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Mourinho, Moratti e Balotelli: i tre volti dell'Inter che non chiede scusa

Il giovane attaccante, l'allenatore e il presidente nerazzurro sono nel mirino dopo gli atteggiamenti e le dichiarazioni rilasciate dopo la gara con i giallorossi

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Sarà una curiosa coincidenza ma le gare dell’Inter finiscono sempre con delle polemiche. L’Inter del dopo gara con la Roma ha tre facce: quella di Balotelli, quella di Mourinho e, infine (proprio dulcis in fundo verrebbe da dire), quella di Moratti. Partiamo dal primo protagonista. Il nazionale under 21 ha contribuito alla rimonta dei nerazzurri con due gol. Anche su queste pagine si è elogiato più volte le doti fuori dal comune di SuperMario. Non convincono, però, alcuni gesti del ragazzo di Concesio. A volte si nasconde dietro una finta corazza da duro, mostrando una mancanza di rispetto nei confronti degli avversari. L’Inter ora lo difende e attribuisce il suo modo di essere a una spiccata personalità. Può essere, ma non può bastare.

Il secondo emblema dell’Inter è Mourinho. Il portoghese ha un comportamento a tratti irriverente e antipatico. Sicuro di sé, non è stato in grado di riconoscere che sul piano del gioco la Roma è stata superiore. Domenica sera ha preferito puntare il dito contro la Roma (rea di non aver chiuso la gara) e ha sottolineato la caparbietà dei suoi uomini, nonostante la stanchezza accumulata nella sfida con il Manchester (per quel che ci risulta nella stessa serata la Roma era impegnata a Londra con l’Arsenal). Il buon Mourinho, lo stesso che si lamenta spesso per i mancati cartellini agli avversari, non può non sapere che il rigore ha cambiato il corso del match. Oltre a non riconoscere l’errore dell’arbitro su Balotelli, ha rincarato la dose e ha cercato di spostare l’attenzione su un presunto fallo su Cambiasso (ha sbagliato l’anticipo) in occasione della rete di Brighi. Ha anche ricordato che all’Inter mancava Ibra. L’assenza di Totti non era forse altrettanto importante per la Roma? Inevitabile che i giallorossi si sentano presi in giro dai commenti nerazzurri. Mourinho sa bene che è quasi obbligato a centrare l’obiettivo della finale Champions: sfatare il tabù europeo vorrebbe dire allontanare il fantasma di Mancini, il cui confronto lo accompagna sin dalla prima giornata di campionato. E’ forse questo fatto che lo rende sempre più nervoso.

Il terzo uomo è il presidente Moratti. Approdato nel mondo del calcio con il suo stile pacato, ha via via perso il suo aplomb. E’ l’unico che ha visto anche a freddo gli estremi della concessione del calcio rigore. Nello stesso modo aveva valutato come regolare il gol di mani di Adriano. Restano alcuni dati: da un anno a questa parte in campionato l’Inter non ha più ricevuto rigori contro. Non c’è dolo, c’è una sudditanza nei confronti dei primi della classe. Nonostante questi numeri eclatanti, qualcuno ha avuto anche il coraggio di alzare la voce per chiedere più rispetto da parte degli arbitri.

Luciano Zanardini

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