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ESCLUSIVA/ Ravezzani: «Camolese salverà il Toro giocando con la difesa a 3»

FABIO RAVEZZANI, direttore della redazione sportiva di Telelombardia, analizza, da gran conoscitore dell’ambiente granata.quali novità porterà il neo tecnico Giancarlo Camolese e cosa dovrà fare per salvarsi. Riconoscendo a Cairo di aver investito tanto ma dandogli un consiglio: con più tranquillità a livello societario e un progetto negli anni arriveranno i risultati

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Fabio Ravezzani, direttore della redazione sportiva di Telelombardia, conosce molto bene l’ambiente granata. Undici anni a Tuttosport di cui molti come inviato a seguire il Torino. In questa intervista in esclusiva a ilsussidiario.net racconta quali novità porterà il neo tecnico Giancarlo Camolese, «uno dei pochi e veri amici che ho nel mondo del calcio», e cosa dovrà fare per salvarsi. Riconoscendo a Cairo di aver investito tanto ma dandogli un consiglio: con più tranquillità a livello societario e un progetto, negli anni, arriveranno i risultati.

 

Il Torino riparte da Camolese. E’ la mossa giusta o la situazione è compromessa?

 La mossa è giusta perché la situazione era pericolosa nonostante l’organico del Toro sia discreto e sulla carta più forte di altre formazioni che lottano per non retrocedere. Non saranno semplici le prossime 9 gare. I granata affronteranno squadre come Genoa, Roma, Milan e Fiorentina, che lottano per la zona Champions. Un calendario che, rispetto ad altre dirette concorretti, non è dei migliori.

 

Tu sei un grande estimatore di Camolese, quali sono le sue caratteristiche principali?

Lo conosco da quasi quindici anni, da quando era allenatore in seconda dei granata e, cosa rara, è uno dei pochi amici che ho nel mondo del calcio. Innanzittutto è una persona perbene, qualità che non sempre si trova negli allenatori. E’ molto preparato: ha passato sia l’Isef che il corso di allenatori a Coverciano a pieni voti. Ha una grande conoscenza teorica, ma sa essere nel tempo stesso pragmatico e onesto. Ed è uno che ha la capacità di ascoltare, caratteristica che lo fa essere anche un buon psicologo. Tutto questo fa di lui un allenatore di grande qualità e caratura. Forse paga il fatto di non essersi mai apparentato con qualche grande procuratore o di non essere andato a “braccetto” con i "poteri forti" del momento. Questo forse è un “handicap” nel mondo del calcio.

 

Camolese ha sempre privilegiato come modulo il 3-5-2… Cambierà atteggiamento per adattarsi a quanto fatto fino ad oggi da Novellino?

 Credo che giocherà a 3 in difesa. In questi mesi, quando ci sentivano e parlavamo del Toro, mi diceva che gli sembrava una squadra che poteva giocare tranquillamente a 3. Tutto sommato il modulo di De Biasi e Novellino non ha portato frutti. E credo sia una cosa di buon senso cambiare modulo, senza pretendere un gioco che la squadra non può assimilare in poco tempo. In queste due settimane lavorerà per giocare con un 3-5-2 o un 3-4-3, ma sicuramente con la difesa a 3.

 

Il progetto Cairo è stato fin qui un parziale fallimento. Se prima faceva tutto da solo, oggi c’è un direttore sportivo come Foschi che può fare la differenza…

Credo che Cairo sia stato poco sereno e saggio. Lo conosco da prima che prendesse il Torino. Lui è un vincente ed è sempre stato abituato a cercare i risultati nella maniera più veloce possibile. Quello che ha fatto con il Torino è stato questo. Ha portato la squadra in A, si è salvato e la fretta di arrivare in Uefa e magari in Champions lo ha portato a rivoluzionare una parte della dirigenza. Questo non spiegherebbe altrimenti il gran numero di direttori sportivi che si sono alternati in questi anni. Credo non sia un problema di direttori sportivi, anche se qualcuno aveva fatto degli errori ed era giusto cambiare. Innanzitutto bisogna dare continuità al progetto. Fare in piccolo quello che ha fatto Moratti con l’Inter: ha cambiato sempre tanto, giocatori, allenatori, e poi si è accorto che calmandosi un pochino i risultati sarebbero arrivati. Può darsi che Cairo stia entrando in questo ordine di idee.

 

A Cairo si può rimproverare qualche errore ma non che non tenga al Toro...

Questo è assolutamente vero. Ha investito soldi nel Torino in questi anni comprando tanti giocatori, forse troppi.

 

L’ipotesi Bertarelli è vera o si tratta di una bufala?

 Ho lavorato 11 anni a Tuttosport e 8 li ho passati a lavorare sulla società Toro e sui possibili acquirenti. Trovare un compratore per una società di calcio è una cosa drammatica per tutti, particolarmente per il Torino. Tanto più il nome che viene accostato alla società è grosso, tanto più è improbabile che sia vero. All’inizio mi è sembrata una sciocchezza, una bufala. Credo sia giusto andare alla caccia di un presidente se ci si trova in una situazione delicata come durante il periodo di Borsano, di Goveani, di Vidulich. Ma se hai una squadra con un presidente che ha investito e che si trova ad avere una delle aziende più solide del Paese, queste operazioni risultano essere inutili e autolesioniste. E poi chi scrive queste cose prima o poi dovrà rendere conto di questi nomi. E a Bertarelli, non essendo originario di Chivasso, credo che poco gli importi del Toro e di investire nel mondo del calcio. Se ragioniamo così forse il prossimo acquirente della società potrebbe essere Bill Gates…

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