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BOXE/ E' morto Giovanni Parisi, medaglia d'oro a Seul 1988

«Ho perso un amico, era un bravo ragazzo, una persona eccezionale - ha dichiarato Patrizio Oliva - questa è una di quelle notizie che ti spezzano il cuore». Un incidente d'auto lo ha portato via a 41 anni

giovanni_parisi_R375x255_26mar09.jpg(Foto)

Il mondo dello sport italiano è in lutto: Giovanni Parisi, 41 anni, ex campione del mondo di pugilato e campione olimpico a Seul nel 1988, è morto questa sera in un incidente stradale avvenuto sulla tangenziale di Voghera. L'auto sulla quale viaggiava, verso le 20 e 40, si è scontrata frontalmente con un camion. Parisi, originario di Vibo Valentia, ma da molti anni residente a Voghera, è morto sul colpo.

Sposato con Silvia e padre di tre bambini, era da solo al volante della sua BMW coupè color amaranto e stava dirigendosi verso la propria abitazione, una villa nell'immediata periferia cittadina, a poche centinaia di metri dallo svincolo di Medassino della stessa superstrada.

Per cause ancora in fase d'accertamento, la potente autovettura si è scontrata frontalmente con un furgone, un Iveco 35/10, che trasportava materiale elettrico, il cui conducente è ricoverato al pronto soccorso dell'ospedale civile di Voghera.

L'urto è stato violentissimo ed entrambi i veicoli sono finiti fuori strada, in un fosso accanto alla tangenziale: la parte anteriore della BMW della medaglia d'oro olimpica di Seul, nell'impatto devastante col camioncino, «è come esplosa» hanno raccontato i primi soccorritori. L'auto si è letteralmente disintegrata, non lasciando scampo a Giovanni Parisi. Quando, sul posto, sono arrivati i sanitari del 118, l'equipaggio medicalizzato non ha potuto far altro che constatare il decesso dell'ex-campione. La tangenziale di Voghera è ancora chiusa al traffico, in entrambi i sensi di marcia, nel tratto teatro dell'incidente.

«Sono di quelle notizie che ti spezzano il cuore». Così Patrizio Oliva commenta la scomparsa di Parisi. «Ho perso un amico, era un bravo ragazzo, una persona eccezionale. L'ho seguito a Seul quando è diventato campione olimpico e io dissi che la sua era una medaglia più bella di quella mia a Mosca, perché aveva lottato con i più forti avversari delle nazioni maggiormente competitive, mentre le mie olimpiade erano dimezzate per problemi politici. Fu una grande vittoria di Giovanni.

Chi era Parisi? Il suo palmares parlava chiaro, ha vinto tutto, campione del mondo in due categorie, un grosso picchiatore con tutte e due le mani, un pugile completo. Lo avevo seguito fin da ragazzino e avrei scommesso che sarebbe diventato un grande campione. Quali erano i suoi progetti? Come tutti noi che amiamo questo sport voleva rimanere nell'ambito della boxe e voleva dedicarsi all'organizzazione. Sarebbe stata una gran bella cosa per tutto il movimento».

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