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Calcio e altri Sport

INTER/ Moratti e quel suo limite di non saper vincere con stile

Non si placano le polemiche dopo il gol di mano di Adriano nel derby e le dichiarazioni del presidente Moratti nel pomeriggio di ieri

Moratti_Massimo_R375_2ott08.jpg(Foto)

L’ultima giornata di campionato ha messo molto probabilmente un sigillo sullo scudetto dell’Inter, ma allo stesso tempo ha riaperto ferite non ancora sanate. La squadra di Mourinho vince, senza convincere, e appare la più forte del campionato. La classifica a questo proposito parla chiaro. Sono, quindi, comprensibili le scene di giubilo dei giocatori a fine gara sul terreno di gioco. Sono meno comprensibili le dichiarazioni a freddo (del giorno successivo al derby) del presidente Moratti: «Il gol di Adriano? Avremmo vinto comunque».

Non c’è solo un gol che sarebbe stato da annullare, c’è anche un mancato rigore assegnato per fallo di Chivu su Inzaghi. A fronte di queste osservazioni il presidente dimostra di non sapere vincere con stile. Dimentica, forse, quando certi episodi accadevano sulla sponda juventina e lui era il primo a lamentarsi e ad agitare i sospetti. Adesso che è dalla parte dei vincitori non si ricorda di cosa si prova ad inseguire, non si ricorda più cosa si prova ad assistere inermi a decisioni arbitrali discutibili. Non sapeva perdere e oggi non sa vincere. Non importa certo a Moratti che tutti i quotidiani italiani abbiano ironizzato sulla capacità dell’Inter di «mettere le mani sullo scudetto». E Mourinho? Ha imparato alla svelta la lezione italiana dei lamenti preventivi contro una classe arbitrale a suo dire non rispettosa dell’Inter. Cosa dovrebbero dire allora il Chievo o la Reggina? Oggi da più parti si grida alla buona fede degli arbitri.

Oggi come ieri sbagliano e gli errori finiscono quasi sempre per agevolare le squadre di vertice. Oggi come ieri hanno la capacità di rendere antipatica la compagine al vertice, che non avrebbe certo bisogno dei piccoli favori. L’Inter di Moratti è molto, troppo per alcuni, simile alla Juve di Moggi. Ci sarà mai qualcuno che avrà il coraggio di guardare con serenità a calciopoli e avrà l’onesta intellettuale di correggere quanto scritto e detto sui giornali all’indomani dell’esplosione del caos giudiziario.

(Luciano Zanardini)

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COMMENTI
17/02/2009 - Inter/Moratti (Giovanni Bombaci)

Mi dispiace ma non riesco a capire come fate a paragonare l'episodio del derby con le malefatte di calciopoli. Nel caso del goal di Adriano (da interista dico che si poteva annullare) a velocità normale nessuno, tranne Abbiati, ha visto il fallo di mano per cui la buona fede dell'arbitro è fuori discussione. Per quanto riguarda calciopoli ci si dimentica o si finge di dimenticare che si tratta di malafede acclarata che ci sono prove inconfutabili delle malefatte di Moggi e compari. La giustizia sportiva ha appurato in maniera inequivocabile che c'era una trama ordita da Moggi e compari di merenda tendente a fottere tutti a vantaggio solo della juve. Io credo che in italia dopo un pò di tempo non si capisca più chi è la vittima e chi il carnefice e che la dialettica di parte modifichi i contorni del vero e del falso tendenzialmente in modo da poter dire tutti colpevoli tutti innocenti. Mi dispiace ma non sono disposto a giocare a questo gioco. Per me anche dopo cento anni chi è colpevole è sempre colpevole, chi è vittima è sempre vittima a meno che non mi portino prove nuove che discolpino il colpevole e accusino la vittima.

 
17/02/2009 - un melo non fa le pere (Marco Giovanni Dolci)

Se è un melo non farà mai le pere, inutile illudersi su Moratti.