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ESCLUSIVA/ Peruzzi: la mia Roma contro la mia Juve, pronostico di un ex

Pubblicazione:venerdì 20 marzo 2009

Peruzzi_R375_19mar09_phixr.jpg (Foto)

Per i giovani portieri che si infilavano i guanti negli anni Novanta Angelo Peruzzi ha rappresentato una sorta di totem, di modello da imitare. Il suo stile e la sua classe l’hanno portato ad avere una carriera molto longeva. Cresciuto nel vivaio giallorosso, le vittorie più grandi le ha ottenute nelle otto stagioni con la maglia bianconera. Oggi svolge il ruolo di preparatore dei portieri con la nazionale di Marcello Lippi. In questa intervista concessa in esclusiva a il sussidiario.net parla del big match tra Roma e Juve, del campionato e dei portieri italiani che sempre più spesso sono relegati al ruolo di secondo alle spalle degli estremi difensori stranieri. Si sofferma anche sull’ex compagno di squadra Alessandro Del Piero con parole non di circostanza, che fanno presupporre una sempre possibile convocazione in azzurro per il numero dieci bianconero.


La Roma riceve la Juve. Che gara si aspetta?

Di certo sarà una bella partita. Sono due squadre ancora in corsa: la Juve ha qualche lumicino di speranza per il discorso scudetto, la Roma si deve giocare le sue carte per il quarto posto.

 

Nella Roma è cresciuto, nella Juve è esploso. Ha dei ricordi particolari?

Per me è sempre stata una sfida speciale. Quando ho affrontato la Roma ho sempre provato delle emozioni particolari, del resto non si possono dimenticare otto anni di vivaio giallorosso.


I bianconeri di Ranieri possono ancora lottare per lo scudetto?

Tutto dipende dall’Inter. I nerazzurri sono una grande squadra, ma il campionato italiano può presentare delle sorprese.


E la Roma? Se il Milan ha in tasca il terzo posto, per la quarta posizione è tutto aperto…

Il Genoa sta facendo benissimo. E pensare che in molti avevano predetto un calo dei genoani con il primo caldo; la squadra sta disputando un ottimo campionato: per la Roma e la Fiorentina sarà un avversario ostico da superare. Per i giallorossi non sarà facile raggiungere il quarto posto.

 

In Europa le squadre italiane sono state per certi versi «umiliate». E’ il frutto solo di una coincidenza o c’è dell’altro?

Questa tendenza continua da un po’ di tempo, anche se nel 2006 con l’Italia abbiamo vinto i Mondiali. Le nostre squadre non sono più competitive dal punto di vista economico rispetto a qualche anno fa. I giocatori li compriamo dall’Inghilterra e dalla Spagna, ma se il Real, per fare un esempio, o qualsiasi altra grande squadra cede un giocatore ci sarà pure un motivo.

 

Da ex portiere come vede la situazione degli estremi difensori italiani? C’è qualcosa di buono che bolle in pentola?

I portieri giovani ci sono e si stanno facendo vedere. C’è da dire, però, che molte compagini (purtroppo anche in serie B dove dovrebbero dare più spazio agli italiani) puntano sui portieri stranieri. E’ un momento così.

 

C’è qualcuno che più di altri ha avuto spazio?

L’Atalanta ha dato fiducia a Consigli, a Cagliari sta andando molto bene Marchetti. Poi potrei citare Curci al Siena.


Una considerazione su Alessandro Del Piero, che sta disputando una stagione ad alti livelli. Lei l’ha conosciuto da vicino: qual è l’elemento in più del numero dieci bianconero?

La sua voglia. E’ un ragazzo straordinario che sa trovare dentro di sé delle motivazioni eccezionali. Vuole sempre dimostrare di essere un grande campione e anche in questo campionato ci sta riuscendo.

 

Luciano Zanardini



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