche la mancanza di un progetto futuro e l’imbarazzo scaturito da campagne acquisti paventate ma mai pienamente realizzate.
 
I tifosi romanisti sono da sempre famosi per quantità e qualità nel loro attaccamento ai colori giallorossi. Una passione che negli anni ha riempito i 70mila posti dell’Olimpico in numerose occasioni, regalando poi cifre spaventose per quanto riguarda le campagne abbonamenti. Un amore per cui più volte si è ripetuta la frase “La Roma non si discute ma si ama”.
 
 
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