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PREMIER LEAGUE/ United in rimonta, Liverpool sul velluto. La classifica, top e flop della 34esima giornata

Vincono Manchester e Liverpool, eventuali ribaltoni sono rimandati alle prossime giornate. Bene anche Arsenal e Chelsea

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Iniziamo con le note di merito stagionali: Ryan Giggs (Man Utd) e Ashley Young (Aston Villa), si aggiudicano per la prima volta gli onorevoli premi conferiti dalla Professional Footballers' Association (PFA) rispettivamente come miglior giocatore e miglior giovane della Premiership. Il mago gallese è emerso in una rosa di nomi comprendenti Nemanja Vidic, Rio Ferdinand, Cristiano Ronaldo e Edwin van der Sar (tutti del Man Utd) ed il capitano del Liverpool Steven Gerrard: il giovane coloured nativo di Stevenage è stato preferito ai colleghi Gabriel Agbonlahor (Aston Villa), Jonathan Evans e Rafael Da Silva (Man Utd), Aaron Lennon (Tottenham) e Stephen Ireland (Man City).

E’ stato inoltre proclamato il top 11 della stagione 2008/2009: Edwin Van der Sar (Man Utd), Glen Johnson (Portsmouth), Rio Ferdinand (Man Utd), Nemanja Vidic (Man Utd), Patrice Evra (Man Utd), Ashley Young (Aston Villa), Steven Gerrard (Liverpool), Ryan Giggs (Man Utd), Cristiano Ronaldo (Man Utd), Nicolas Anelka (Chelsea), Fernando Torres (Liverpool).

 

Premiership- Giornata 34

 

Le vittorie dei top four lasciano invariata la classifica a 4 giornate dalla conclusione (e il Man Utd deve recuperare il match con il Portsmouth), e rimandano eventuali ribaltoni alle prossime settimane, che riservano appuntamenti decisivi per il 10 maggio con Arsenal-Chelsea e il Mancunian Derby Man Utd-Man City e la settimana successiva con Man Utd-Arsenal. In coda, il successo del Blackburn avvicina i Rovers alla salvezza, inguaiando ulteriormente Middlesbrough e Newcastle, mentre la vittoria del fanalino di coda W.B.A. ricaccia nel vortice il Sunderland, accompagnato dall’Hull City.

 

Come già accaduto nel 2001, successo in rimonta per i campioni del Man Utd, sotto 0-2 all’Old Trafford all’intervallo contro il Tottenham ed in evidente difficoltà difensiva sugli attacchi di Luka Modric, Darren Bent (autori dei gol) ed Aaron Lennon, nonostante la presenza della coppia titolare Rio Ferdinand- Nemanja Vidic, ancora da rodare in vista degli impegni in Champions. Il 5-2 finale testimonia lo strapotere offensivo dei Red Devils, concretizzatosi con le doppiette di Cristiano Ronaldo e di Wayne Rooney e l’assolo finale di Dimitar Berbatov nell’arco di una ventina di minuti, nonostante le ripetute proteste di Harry Redknapp per il rigore assegnato sullo 0-2 da Howard Webb, miglior arbitro britannico, per fallo del sempre disastroso Heurelio Gomes (che relega inspiegabilmente in panchina Carlo Cudicini) su un inserimento di Michael Carrick, episodio che ha effettivamente cambiato il match.

Ottimi Spurs per un tempo, quindi, fino a che l’arretramento esasperato della linea mediana, con conseguente congestione centrale, è stato aggirato dalla solita maestria del Man Utd sui lati esterni, con i duetti Rafael-Cristiano Ronaldo e Patrice Evra-Wayne Rooney letali nel proporsi in continuazione e a scodellare o convergere verso il centro decine di palloni invitanti: Tottenham, di contro, incapace di costruire gioco e di allargarsi sulle fasce dove, nella prima fase, aveva costruito la sua superiorità grazie alla rapidità e alla classe di Aaron Lennon e Luka Modric.

 

Facile vittoria per il Liverpool di Rafael Benitez (1-3) contro un Hull City in picchiata e serissimo candidato alla retrocessione in Championship (7 punti nelle ultime 16 partite), sfavorito dall’idiozia di Caleb Folan, cacciato per un incredibile fallo ai danni di Martin Skrtel, quando Xabi Alonso aveva già fulminato Boaz Myhill con un bolide da fuori area (alla faccia di chi, in Italia, gli ha preferito Christian Poulsen), prima che la doppietta del sempre ottimo Dirk Kuyt, uno dei veri uomini-chiave dei Reds, chiudesse il discorso e mantenesse a 3 i punti di distacco (per ora) dallo United capolista.

