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MILAN/ Ancelotti: «Resto fino al 2010». E poi spiega il caso Kakà

Pubblicazione:mercoledì 1 aprile 2009

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«Il mio futuro? È legato agli accordi che ho preso fino al 30 giugno 2010 con il Milan. Ho un contratto e ho la volontà di rispettarlo. Sarà rispettato. Con la società c'è stata, c'è e ci sarà sempre perfetta sintonia». E’ con queste parole che Carlo Ancelotti spazza via ogni dubbio riguardo al suo imminente futuro. Smentito quindi dal diretto interessato, qualsiasi possibile addio anticipato, così come l’approdo alla guida della Costa d’Avorio: «Uno dei miei desideri è allenare una Nazionale e preparare un Mondiale – continua Ancelotti - non ci sono stati passi avanti in questo senso, ci sono stati passi indietro. C'è un ct che sta lavorando per le qualificazioni ai Mondiali 2010, è giusto che io non tiri fuori questo discorso».

 

Tra i papabili ad allenare il prossimo Milan è spuntato anche il nome di Roberto Mancini. Ancelotti, però, non ha dubbi: «È difficile, per Mancini e per il Milan – aggiunge - pensare a una strada insieme nel futuro. Per un allenatore dell'Inter è complicato venire al Milan, e viceversa. Anche se nulla è impossibile nel calcio». Carletto deve affrontare anche la “grana” Kakà, infortunatosi a Milano e recuperato in Brasile: «È naturale che di fronte a un infortunio le prime settimane siano più complicate. Dopo cinque settimane c'è la possibilità che possa migliorare, e questo è coinciso con il viaggio in Nazionale. Ma qui a Milanello ha fatto un ottimo lavoro dal punto di vista medico». Infine un flash su Mourinho «Non voglio parlare delle dichiarazioni di Mourinho», e sul suo pesce d’aprile “andato male” «Ho tirato giù un programma che prevede impegni dalle 8 alle 23. Ci hanno creduto in pochi».



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