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ESCLUSIVA ATALANTA JUVENTUS/ Marocchino: «La sfida tra le mie ex e il ricordo di Scirea, uno dei più grandi di sempre»

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Diego è un ottimo giocatore, ma non è certamente Platinì. Nel calcio si vince in undici, è un gioco di squadra, difficilmente è l'apporto di un singolo che può essere decisivo.

Si sente tanto invece l'assenza di Marchisio?

Marchisio è un altro giocatore molto forte. Ma non è ancora ai livelli di Tardelli, visto che spesso viene paragonato a lui. Piuttosto si sente l'assenza di Del Piero, un giocatore ancora adesso molto importante per la Juventus.

 

Cosa serve allora alla Juventus per diventare squadra?

Deve dimostrare continuità e non avere questi continui alti e bassi. I cali di rendimento non sono certo l'ideale per costruire un ciclo vincente e arrivare a vincere qualcosa d'importante.

 

Che differenza c'è tra Bergamo e Torino nel calcio?

L'Atalanta e la Juventus sono due società costruire per obiettivi diversi. Vorrei dire che l'Atalanta è un ducato, la Juventus un principato. Alla Juventus bisogna vincere, vincere, sempre vincere. Ma la passione calcistica che si respira a Bergamo non è di certo inferiore. C'è competenza e entusiasmo e si sfornano spesso giocatori di grande qualità. Uno su tutti Cristiano Doni, il più grande talento dell'Atalanta degli ultimi vent'anni.

 

l'erede di Marocchino chi è?

Non ci sono eredi. Ogni giocatore è unico e irripetibile. E' un caso a se. Questa è la logica più vera del calcio.

 

(Franco Vittadini)

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