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PREMIER LEAGUE/ Crolla il Manchester, Dossena in gol. Il punto sulla 29esima giornata, classifica, giocatori top e flop

Il Liverpool strapazza i Red Devils, successi anche di Chelsea e Arsenal. Nuovi equilibri in testa alla classifica mentre in coda ci sono 8 squadre racchiuse in 6 punti

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Premiership- Giornata 29

La clamorosa vittoria del Liverpool ad Old Trafford riapre improvvisamente la Premiership, che sembrava ormai aver imboccato l’autostrada M6 in direzione Manchester, ed i contemporanei successi di Chelsea ed Arsenal creano nuovi equilibri nella lotta per le prime posizioni. In coda 8 squadre racchiuse in 6 punti.

Giornata totalmente ostile per il Man Utd di Sir Alex Ferguson, che subisce un inaspettato rovescio casalingo dagli arci-rivali del Liverpool (1-4): nonostante il vantaggio iniziale con penalty di Cristiano Ronaldo, la condanna arriva dagli errori difensivi di Nemanja Vidic (espulso, fra l’altro, sarà squalificato per 2 giornate) e Patrice Evra, che favoriscono le reti di Steven Gerrard (altro penalty), del meraviglioso Fernando Torres (freddezza), di Fabio Aurelio (punizione mancina) e perfino di Andrea Dossena (lob allo scadere), subentrato ad Albert Riera ed ormai destinato alla posizione di esterno sinistro alto, per ovviare alle sue lacune in fase difensiva. Perfetta la visione tattica di Rafael Benitez, che perde Xabi Alonso nel riscaldamento (al suo posto Lucas Leiva), chiude la fascia sinistra con Jamie Carragher a uomo su Park-Ji-Sung, Sami Hyypia Martin Skrtel e Javier Mascherano a rintuzzare il trio Carlos Tevez- Wayne Rooney- Cristiano Ronaldo: risultato, pochissime occasioni per i Red Devils e sconfitta con 4 gol di scarto, non accadeva dal gennaio 1992, successo del Q.P.R. con hat-trick di Dennis Bailey. Man Utd ora a + 4 su Liverpool e Chelsea e con una partita in meno: la sconfitta deve far riflettere gli uomini di Sir Alex Ferguson, ancora al sicuro in Premier ma non più così inumani come si pensava fino a pochi giorni fa.

Continua la politica dei piccoli passi per il Chelsea di Guus Hiddink (ancora imbattuto), vittorioso con il minimo scarto su un Man City sottomesso e rinunciatario, vittima dei classici complessi della squadra male allestita, priva di un nucleo organico e di un leader in campo (Robinho caratterialmente non lascia traccia). Decide un altro gol di Michael Essien, lui sì leader carismatico di ben altro peso rispetto a John Obi Mikel, nel primo tempo, a coronamento delle decine di occasioni avute a disposizione dai Blues con Didier Drogba, Juliano Belletti (palo) e Florent Malouda. Brutto infortunio occorso a Deco, non lo rivedremo in campo per questa stagione, mentre un bentornato a Valeri Bojinov dopo 2 anni di assenza per il succedersi di gravi infortuni.

La cura Champions rivitalizza l’Arsenal, che mortifica il Blackburn (4-0) grazie ad una grande prestazione di Andrey Arshavin, autore di un gol e mezzo, alla doppietta di Emmanuel Eboue (subentrato al minuto 83) e alle incontenibili accelerazioni di Theo Walcott e Samir Nasri, che squarciano la derelitta difesa dei Rovers. I Gunners agganciano al quarto posto l’Aston Villa, in caduta libera e in netto calo fisico in mediana ed in attacco, dove latita il talento di Ashley Young e Gabriel Agbonlahor.

La sconfitta di misura patita a Villa Park contro il Tottenham (1-2) mette in seria discussione la qualificazione alla Champions dei claret & blues, a corto di fiato e di idee, mentre gli Spurs, trovato un undici stabilmente titolare, riprendono quota sfruttando le realizzazioni di Jermaine Jenas e di Darren Bent e l’ennesima gran prova sulla destra di Aaron Lennon, che riapre il duello per un posto in nazionale con David Beckham e il rivale Theo Walcott. A nulla vale il gol della bandiera di John Carew nel finale per gli uomini delle Midlands, che non sfruttano l’ingenuità tattica di Harry Redknapp, che impiega Didier Zokora, un ex-centrocampista, terzino di destra sulle piste del rapidissimo Ashley Young (perché fuori un giocatore di ruolo come Vedran Corluka?), e si vedono avvicinare a 4 punti di distanza un roccioso Everton.

