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La Roma se la Riise. Le pagelle di Roma - Fulham (2-1)

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6: Costretto più volte al possesso palla ad oltranza, in mancanza di compagni nelle vicinanze, il cileno torna ad affiancare De Rossi e con lui gestisce il gioco a centrocampo fornendo alcuni passaggi interessanti, sbagliando in qualche caso. Lavoratore.

 

5: Torna in campo dal primo minuto ma non dà i risultati sperati. Si muove sulla fascia e non incide, sbaglia alcuni cross piuttosto semplici e non riesce ad entrare in partita. Sostituito nell’intervallo da Menez. Deve recuperare forma, grinta e continuità.

 

6: Non parte dal primo minuto ma riesce ad inserirsi abbastanza bene nel gioco sulla fascia, al posto di Cicinho. Tenta subito un incursione interessante, poi fornirà ad Okaka il pallone del vantaggio. Può fare molto di meglio, coerentemente con le sue ottime qualità.

 

6,5: Il francese gioca uno spicchio di gara e lo fa fruttare. Prende il posto di un deludente Guberti e fa girare meglio il pallone a partire dalla fascia. Coerente con il suo stile, si avventura in azioni personali e dribbling, non sempre vincenti, ma fornisce anche dei buoni spunti per i compagni. Giovane e pieno di grinta.

 

6,5: Un primo tempo di errori e tentennamenti. L’attaccante romanista fatica a entrare in partita, a causa di stop sbagliati e di un isolamento in attacco che poco gli concede. Nella ripresa però, mostra un’altra grinta, esibendo un gioco migliore e più sicuro, che culmina nel gol della vittoria.

 

5,5: Avrebbe potuto e dovuto sfruttare meglio la propria fisicità. In entrambi i tempi di gioco, salvo alcune iniziative interessanti, non ha potuto dare un significativo contributo alle (disorganizzate) azioni offensive della Roma.

6: Quello che conta, si sa, è il risultato. E questi sono tre punti d’oro. Però la sua è una Roma che entra in partita solo nel secondo tempo e, per di più, senza mostrare un gran bel gioco, a partire dall’organizzazione dell’attacco. Forse la coppia Okaka-Baptista si è rivelata una scelta azzardata, anche se, complici i vari infortuni, non vi erano molte altre opportunità.

 

(Marco Fattorini)

 

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