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INTER/ Ibrahimovic a tutto campo su De Rossi, Manchester e Balotelli

Zlatan parla del compagno Super Mario: «Più forte di me quando avevo 18 anni», del centrocampista della Roma: «quando non si vince con qualcuno bisogna pur prendersela», aspettando il ritorno di Champions all'Old Trafford...

Ibrahimovic_Champions_R375_2feb09.jpg(Foto)

La partita più importante della stagione dell'Inter, almeno per come stanno oggi le cose, è in programma l'11 marzo: il ritorno con il Manchester United, nella "tana" dell'Old Trafford. Ibrahimovic, l'uomo che dovrà fare la differenza in quella complicatissima sfida, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, si dice fiducioso:: «Io sono tranquillo. Si va lì e si gioca: loro sono una grande squadra, ma anche noi lo siamo e possiamo fare quello che serve per qualificarci. Non sarà facile, ma per vincere la Champions bisogna vincere partite come questa». Certo, dovrà essere un'altra Inter: «Dobbiamo giocare meglio, con più fiducia: stare compatti, concentrati, aggressivi, fare le cose semplici, non sbagliare le cose che abbiamo sbagliato all`andata. Per me e Adriano era stata dura: troppo spazio fra noi e i centrocampisti, a un certo punto fra noi ci siamo detti "Dobbiamo cercare di stare più alti". A Manchester bisogna tenere di più la palla, correre meglio». Il tutto a casa dei Red Devils, all'Old Trafford, uno stadio in cui non è esattamente facile giocare, ma Ibra ha le idee chiare: «Stadio pieno, i tifosi addosso: può diventare più difficile, ma è anche più bello, perché sono queste le atmosfere che piacciono ai grandi giocatori, alle grandi squadre».

L'Inter arriva da due giorni di polemiche furenti, in particolare De Rossi si è lamentato dell'arbitraggio: «Ogni anno è così: noi vinciamo, loro no e qualcosa devono pur dire, se non trovano il modo di batterci, almeno per il momento». Nella partita di domenica è stato protagonista, nel bene e nel male, Mario Balotelli, che dopo un momento di crisi tecnica, sembra ritrovare pian piano la confidenza con il campo. Il ragazzo ha un carattere irruento, bravo e "difficile", un po' come era Ibra da giovane: «Credo che Mario sia più forte, più pronto a giocare ad alti livelli, di quanto ero io a 18 anni. Poi, è vero che deve ancora maturare: sta imparando tante cose, ma è un bravo ragazzo, tutti stiamo cercando di aiutarlo e soprattutto ha tanto tempo davanti a lui».

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