Ordinaria routine, quindi, per gli Scousers, che potrebbero approfittare degli scontri diretti di cui sopra e degli impegni in Champions degli avversari, per riproporsi in vetta alla Premiership e trovare il primo successo in Premier League (introdotta nel 1992), dopo il 18° titolo conseguito nella stagione 1989/1990.

 

Il Chelsea si prepara alla sfida di martedì con il Barcellona di Josep Guardiola con il successo nel derby londinese di Upton Park (0-1, gol di Salomon Kalou) contro il West Ham di Gianfranco Zola, meritevole almeno di un pareggio per quanto mostrato nella ripresa, dopo un primo tempo dominato dai Blues, con il penalty di Mark Noble neutralizzato da Peter Cech e il salvataggio sulla linea ai danni di Diego Tristan.

A riposo Didier Drogba, Michael Essien e Michael Ballack, la squadra di Guus Hiddink scende in campo deciso a conquistare i tre punti per rimanere in scia alle prime due, in particolare grazie alla buona vena di Florent Malouda e di Frank Lampard, contestatissimo dal suo vecchio pubblico, ma nei secondi 45’ lascia spazio alle incursioni degli Hammers, alla ricerca di un posto per la prossima Europa League (la nuova coppa UEFA), che sfiorano più volte il pareggio, rischiando il rovescio con un legno colpito da Ashley Cole, e non sfruttano il penalty concesso per atterramento del match-winner Salomon Kalou ai danni di Herita Ilunga, con la parata di un grande Peter Cech per tenere aperto il discorso Premiership, in attesa del responso degli impegni europei e dei futuri scontri diretti che sconvolgeranno di certo la classifica sebbene, in caso di vittoria nel recupero contro il Portsmouth, il distacco dai Red Devils ammonterebbe a 9 lunghezze.

 

Passa anche l’Arsenal, con un facile 2-0 sul derelitto Middlesbrough, al decimo rovescio in serie, record di club (per i Gunners doppietta di Francesc Fabregas e ventesimo risultato utile consecutivo), dopo l’indigestione di gol nel 4-4 di Anfield Road nel recupero infrasettimanale: nessuna rete per Andrei Arshavin, quindi, dopo la quaterna di cui sopra, ma una prova lucida con un assist per il catalano di Arenys de Mar, che raddoppia nella ripresa su assistenza dell’ivoriano Emmanuel Ebouè: un Boro più pericoloso del solito, però, mette in crisi i londinesi a cavallo delle due realizzazioni, con incursioni dell’ex Jérémie Aliadière e del nazionale inglese Stephen Downing, destinato quest’estate a lidi più vicini alla sua quota tecnica, e un rigore reclamato per mani in area di Niklas Bendtner, in sospetto fuorigioco sulla prima rete. Buona sgambata, quindi, per l’Arsenal in attesa della sfida di mercoledì in Champions all’Old Trafford, che disputerà senza gli infortunati Robin van Persie e Mickael Silvestre, ma con la tranquillità di partire con gli sfavori del pronostico, senza avere nulla da perdere, portando a termine una discreta stagione, iniziata nel peggiore dei modi e proseguita con troppi infortuni (su tutti Francesc Fabregas ed Emmanuel Adebayor) per poter competere seriamente per il titolo finale in campionato.

 

Negli altri incontri:

 

1-1 tra Bolton e Aston Villa, a secco di vittorie da 12 giornate, in vantaggio con la prima rete del 2009 di Ashley Young e raggiunto poi dall’israeliano Tamir Cohen, con Jussi Jaaskelainen protagonista sulle conclusioni di John Carew, Gareth Barry, Stilien Petrov e Nicky Shorey.

 

Un Robinho finalmente accettabile guida il Man City al successo esterno (1-2) a Goodison Park contro lo stanco Everton di David Moyes (che perde per lungo tempo il difensore Phil Jagielka, infortunatosi ad un ginocchio) e tiene vive le speranze dei Citizens per la settima posizione valida per la zona UEFA, grazie ad una buona prova dei 2 brasiliani (l’altro è Blumer Elano, finalmente stabile nel ruolo di titolare) e alla vena del solito Stephen Ireland, autore del raddoppio prima del gol della bandiera, siglato nel recupero dall’esterno classe 90’ Dan Gosling. Decisiva anche la prestazione del portiere Shay Given, autore di grandi parate, in particolare sulle conclusioni del belga Marouane Fellaini e dell’ecuadoriano Segundo Castillo.

