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Tracollo Roma. Leggi le pagelle dei giallorossi (Atalanta - Roma 3-0)

Pubblicazione:domenica 15 febbraio 2009

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Una Roma inguardabile – forse la peggiore della stagione – si fa travolgere dall’Atalanta e lascia all’Azzurri d’Italia 3 punti fondamentali in chiave quarto posto. Noiosissima la partita, indisponente l’atteggiamento dei giallorossi: solo il pari in extremis fra Genoa e Fiorentina ci tiene ancora a galla.

 

ATALANTA-ROMA 3-0 (pt 0-0) MARCATORI: nel st al 7' Capelli, al 11' e 14' Doni ATALANTA (4-4-1-1): Consigli; Garics, Capelli, Manfredini, Bellini; Ferreira Pinto, Guarente, Padoin, Valdes (26' st Parravicini); Doni (21' st Plasmati); Floccari (42' st Defendi). (31 Coppola, 11 Cerci, 13 Peluso, 26 Pellegrino). All. Del Neri.

 

ROMA (4-3-2-1): Doni; Motta, Mexes, Juan; Tonetto, Perrotta; De Rossi, Brighi; Pizarro (12' st Baptista); Totti, Vucinic. (25 Artur, 14 Filipe, 15 Loria, 21 Diamoutene, 23 Montella, 35 Bertolacci). All. Spalletti. ARBITRO: Morganti di Ascoli

 

NOTE: recuperi: 1' e 0'. Angoli: 6-4 per la Roma. Espulsi: Perrotta al 44' st. Ammoniti: Motta, De Rossi, Manfredini e Capelli per gioco falloso. Perrotta per proteste. Spettatori: 7053.

 

DONI: 5,5 Tradito. Dopo un primo tempo di inoperosità, è decisivo al 6’ st quando sventa in tuffo un colpo di testa di Ferreira Pinto nell’azione che precede il batti e ribatti del vantaggio atalantino. È chiaro che non può fare miracoli a fronte della completa inconsistenza del pacchetto difensivo romanista, ma sul 3-0 la reattività lascia molto a desiderare.

 

MOTTA: 6 Sveglio. Comincia bene, è uno dei pochi a darsi da fare nel sonnolento primo tempo della Roma, ma il gol del 3-0 è in buona parte attribuibile alla sua diretta responsabilità, visto come si fa scappare Doni. Resta comunque la sola nota positiva di una giornata da dimenticare, e fa rabbia almeno quanto il formidabile destro che l’ex Udinese lascia partire al 23’ st e che Consigli gli devia in corner.

 

JUAN: 4 In letargo. La sua prestazione di oggi sembra la fotocopia di quella – disastrosa – disputata a Catania due mesi fa: male negli anticipi (che fra l’altro cerca con eccessiva ostinazione), pessimo nel tenere la posizione e addirittura imbarazzante quando si fa anticipare clamorosamente da Doni nell’azione del raddoppio nerazzurro.

 

MEXES: 4,5 Assopito. Per Phili vale in parte quanto detto a proposito del suo compagno di reparto, con l’aggravante di un modo di stare in campo a dir poco irritante: sempre in ritardo, interviene – quando lo fa – con una leggerezza indegna del suo talento.

 

TONETTO: 5 Dormiente. Si vede pochissimo sia in fase difensiva che quando c’è da attaccare, complici le pessime condizioni del terreno di gioco che dalla sua parte, almeno nel primo tempo, a stento consentono uno scambio rasoterra. Mai davvero in partita.

 

PERROTTA: 5 Dormiveglia. Mezzo voto in meno per il rosso che gli farà saltare il prossimo impegno casalingo con il Siena e che testimonia tutta la frustrazione per una partita meritatamente persa. Lievemente sopra la media la sua prova, che comunque non va oltre qualche prezioso intervento in interdizione.

 

DE ROSSI: 5,5 Terrestre. La gara di oggi è la prova tangibile che è umano anche lui e come tale risente tanto della generale svogliatezza che lo circonda quanto del dolore provocatogli dalla distorsione al piede rimediata nell’amichevole dell’Emirates. Poche idee e confuse, nonché un’ammonizione per un fallo ‘da rosicone’ che farà scattare la squalifica.

 

BRIGHI: 5 Soffocato. Non nel senso che si strozza con la gomma che mastica in continuazione; se qualcuno si stava chiedendo come mai Lippi non avesse inserito il suo nome nella lista dei convocati per Italia-Brasile, la prestazione odierna di Matteo ne è la spiegazione.

 

PIZARRO: 5 Impalpabile. Ci risiamo: gioca con una sufficienza a tratti indisponente, perdendo una quantità imprecisata di palloni. Quando il Peq non è in giornata sono guai un po’ per tutti. Dal 12’ st.:

 

BAPTISTA: 5 Non pervenuto. Spalletti decide di giocarsi la carta del tridente pesante, ma l’ingresso del brasiliano non cambia granché. Vane le speranze di un’inversione di tendenza.

 

VUCINIC: 5 Narcolessia. La tendenza ad addormentarsi di continuo non gli è nuova, ma oggi raggiunge proporzioni preoccupanti: nell’unica occasione in cui i compagni riescono a pescarlo in posizione regolare, invece di calciare al volo, temporeggia a un metro dal portiere.

 

TOTTI: 5,5 Incagliato. È l’unico a rendersi pericoloso, tentando il tiro da lontano in un paio di occasioni, peraltro senza troppa convinzione. Tuttavia la sua partita è costellata di dribbling insistiti e di fatto improduttivi, dettati forse dall’esasperazione per la squadra che gli sta intorno. (romagiallorossa.com)



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