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AS ROMA/ Cuore e sudore. Contro l’Inter i giallorossi ritrovano se stessi

Il buon risultato di San Siro può rilanciare la Roma, nonostante la difficile calssifica e i molti infortuni

Mexes_R375_10dic08.jpg (Foto)

Diciamoci la verità: in pochi, romanisti compresi, avrebbero scommesso sulla “partita perfetta” che Ranieri auspicava per conquistare i tre punti a San Siro. Evidentemente a Roma non si è tornati col sacco pieno, infatti il punto è uno solo, ma le soddisfazioni da mettere nel borsone sono più d’una. Dopo un periodo di grigiore, colorato solo da infortuni e squalifiche, la settimana appena conclusa ha permesso alla Roma di rialzare lo sguardo verso l’Europa e il campionato. La partita contro l’Inter ha costituito un po’ la dolce “novità” di una squadra che, forse perché costretta dal precoce gol di Vucinic, ha giocato e lottato sin dal fischio d’inizio. E non dai primi minuti del secondo tempo, come ultimamente avveniva. Ecco allora che non si sono visti spettri né timori e la Roma, pur incerottata, ha potuto dar prova della sua grinta, del suo coraggio di resistere e difendere un risultato importante nella tana del nemico. Una tana chiamata San Siro. Ranieri, per l’ennesima volta, ha dovuto fare i conti con le indisponibilità di tanti elementi: oltre al “solito” Totti (che però sta recuperando molto bene), tra i pali mancava Doni (sostituito da un ottimo Julio Sergio) e, in difesa, sia Juan che Burdisso erano out. Per non parlare poi dell’assenza di Taddei, squalificato. L’undici giallorosso ha affrontato a testa alta la partita, prima difendendo il vantaggio e poi, raggiunta dal pareggio nerazzurro, resistendo e cercando talvolta anche l’affondo per il raddoppio. Un match non bellissimo, ma comunque molto combattuto (falli e polemiche lo dimostrano) che ha registrato più di un potenziale ribaltamento, da una parte e dall’altra. La Roma mandata in campo da Ranieri ha potuto contare anche su giovani coraggiosi (Andreolli, Faty, Okaka) che, nonostante errori e inesattezze, hanno dato il loro più che dignitoso contributo alla causa giallorossa. E poi si è rivista una difesa semisolida che ha retto alla corazzata interista fatta di attaccanti e trequartisti micidiali. Stavamo anche per pregustarci il tandem di centrocampo De Rossi-Pizarro ma capitan futuro, colpito alla tempia, ha dovuto abbandonare il campo.