 

Successo fondamentale in chiave salvezza per il Blackburn Rovers (2-0) grazie alle reti di Benedict McCarthy e del capitano neozelandese Ryan Nelsen (prima rete dopo 112 presenze con il club) contro un Wigan ormai salvo ma lontano dal considerarsi in vacanza, molto pericoloso con Hugo Rodallega, Emmerson Boyce, Antonio Valencia (palo) e Paul Scharner, con grandi parate (insolite) dell’ex nazionale inglese Paul Robinson.

 

Si rilancia in chiave UEFA il Fulham di Roy Hodgson, che con il gol del norvegese Erik Nevland piega la resistenza dello Stoke City e risolve una partita destinata allo 0-0, complici gli infortuni delle due punte titolari dei Cottagers, Andrew Johnson e Bobby Zamora.

 

Vittoria anche per il West Bromwich Albion, netto 3-0 ai danni di un demotivato Sunderland, ad oggi nuovamente implicato nella lotta per la salvezza, grazie alle reti di Jonas Olsson, Chris Brunt e dell’argentino Juan Carlos Menseguez, in prestito dal San Lorenzo: rimangono scarse, comunque, le speranze dei Baggies di evitare la retrocessione.

 

Nel Monday Night obbligo di vittoria per il Newcastle di Alan Shearer contro il Portsmouth.

 

Classifica: Manchester United 77*; Liverpool 74; Chelsea 71; Arsenal 65; Aston Villa 55; Everton 53; Fulham 47; West Ham 45; Manchester City 44; Tottenham 44; Wigan 41; Stoke City 39; Bolton 38; Portsmouth 37**; Blackburn 37; Sunderland 35; Hull 34; Middlesbrough 31; Newcastle 30*; West Bromwich 28;

** Due partite in meno

* Una partita in meno

 

Marcatori

17 reti Cristiano Ronaldo (Man Utd)

15 reti Nicolas Anelka (Chelsea)

13 reti Steven Gerrard (Liverpool)

13 reti Robinho (Man City)

13 reti Fernando Torres (Liverpool)

12 reti Kevin Davies (Bolton)

12 reti Gabriel Agbonlahor (Aston Villa)

12 reti Frank Lampard (Chelsea)

12 reti Darren Bent (Tottenham)

12 reti Wayne Rooney (Man Utd)

11 reti Peter Crouch (Portsmouth)

10 reti Dirk Kuyt (Wigan)

10 reti Emmanuel Adebayor (Arsenal)

10 reti Djibril Cissé (Sunderland)

10 reti Matthew Taylor (Bolton)

 

Top 11:

1 Peter Cech (Chelsea)

2 Micah Richards (Man City)

3 Kieran Gibbs (Arsenal)

4 Francesc Fabregas (Arsenal)

5 Brede Hangeland (Fulham)

6 Christopher Samba (Blackburn)

7 Cristiano Ronaldo (Man Utd)

8 Stephen Ireland (Man City)

9 Wayne Rooney (Man Utd)

10 Dick Kuyt (Liverpool)

11 Robinho (Man City)

 

Flop 11:

1 Heurelio Gomes (Tottenham)

2 Anthony McMahon (Middlesborough)

3 Danny Pugh (Stoke City)

4 Callum Davenport (Sunderland)

5 Ledley King (Tottenham)

6 George Boateng (Hull City)

7 Carlos Edwards (Sunderland)

8 Andrew Reid (Sunderland)

9 Mido (Wigan) 10 Marlon King (Middlesborough)

11 Caleb Folan (Hull City)

 

Prossimo turno:

 

Sabato 2 Maggio 2009

Chelsea - Fulham

Man City - Blackburn

Middlesbrough - Man Utd

Portsmouth - Arsenal

Stoke - West Ham

Tottenham - West Brom

Wigan - Bolton

 

Domenica 3 Maggio 2009

Liverpool - Newcastle

Middlesbrough - Man Utd

Sunderland - Everton

 

Lunedì, 4 Mggio 2009

Aston Villa - Hull

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