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Calcio e altri Sport

CHAMPIONS LEAGUE/ La lezione del Porto alle italiane in poltrona

I lusitani hanno fatto paura al Manchester all'Old Trafford: Inter, Juve, Milan... imparate!

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L’Italia del pallone si è gustata in poltrona la prima serata dei quarti di finale di Champions. La speranza è quella che i dirigenti e gli allenatori del nostro campionato abbiano preso appunti. Una squadra normale come il Porto ha dato una lezione a tutte le nostre formazioni più o meno blasonate. Gli uomini di Ferreira hanno giocato a testa alta all’Old Trafford e hanno sorpreso per la mentalità messa in campo. Sì, la mentalità. Sarà pur vero che il Manchester è in fase leggermente calante, ma i portoghesi trascinati dal giovane Fernando hanno dimostrato di poter reggere il confronto con i campioni d’Europa. Risultato a parte, ha colpito l’atteggiamento degli ospiti. Sono trascorsi cinque anni da quando il Porto, allora guidato da Mourinho, vinse la Champions strapazzando per 3 a 0 il Monaco. Oggi come ieri il Porto dimostra di poter costruire delle compagini competitive senza spendere troppo, magari pescando nei presunti «scarti» della serie A, vedi Mariano Gonzalez. I lusitani nel ritorno potranno anche essere eliminati, ma nonostante questo potranno dire di avere fatto una grande gara al cospetto di un grande team. Per le italiane risuona una dura lezione: i progetti non si improvvisano (cara Juve), non bastano i campioni (cara Inter) e il ritmo di gioco è importante (caro Milan). Soprattutto in casa nerazzurra si dovrebbero chiedere per quale ragione una squadra che stravince i campionati (qualcuno con un eccesso di presunzione l’ha paragonata al grande Torino) non riesca ad incidere in Europa.

Una parte della colpa è da attribuire anche a quei media che in questi anni hanno decantato le lodi della capolista e hanno sottolineato poco le carenze sul piano del gioco. Ecco allora che scattano i titoli a nove colonne per una squadra che in più occasioni si è affidata alla forza della disperazione (4/5 punte e che la fortuna ci assista) per espugnare le dirette concorrenti. Un applauso va alla determinazione per raggiungere l’obiettivo, ma un rimprovero va anche all’incapacità di saper dettare il proprio gioco. Questi atteggiamenti si pagano in Europa, come si è visto nell’andata a san Siro contro gli inglesi. Quanto è lontano nell’immaginario il Milan di Sacchi, quando la parola d'ordine era “vincere e convincere”. Per uscire dal limbo in cui siamo finiti non basta comprare l’allenatore più caro sulla piazza e non basta fare incetta di campioni. Serve una programmazione di lunga gittata, ma se poi qualcuno si accontenta di vincere i campionati senza dare un minimo di spettacolo… L’Inter di oggi ricorda per molti aspetti proprio il Milan e la Juve della gestione Capello: poco spazio al bel gioco, molto alla concretezza. In campionato andò bene, in Europa il tecnico di Pieris riuscì a lasciare il segno solo con il Milan grazie soprattutto all’apporto dei suoi fuoriclasse. Una domanda è d’obbligo: quanti sono i fuoriclasse a disposizione di Mourinho?

(Luciano Zanardini)

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COMMENTI
08/04/2009 - Non esageriamo!!! (Claudio Scardillo)

La chiave di lettura della partita di ieri a Manchester si chiama gestione delle risorse: mi spiego meglio. Ferguson ha chiesto di posticipare la partita che il Manchester avrebbe dovuto giocare di sabato alla domenica (le ragioni sono che ha preferito fare riposare i nazionali un giorno in più per la partita di campionato che si risolve in 90 minuti, a discapito di una che si risolve in almeno 180 minuti). Risultato il Manchester ha giocato due partite in 48 ore (vincendo in campionato). La partita di ieri ha visto giocatori del calibro di Scholes e Rio Ferdinand (e non solo loro) mai entrati in partita: già al 4' su uno svarione difensivo (O'Shea irlandese che contro l'Italia non ha regalato niente...) il Man si è trovato sotto di un gol, poi è andato da 0-1 a 2-1 per essere ripreso nel finale su un altro pasticcio (giocatore avversario lasciato in assoluta solitudine nell'area di rigore del Man). Per carità, nessuno vuole sminuire la bella prestazione del Porto (anche se l'1-1 è frutto di un incredibile assist della difesa portoghese agli avversari...), ma ripeto queste sono partite che vanno valutate nei 180 minuti(supplementari permettendo) e qui siamo solo a metà gara. Aspettiamo prima di vedere come finisce e poi tiriamo le somme. Il Manchester resta tuttora in lizza per tutti i trofei a cui è iscritto, come nessuna altra squadra...