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JUVENTUS/ Buffon non si vende!

Pubblicazione:giovedì 2 aprile 2009

Buffon_sconfitto_R375_10mar09_phixr.jpg (Foto)

Caro Cobolli Gigli, Buffon non si vende. A queste cifre e soprattutto in questo momento la Juventus non può privarsi di uno dei suoi simboli. Non si intravedono grandi guadagni (se non economici) dalla cessione del portiere della nazionale. Il popolo juventino non è così stolto da non capire le ragioni di bilancio, anzi si è abituato nel corso del tempo a fare dei sacrifici importanti (Vieri e Zidane, solo per citare due esempi). Il saldo entrate-uscite non può giustificare questa mossa. Prima di tutto c’è e ci deve essere il rispetto umano per un giocatore che ha scelto di scendere in serie B con la maglia bianconera in seguito ai noti fatti di calciopoli. Da questo punto di vista Buffon si vende, solo se vuole essere ceduto. Nel calcio non è così praticato, ma in altri settori della vita questo atteggiamento prende il nome di riconoscenza. La seconda osservazione è che il possibile introito (60 milioni di euro) non permette grandi investimenti: qui non entrano in gioco le cifre faraoniche offerte al Milan per Kakà. Con questo denaro la Juve non riuscirebbe a coprire i settori nei quali è più scoperta: terzino destro, centrale di centrocampo, vice Nedved e attaccante. Oltre alla ricerca di un nuovo portiere. Se anche riuscisse ad avere i soldi sufficienti, avrebbe un certo fascino da esercitare sui giocatori? La Juve che si è privata di Zidane vinceva da anni, la Juve di oggi si sta lentamente risollevando dalle ceneri della serie B. Ci vuole tempo, serve la pazienza necessaria per recuperare anche il credito perso nei confronti degli altri giocatori. Non bisogna dimenticarsi che nella passata stagione Xabi Alonso fu protagonista di un tira e molla imbarazzante. Come lo spagnolo, altri, purtroppo, hanno puntato ad altri lidi. Le squadre inglesi e spagnole oggi vanno per la maggiore: all’indubbia forza aggiungono un potere contrattuale non indifferente. La cessione di Buffon priverebbe la Juve di una bandiera e soprattutto di un ottimo richiamo per gli altri giocatori. Non è il momento opportuno. Non è il momento opportuno per una squadra che vuole tornare ad essere grande.


Luciano Zanardini



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