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ESCLUSIVA/ Pilati: «Vi racconto i segreti del "motore" del Genoa»

ALESSANDRO PILATI, preparatore atletico del Genoa, spiega i segreti della condizione fisica sempre perfetta del Grifone e di come la squadra di Gasperini stia lottando, con ottime possibilità di successo, per un posto in Champions

pilati_genoa_R375x255_17apr09.jpg (Foto)

Quanto corre questo Genoa. Osservatori più o meno attenti si ritrovano concordi nel valutare il Grifone, per l’atteggiamento dimostrato nell’arco del campionato, come la vera sorpresa. La ricetta? Un mix di forza, velocità e resistenza. Si va dal sollevamento pesi al body building per passare ad altri sport come lotta, tennis, pugilato e judo. Gli artefici di tutto questo, anche se sarebbe meglio precisare che il merito è da ascrivere a tutto il gruppo, sono i preparatori atletici Alessandro Pilati (nella foto Genoa cfc) e Luca Trucchi. Entrambi provengono da sport differenti (il primo dal judo, il secondo dalla pallavolo) dove hanno assimilato un diverso approccio alla preparazione fisica. Pilati, 45 anni, ha mosso i primi passi nel calcio che conta nella Lazio Primavera nella stagione 1999-2000. In molti si chiedono come imitare il modello genoano, ilsussidiario.net ha posto le stesse domande ad Alessandro Pilati, dal 2004 al Genoa. «Non ci sono segreti particolari, alla base c’è un grande lavoro quotidiano. Il grazie va detto – spiega Pilati – ai ragazzi per la loro applicazione che si traduce in ottime prestazioni. Sono due gli elementi principali: la capacità dei ragazzi di sottoporsi ai carichi di lavoro e la bravura dell’allenatore di distribuire gli sforzi».

 

Ci sono comunque degli elementi di novità. «La novità risiede nell’inserimento nella tabella degli esercizi di una componente ludica. Non vorrei – si schermisce Pilati – che passasse il concetto di un’eccessiva spettacolarizzazione del nostro lavoro, ma piuttosto posso dire che quando dobbiamo lavorare, in particolare sulla parte alta, utilizziamo molto il materassone e il sacco da pugilato per cercare di tenere vivo l’interesse dei giocatori». Non tutti i calciatori avranno, però, lo stesso rendimento. «Sono restio nello stilare classifiche. In un modo o nell’altro ci sono giocatori che sono più propensi alla forza e alla resistenza».

 

Quel che colpisce sono i movimenti di una squadra che accompagna in blocco l’azione. «L’allenatore ha trasmesso una mentalità nella quale, fin dal portiere, c’è una predisposizione al gioco d’attacco». Questo presuppone, però, anche una notevole applicazione nella fase difensiva. «Si attacca e si difende in 11. Gli sforzi sono così suddivisi in tutta la squadra e per gli avversari diventa difficile sopportare questi meccanismi». C’è un giocatore come Thiago Motta che apparentemente sembra compassato, ma che riesce sempre a seguire, trovando anche facilmente la via del gol, l’azione d’attacco. «Non rientra fra i giocatori fisicamente più veloci, ma è il più veloce di pensiero: vede le giocate prima degli avversari, anticipa le azioni. E’ chiaramente al di sopra dello standard tecnico della squadra». In questi casi si dice che è fondamentale l’unità d’intenti. «La differenza è data dalla mentalità: tutti i componenti, dai preparatori atletici allo staff tecnico, remano nella stessa direzione. L’ultima parola poi spetta all’allenatore». Rispetto ad altre compagini, il Genoa non ha dovuto fare i conti con i troppi infortuni di natura muscolare. Coincidenza o casualità? «Spero non sia una casualità. Non voglio essere presuntuoso, ma spero che sia il frutto del lavoro svolto. Si opera sui vari aspetti per il condizionamento muscolare e sulla forza per scongiurare gli infortuni. Di certo il tasso di infortuni è basso». Uno sguardo al futuro. «Cerco di fare il mio lavoro, provando a sbagliare il meno possibile. Ero legato alla società prima dell’arrivo di Gasperini, ma è ovvio che l’allungamento del contratto al 2012 è dipeso anche dalla collaborazione e dai risultati ottenuti con Gasperini». Uno sguardo alla serie A, prima di approdare al Genoa Pilati ha fatto un periodo di quattro anni al Torino dove ha collaborato con Camolese. «Conoscendo Giancarlo, posso dire che ha tutti i mezzi per centrare la salvezza. E’ un allenatore eccezionale con grandi conoscenze».

 

(Luciano Zanardini)

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