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Calcio e altri Sport

ESCLUSIVA/ Mordente: «E’ il gruppo il segreto del "settebello" Olimpia»

MARCO MORDENTE capitano dell'Armani Jeans Milano analizza la serie positiva di 7 vittorie consecutive, situazione che non capitava da 15 anni. Parla dello spogliatoio, del suo rapporto con Giorgio Armani, non dimenticando un pensiero per la sua gente, colpita dal terremoto

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L’applauso più convinto e sincero i tifosi dell’Olimpia lo riservano sempre al loro capitano. Marco Mordente, una vita passata tra Treviso e Milano, solo per citare l’inizio e il presente della sua carriera da cestista, racconta, in questa intervista in esclusiva a ilsussidiario.net, come sia nato il filotto delle 7 vittorie consecutive e di quanto l’Olimpia sia cresciuta in questi mesi. Parla anche di Giorgio Armani e di come ha vissuto il dramma del terremoto. Con una certezza: «Noi abruzzesi siamo testardi e abbiamo la forza di rialzarci».

L’ AJ delle sette vittorie consecutive è una squadra magari non bella, ma molto solida…

La serie è iniziata con prestazioni non del tutto convincenti, come ad esempio contro Ferrara o Avellino in casa. Piano piano però siamo cresciuti, magari non esprimiamo ancora un gioco bello, ma i risultati dimostrano che siamo una squadra efficace. Siamo cresciuti in difesa e in campi dove ci hanno “sfidato a correre” abbiamo realizzato molti punti. Ma il fatto più importante è che continuiamo a crescere.

C’è da dire che la dirigenza è sempre stata con la squadra anche nei momenti difficili…

Livio Proli, pur non essendo un uomo di sport, è sempre stato attento e vicino alla squadra. Sempre in maniera discreta, con piccoli suggerimenti o con le riunioni, dove ha cercato sempre di stimolarci. Questo è merito suo ma anche di Giorgio Armani, che ha deciso di affidare a lui questo progetto.

Che tipo di presidente è Giorgio Armani?Hai qualche aneddoto da raccontarci?

A settembre ci ha dato il benvenuto al suo ristorante “Nobu”. Un grandissimo padrone di casa: ci ha fatto sentire a nostro agio e durante la serata girava tra i tavoli a parlare con noi. E poi è il nostro primo tifoso. Il momento più bello è stato quando ci ha dimostrato la sua gioia nell’affettuoso abbraccio che ha riservato a ognuno di noi dopo la partita con il Cska.

Da giocatore che spinta vi dà saper giocare per lui e per quello che rappresenta?

Noi che scendiamo sul parquet sappiamo di portare sul petto un grande nome, che è conosciuto e rispettato in tutto il mondo. Non solo per il suo stile, mai sopra le righe, ma per quello che rappresenta Armani e per come è arrivato in alto partendo da zero. Sapere che dietro di noi c’è un mondo Armani con oltre 600 persone che lavorano per questo marchio, ci stimola a fare bene. Ed è anche grazie a loro se possiamo vestire questa maglia e se Giorgio Armani ha deciso di investire in questa squadra.

Manca qualcosa a questa Olimpia?

La nostra consapevolezza è di stare in gruppo che sta bene insieme, che sa soffrire, sia durante la stagione che durante le partite. Nessuno di noi si è mai tirato indietro ed è sempre il primo a lottare quando viene chiamato in causa. Se continuiamo con questo atteggiamento tutto continuerà ad essere facile: andare in campo e vincere. Arriviamo ai play off e vedremo.

Quanto è determinante l’apporto di Price in questo filotto di vittorie?

Hollis ha dato un’altra dimensione alla squadra. E’ un giocatore che ha grande capacità di corsa, di attaccare, di cambiare e far cambiare il ritmo ai compagni , di penetrare e di scaricare. Un grande uomo, basti pensare che, nonostante il suo dramma familiare, riesce sempre ad avere il sorriso sulle labbra.

Naturalmente gli sarete vicini in questo momento di lutto…

Gli siamo vicini, poi quello che abbiamo deciso di fare come compagni è giusto che rimanga all’interno dello spogliatoio.

Come vedi il possibile turnover con il taglio di Sow a vantaggio di Thomas?

Penso a giocare e a far bene quello che mi viene chiesto. Sarò diplomatico ma penso che queste siano scelte che devono essere prese dal mister in accordo con lo staff tecnico e i dirigenti.

Bucchi ha parlato di gente che remava contro ed ora non lo fa più. Come vive questi momenti un capitano?

Penso che qualsiasi problema debba essere affrontato all’interno dello spogliatoio, con molta tranquillità e serenità, senza portare nessun tipo di rancore. Tutto è stato risolto nel modo in cui doveva essere risolto, ma questo, ripeto, non ha portato a strascichi rancorosi di nessuno nei confronti di nessuno. Questo è un gruppo meraviglioso che ha ben chiaro quale sia l’obiettivo da raggiungere.

I tuoi sono sempre punti pesanti, nei momenti topici della partita. Le “palle che scottano” sono tutte tue?

Fare canestro mi fa naturalmente piacere, ma il mio compito è quello di cambiare il ritmo, dando il mio apporto in difesa, sporcando un pallone, spendendo un fallo per spezzare il gioco, soprattutto quando siamo sotto. In alcune partite questo mi è riuscito, in altre meno. Ovviamente quando si vince tutto è molto più bello.

Il tuo passato a Treviso?

E’ stata una parentesi fondamentale della mia carriera come giocatore, mi sono misurato ad alto livello, sono cresciuto come uomo e come giocatore e se oggi posso giocare le mie carte all’Olimpia è grazie alla maturità che ho acquisito ai tempi di Treviso.

Domenica incontrerà Bulleri, tuo amico, tuo primo compagno di squadra e di stanza già nel lontano 1994. E’ stato un errore cederlo a Treviso?

I fatti stanno dimostrando che andare via scegliere un altro progetto gli ha fatto bene. Comunque con lui resta sempre un rapporto fantastico. E’ un’amicizia che va avanti ormai da quasi 15 anni.

Come vive da teramano il dramma del terremoto?

Ho vissuto in maniera intensa questi momenti: alcune persone che conosco a L’Aquila si sono trovate senza più nulla. E’ una citta che conosco, ma purtroppo il terremoto non ha solo colpito solo la città: i danni si possono contare anche in altri paesi. Anche a Teramo sono numerose le persone che hanno la casa inagibile e anche i miei genitori in questi giorni hanno preferito dormire in macchina, viste le scosse che di notte continuano a farsi sentire.

La speranza di ripartire sembra più forte del dramma…

Il messaggio che sta arrivando dalla mia terra è chiaro: siamo gente forte, che non si perde d’animo. Nessuno ne ha fatto una tragedia, tutti hanno reagito e si sono rialzati, guardando avanti. E questo fa parte anche del mio modo di essere e del mio carattere. Siamo gente “di coccio”, testardi.

Stai pensando a qualche forma di aiuto concreto?

C’è una partita di beneficenza e prossimamente io e Mancinelli, abruzzese come me, faremo un’asta su ebay con le nostre maglie. Questo pubblicamente. Quello che farò privatamente non mi piace pubblicizzarlo.

(Eugenio Monti)

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