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ESCLUSIVA CALCIOMERCATO/ De Marchi: vi racconto di Borini e dei miei piccoli “Macheda”

MARCO DE MARCHI, ex calciatore e ora procuratore, racconta del giovane Borini del Chelsea e dei tanti “Macheda” che assiste e che fra non molto si faranno conoscere al grande pubblico. Con alcune critiche al sistema calcistico italiano, che preferisce puntare sugli stranieri e non sui ragazzi di casa propria

borini_R375x255_27APR09.jpg (Foto)

«Fabio Borini gioca nel Chelsea ed è uno dei giovani talenti su cui la Premier ha voluto investire. In Italia nessuno voleva fargli un contratto da professionista…». Marco De Marchi, ex calciatore e ora procuratore, racconta, in questa intervista esclusiva a ilsussidiario.net, i tanti “Macheda” che assiste e che fra non molto si faranno conoscere al grande pubblico. Con alcune critiche al sistema calcistico italiano, che preferisce puntare sugli stranieri e non sui ragazzi di casa propria.

 

Chi è Fabio Borini, classe ’91 ex Bologna, attualmente al Chelsea?

 Borini (nella foto Chelseafc) è andato al Chelsea 2 anni fa, dopo una grande stagione con il Bologna: il ragazzo, infatti, nonostante militasse fra le fila degli allievi regionali, terminò la stagione giocando in primavera e realizzando ben 6 reti in 9 presenze. Non avendo ancora il contratto da professionista il Chelsea lo opzionò e lo portò a Londra.

 

Qualche caratteristica…..

La sua caratteristica principale è la mentalità da senior, una qualità che Borini ha da quando lo conosco. E’ sempre stato più maturo rispetto ai coetanei. Ha una passione totale per il calcio e passa gran parte del suo tempo a migliorare i propri pregi e ad eliminare i difetti. Quando lo vidi per la prima volta mi colpì questa sua forte personalità, così come la velocità, la forza e la capacità realizzativa. Si capiva fin da subito che il ragazzo avrebbe avuto futuro. Ha una mentalità che potrei definire tipicamente inglese, e lo dimostrano ampiamente la sua voglia di rincorrere l’avversario, la capacità di fare gol ed altre caratteristiche.

 

Sarà uno dei prossimi nomi che verranno accostati alle big?

 Borini è già molto conosciuto fra gli addetti ai lavori, giocando nel Chelsea ed essendo il capitano della Nazionale italiana Under-18. Attualmente gioca con la squadra delle riserve, in cui a volte militano anche i calciatori che trovano poco spazio in prima squadra. Ultimamente ha giocato insieme a Carvalho e Quaresma. Per quanto riguarda il suo futuro siamo tranquilli. In questo momento sta facendo molto bene fra le fila del Chelsea e sta vivendo la sua meravigliosa esperienza giorno per giorno, poi un domani vedremo…

 

Un altro giocatore che lei scoprì fu Mariga del Parma...

 Tutto nacque con una collaborazione con Martin Dahlin, noto nazionale svedese, che mi disse: «Vieni in Svezia che devo mostrarti un giovane interessante». Andai e dopo 5 minuti capii il valore del ragazzo. In passato ho giocato con Diarra, l’attuale centrocampista del Real Madrid e Mariga lo ricorda moltissimo. Quando lo vidi per la prima volta ebbi una folgorazione: «Questo ragazzo giocherà nel Real Madrid o nel Chelsea o nell' Inter o al Milan». Dopo averlo visionato un paio di volte decisi di investire su di lui e lo portai in Italia. Dopo qualche perplessità iniziale nei suoi confronti, ha ricevuto moltissimi apprezzamenti e le voci di mercato lo testimoniano. Deve ancora migliorarsi ma ha una grandissima fisicità unita a tanta qualità, è un giocatore davvero straordinario considerato che è solo un classe ‘87.

 

Mariga-Milan, fantacalcio o qualcosa di più?

 Attualmente non sono più il suo agente, ma all’epoca in cui lo gestivo vi erano stati degli interessi da parte di grossi club, ma solo a livello preliminare, di sondaggio. Offerte concrete non ce n’erano.

 

Altri ragazzi interessanti di cui cura gli interessi?

Ce ne sono moltissimi come Boni dell’Atalanta, attualmente al Verona; è un classe ’88 che sta facendo una buona stagione, gioca da titolare ed ha già segnato 8 reti. È uno dei ragazzi  più interessanti del suo anno. Poi vi è Casarini classe ’89 del Bologna, che ha già esordito in Serie A e che gioca nella nazionale di categoria. Ho un ragazzo della Roma che si chiama Palermo, classe ’88 e anche Ranocchia è un giovane molto interessante. Mi viene in mente anche Caldirola dell’Inter, un ’91 come Borini, difensore centrale e titolare della Nazionale. Un altro è Mauri dell’Atalanta, che due anni fa era cercato dall’Albinoleffe. Ce ne sono poi molti altri…

 

Ci può raccontare il sistema del calcio giovanile inglese?

Conosco benissimo il settore giovanile del Chelsea ed è un pianeta a parte. C’è la perfezione assoluta, gente che lavora individualmente con i giocatori, che investe, una concezione unica e particolare. La priorità fra i Blues è quella di far diventare i ragazzi dei giocatori di calcio. In Italia il calcio segue i ritmi della scuola in Inghilterra invece la scuola segue i ritmi del calcio: per esempio ci si allena al mattino e si va a scuola il pomeriggio, cosa impossibile in Italia. Nel settore giovanile del Chelsea vi sono addirittura gli insegnanti che vanno agli allenamenti e fanno scuola ai ragazzi al centro sportivo. E’ un mondo a parte, imparagonabile a qualsiasi altro.

 

Quale è secondo lei il principale limite del settore giovanile in Italia?

 Non vi è un limite generale. Bisogna solamente cercare di capire quando un ragazzo va messo sotto contratto o meno. Non ci si può lamentare se un giovane va all’estero e poi si ricercano giovani stranieri… Bisogna accorgersi fin da subito se un ragazzo è un talento e se va quindi messo sotto contratto, visto che fare un contratto a un giovane, incide pochissimo in un bilancio di una squadra di Serie A.

 

Cosa deve imparare il calcio italiano da quello inglese e viceversa?

 Ognuno deve imparare dall'altro. Degli inglesi mi piace la cultura sportiva come il fair play o il fatto che fischino anche un loro giocatore se compie una simulazione. Gli inglesi dovrebbero invece imparare dagli italiani l'acume tattico e lavorare molto su questo aspetto.

 

(Davide Giancristofaro)

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