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NAZIONALE/ La miopia di Lippi che non vuole rifondare l’Italia

La partita con il Montenegro poteva essere utile per tentare nuovi innesti e nuovi giocatori. Ma il ct della Nazionale sembra non voler tentare scelte impopolari

lippi2_italiaR375_2set08.jpg (Foto)

Marcello Lippi non è certo un allenatore che, visto il curriculum importante, ha bisogno di suggerimenti. Il mondiale vinto basta e avanza per mettere a tacere i suoi critici. Si possono, però, fare alcune sottolineature sul modello di squadra che sta portando avanti: in poche parole cerca di realizzare un mix tra gli eroi di Berlino e i più giovani. Nel 2010 gli azzurri dovranno pur fare i conti con il peso ineludibile dell’età anagrafica. Una sorta di ringiovanimento è in atto (Motta e Bocchetti). Resta, comunque, un mistero da svelare quello che porta il Ct a non prendere del tutto in considerazione le giovani leve. Il baby gioiello dell’Inter Santon ha affrontato Cristiano Ronaldo e può benissimo battersi contro il Montenegro. O no? Grosso ha fatto un buon Mondiale, ma adesso il suo rendimento è di gran lunga inferiore a quello del talento nerazzurro. Lo stesso può valere per Balotelli o per Marchisio, per Criscito o per Santacroce.

L’italico vizio prevede che questi giocatori si irrobustiscano nell’Under 21. Anche così si spiega il perché l’Italia arriva quasi sempre alla fase finale del campionato europeo di categoria. Le altre federazioni quando hanno a disposizione giocatori dalle sicure potenzialità li lanciano senza particolari remore in prima squadra e magari in nazionale. Da noi, invece, devono percorrere tutto un percorso per poi arrivare, solo come meta finale, a vestire la maglia azzurra della nazionale maggiore. Per non parlare degli infortunati cronici di quest’anno (Materazzi e Camoranesi), che godono di una stima incondizionata da parte del tecnico e che sono quasi sicuri di rientrare nella lista dei 23 per il mondiale africano. Cannavaro è un elemento indispensabile per la coesione dello spogliatoio, ma da qui a pensare che in Sud Africa possa reggere la velocità di un Messi qualsiasi… A gran voce molti opinionisti chiedono di riaprire spiragli per Del Piero e Totti, ma in questo momento e in prospettiva futura è sicuramente miope escludere, causa incompatibilità caratteriale, un giocatore come Cassano. L’idea di ripartire da zero non è un’utopia: dopo il brutto mondiale del 1986, Vicini rifondò quasi interamente la squadra. Certe scelte, al momento anche impopolari, si fanno e si provano nelle qualificazioni.

(Luciano Zanardini)

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