Il 3-1 dei Toffeemen sullo Stoke non lascia adito a dubbi: l’Everton è la squadra più in forma del momento, grazie alle iniziative dei vari Marouane Fellaini, Jo (autori dei gol insieme a Joleon Lescott), Louis Saha, Stephen Pienaar e Tim Cahill, per cui David Moyes (al settimo anno consecutivo alla guida dei blu) dispone di una formazione prettamente offensiva ma equilibrata dal super-lavoro di Phil Neville e della linea dei difensori.

Nelle altre partite:

Vittoria del Wigan a Sunderland, 1-2 con gol di Ben Watson, pareggio di Grant Leadbitter e fantastica galoppata a rete di Charles N’Zogbia.

Ennesimo pareggio del Newcastle della rinnovata coppia Michael Owen- Obafemi Martins al KC Stadium di Hull, che passa subito con il brasiliano Geovanni e viene raggiunto dal difensore Stephen Taylor.

Sciagurata X anche per il Porstmouth di Paul Hart che, in vantaggio con Peter Crouch e in superiorità numerica sul Middlesbrough (espulso Matthew Bates), si fa raggiungere al 90’ da Marlon King e viene quasi battuto da Afonso Alves.

Primo successo esterno del Fulham sul Bolton (1-3), con le reti del bomber Andrew Johnson, di Simon Davies (dopo traversa del solito enorme Danny Murphy) e dell’ex-modenese Dioumansy Kamara, che annullano il momentaneo pareggio di Kevin Davies. Nel prossimo turno spiccano Fulham-Man Utd, Newcastle-Arsenal e il derby londinese Tottenham-Chelsea.

Classifica: Manchester United 65*; Chelsea 61; Liverpool 61; Aston Villa 52; Arsenal 52; Everton 48; West Ham 39*; Wigan 38; Fulham 37; Manchester City 35; Tottenham 35; Bolton 33; Hull 33; Sunderland 32; Blackburn 30; Portsmouth 29*; Newcastle 29; Stoke City 29; Middlesbrough 27; West Bromwich 22*. * Una partita in meno

Marcatori

15 reti Nicolas Anelka (Chelsea)

13 reti Cristiano Ronaldo (Man Utd)

11 reti Robinho (Man City)

11 reti Kevin Davies (Bolton)

10 reti Gabriel Agbonlahor (Aston Villa)

10 reti Amr Zaki (Wigan)

10 reti Steven Gerrard (Liverpool)

10 reti Frank Lampard (Chelsea)

10 reti Darren Bent (Tottenham)

9 reti Djibril Cissé (Sunderland)

9 reti Carlton Cole (West Ham)

9 reti Jermaine Defoe (Portsmouth-Tottenham)

9 reti Steven Gerrard (Liverpool)

9 reti Robin van Persie (Arsenal)

9 reti Wayne Rooney (Man Utd)

9 reti Fernando Torres (Liverpool)

9 reti Peter Crouch (Portsmouth)

Top 11:

1 Mark Schwartzer (Fulham)

2 Glen Johnson (Portsmouth)

3 Fabio Aurelio (Liverpool)

4 Joleon Lescott (Everton)

5 Sami Hyypia (Liverpool)

6 Michael Essien (Chelsea)

7 Aaron Lennon (Tottenham)

8 Stephen Gerrard (Liverpool)

9 Fernando Torres (Liverpool)

10 Andrey Arshavin (Arsenal)

11 Charles N’Zogbia (Wigan)

Flop 11:

1 Marton Fulop (Sunderland)

2 Didier Zokora (Tottenham)

3 Patrice Evra (Man Utd)

4 André Ooijer (Blackburn)

5 Nemanja Vidic (Man Utd)

6 Matthew Bates (Middlesbrough)

7 Bernard Mendy (Hull City)

8 Mark Davies (Bolton)

9 Felipe Caicedo (Man City)

10 Wayne Rooney (Man Utd)

11 Mamady Sidibe (Stoke)

Monday Night:

West Ham- WBA 0-0

Brutta prestazione per gli Hammers di Gianfranco Zola, seppur largamente incompleti, che rischiano più volte il tracollo contro l'ultima della classe, pericolosa con Jonathan Greening, James Morrison e il palo dell'ex-Hibernian Shelton Martis, mentre nulla alla voce tiri in porta per la coppia d'attacco dei londinesi, David di Michele e Savio Nsereko, ancora a secco di reti in Premiership e sostituito nella ripresa dal giovane Junior Stanislas. West Ham, comunque, tranquillamente al settimo posto in classifica, a discapito dei numerosi infortuni che hanno colpito la squadra che un tempo fu di Bobby Moore e Geoff Hurst.

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