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INTER/ Roberto Mancini: «Tornare allenatore nerazzurro? Mai dire mai…»

Il tecnico jesino, protagonista di una bella intervista su Raidue, parla del suo futuro

manciniR375_06ott08.jpg (Foto)

L’ex allenatore nerazzurro Roberto Mancini, è stato protagonista di una bella “chiacchierata” con Daria Bignardi, durante la prima puntata del programma “L’era glaciale”, in onda su Raidue. «Sono orgoglioso di avere cambiato la storia dell’Inter», spiega l’ex dei nerazzurri che poi mette subito le cose in chiaro: « Non è vero che il presidente Moratti mi ha allertato, ci siamo visti per altre cose ma non per questo. Sono sotto contratto per altri tre anni ma l’Inter non ha bisogno di un allenatore in questo momento». Anche se un suo ritorno non è da escludere: «Se mi richiamasse Moratti? Sono obbligato perchè sono sotto contratto. Se sarei contento? In questo momento non è un problema dell’Inter, ma nel calcio può accadere qualsiasi cosa».

 

Mancini ritorna quindi su quel famoso post-partita di Inter-Liverpool e sull’addio in diretta in sala stampa: «Non so se mi sono pentito, se l’ho fatto c’erano motivi validi. Quali? Erano tanti perchè non si parlasse più dell’eliminazione e poi altre cose. Su certe situazioni il tecnico vuole che il presidente intervenga, ma non ho avuto nessun problema con la squadra nè con il presidente». Sfogo che forse, provocò il suo “licenziamento” da parte dell’entourage di Via Durini: «Non è stato un bel comunicato, ma brutto e freddo – continua l’allenatore riferendosi al comunicato di addio da parte dell’Inter - ma il comunicato non l’ha fatto sicuramente Moratti, ma qualcuno che non era all’altezza della situazione. Dopo quattro anni di lavoro e sette trofei, era meglio lasciarsi serenamente». Infine una battuta sulla Champions League: «All’Inter c’è troppa pressione su questa coppa. Forse, togliendone un po', il rendimento sarebbe più alto, ma comunque non credo che le squadre italiane siano tanto lontane da quelle inglesi», ed una su Adriano e Balotelli: «Adriano? Dal punto di vista calcistico deve lavorare per essere promosso e anche Balotelli, anche se è giovane e può sbagliare».

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