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SERIE A/ Cercasi cultura sportiva: per la retrocessione meglio i play out

Pubblicazione:domenica 26 aprile 2009

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Cercasi cultura sportiva. La sfida di sabato tra Chievo e Udinese ha messo in mostra un tratto caratteristico del calcio italiano. Si affrontavano, a sei giornate dal termine, due squadre con ambizioni differenti: da una parte il Chievo con l’obiettivo della salvezza, dall’altra l’Udinese senza particolari interessi in gioco. Succede che l’Udinese passa in vantaggio perché interpreta meglio la gara, poi si chiude e lascia campo al Chievo. Il secondo tempo è tutto di marca clivense con un predominio territoriale che sfocia nel pareggio di Pellissier. I reiterati errori dell’arbitro Celi non impediscono alla squadra di Mimmo di Carlo di continuare ad attaccare per cercare il successo, al 93’ arriva, però, la beffa del raddoppio da due passi di D’Agostino. L’Udinese strappa così tre punti a Verona e inguaia la compagine locale. I veneti perdono la testa e si scatenano in una caccia all’uomo (D’Agostino), reo di aver fatto vincere l’Udinese; persino Langella (espulso per un brutto falle al 94’ su Sanchez) rientra sul terreno di gioco per farsi giustizia. Agli archivi va una brutta pagina di sport. Il Chievo si era presentato in campo sicuro di vincere, anche perché di fronte pensava di trovare una formazione che non aveva più nulla da dire al campionato. La presunzione è diventata poi sempre più forte: i padroni di casa si aspettavano, anzi pretendevano, in campo un atteggiamento ridimensionato dell’Udinese. La mentalità italiana ha portato una delle squadre rivelazione della seconda parte del campionato a mettere da parte il suo gioco e a puntare sulle presunte scarse motivazioni degli avversari. I calcoli della matematica hanno preso il sopravvento: per il Chievo era vitale vincere ieri prima di tre gare sulla carta proibitive (Roma, Inter e Genoa). Non si intravedono soluzioni all’orizzonte, se non quella di introdurre la formula dei play out per evitare i calcoli aritmetici. Se ne parla da molto, ma per il momento la Federazione non ha preso decisioni. Purtroppo da qui alla fine del campionato assisteremo a diverse partite di questo genere.

 

(Luciano Zanardini)



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