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BALOTELLI/ Nando Sanvito: Quando l'antirazzismo è ipocrita e razzista

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Abbiamo chiesto, in esclusiva a ilsussidiario.net, a Nando Sanvito, giornalista sportivo di Mediaset, un commento sulla vicenda Balotelli e la sua impressione "dal campo", visto che sabato era a Torino a seguire la gara tra Juventus e Inter. 

 

E' giusto chiudere lo stadio della juve per i cori razzisti su Balotelli?

Giusto! Ma sarebbe ora di finirla con l'ipocrisia...

 

Quale?

Quella dell'antirazzismo! Non si capisce perché l'opinione pubblica e le istituzioni vengano mobilitate solo quando negli stadi si sente un buuuh o l'insulto al "negro" di turno. E' come se il potere culturale-mediatico avesse deciso quali insulti dentro gli stadi siano sopportabili e quali no, una sorta di decalogo del politicamente corretto anche nel graduare l'indignazione, dunque razzista anch'esso.

 

Spiegati meglio...

Io sabato sera era allo stadio Olimpico e quando un giocatore dell'Inter è finito a terra per un contrasto, si è alzato il solito coro che si sente in tutti gli stadi (compresa la curva dell'Inter) "Devi morire!". Ora io dico: ci si scandalizza -giustamente- di un coro razzista e nessuno si sogna di censurare un coro altrettanto odioso e ricorrente come "Devi morire!". Dov'é la differenza? E' forse meno insultante la dignità della persona questo di quello? Assolutamente no! Anzi, semmai il contrario! Qui si augura addirittura la morte a qualcuno. E allora... come la mettiamo? Mi viene in mente la linea difensiva di Materazzi quando fu convocato dalla FIFA per discolparsi dell'accusa di provocazione a Zidane per la famigerata testata nella finale di Berlino. "Non ho offeso la sua razza né la sua religione" si discolpò, partendo dal presupposto che quelle offese sarebbero state intollerabili, mentre invece quelle all'onorabilità della sorella di Zidane tutto sommato facevano parte del gioco... Assurdo! Ma non è che Materazzi fosse in mala fede in quella arringa difensiva, semplicemente si adeguava al pensiero dominante del politicamente corretto secondo cui insultare la razza è peccato grave, offendere gli affetti familiari invece è del tutto veniale e trascurabile. E pensare che lui ne è spesso vittima...

 

E dunque che si dovrebbe fare?

Se si vuole contribuire a riportare un minimo di civiltà sugli spalti degli stadi, allora si punisca con una partita a porte chiuse o senza il settore di pubblico incriminato ogni coro che sia offensivo alla dignità della persona sia essa nera, gialla, bianca, poliziotto, calciatore, dirigente. Sarà un'ecatombe? Probabilmente sì, ma vedrete che tempo un paio di mesi di cori offensivi non ne sentiremo più. E le società si tutelino con il diritto a ritirare senza rimborso gli abbonamenti a coloro che si rendono responsabili di fomentare tali cori.

 

Quante possibilità avrebbe la tua proposta di essere accettata?

Pochissime, perché c'è un blocco culturale. Se l'antirazzismo avesse come scopo la tutela della persona sarebbe facilmente allargabile agli altri insulti alla dignità umana, ma siccome è un'ideologia, razzista al suo interno, questa apertura non ci sarà. La stessa contraddizione dei rivoluzionari che in nome dell'Umanità uccidevano gli uomini in carne e ossa o quella dei sostenitori della moratoria alla pena di morte che difendono l'aborto



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