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INTER/ Adriano: «Smetto», il medico «Quando beve non sa fermarsi, caso psichiatrico»

Pubblicazione:venerdì 10 aprile 2009

adriano_pensieroso_R375x255_13nov08.jpg (Foto)

Arriverà martedì a Milano Gilmar Rinaldi, il procuratore dell’Imperatore caduto in un vortice di depressione e alcool. Lui invece vuole restare in Brasile, con la sua famiglia e i suoi amici, dove si sente protetto dal mondo che lo vuole professionista e campione. «Non sono malato, però – spiega Adriano - e non ho bisogno di psicologi o dottori». Ma vuole stare con la sua famiglia, lontano «dalla tanta invidia, dal pettegolezzo continuo. Tornerò quando dentro di me tornerà la gioia». Un’ammissione neanche tanto implicita del disagio che il successo e la sua vita in Italia gli provocano, spingendolo a rintanarsi nella culla dei suoi affetti. Nel frattempo Adriano è disposto a togliersi lo stipendio, e la sua avventura all’Inter, anche se Moratti di sicuro sarebbe pronto a tendergli un’altra volta la mano, se chiedesse aiuto, sembra essere ormai finita. Per l’attaccante che stupì il mondo con le sue “bombe a mano” e con le sue progressioni, forse c’è un futuro in Brasile, dove probabilmente si sente meno nell’occhio del ciclone. Di sicuro dovrà lavorare su se stesso, sulla sua vita e sui suoi problemi con l’alcool, che secondo Aurelio Cunha, il medico del San Paolo (dove Adriano ha giocato la scorsa stagione) sono seri, così come la sua condizione psicologica. «Adriano soffre di un problema mentale, crede di essere nella notte della sua vita e non sa cosa lo aspetta il giorno seguente. E così, quando si deprime, non riesce più a tenere a cura se stesso. Ha bisogno di un aiuto terapeutico…quando si deprime beve birra, e quando comincia a berne una non ha più freni. Ci vuole pazienza in questi casi, è possibile recuperarlo, ma non ci vuole fretta”.



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