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ESCLUSIVA/ Lombardo: Genoa-Sampdoria, una partita unica che sarà decisa dai dettagli

Il derby della Lanterna raccontato da ATTILIO LOMBARDO, ala destra della grande Sampdoria di Boskov

Lombardo_Attilio_R375_1mag09_phixr.jpg (Foto)

Domenica è in programma il derby di Genova, quello della “Lanterna”, una delle più importanti stracittadine d’Italia. Attilio Lombardo, ex giocatore della grande Sampdoria che vinse lo scudetto e giocò la finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona, spiega, in esclusiva per il sussidiario.net, le emozioni e il clima di questa partita particolare

 

Il derby di Genova, che ricordi ha di questa partita particolare?

Mi fa piacere ricordare tutti i derby, anche se ovviamente ricordo in particolare quello in cui ho segnato. E’ una partita che emoziona anche solo per l’atmosfera che si respira. Uno spettacolo: soprattutto prima, quando ci si potevano fare delle coreografie stupende. Da giocatore la tensione per il derby inizia a sentirsi già dall’inizio della settimana.


Lei è stato compagno di squadra di giocatori del calibro di Mancini, Cerezo, Vialli, Vierchowod. C’era qualcuno che sentiva il derby in maniera particolare?

Tutti lo sentivamo in maniera particolare, forse Mancini era quello più coinvolto, perché giocava nella Samp da molti anni. Ma l’emozione era uguale per tutti noi, con le stesse paure ed ansie.


Anche perché a Genova il derby è molto sentito dai tifosi, in molti casi vale un’intera stagione…

Dipenda dai casi, quando vincemmo lo scudetto noi perdemmo il derby, per loro (il Genoa) era importante non solo per la stracittadina in se, ma anche perché gli permise un posto in Uefa. Oggi si ripropone la stessa cosa per il Genoa, che è in lotta per la Champions League, mentre per i giocatori della Sampdoria è un test importante in vista della finale di Coppa Italia.


Secondo lei cosa è mancato alla Sampdoria per disputare una stagione simile a quella del Genoa?

Alla Sampdoria è mancata soprattutto la continuità nei risultati, anche a causa di parecchi infortuni. Inoltre gli è mancato l’uomo goal, perché Bellucci si è infortunato, mentre Pazzini è arrivato solo a gennaio. Trovando un giocatore come Giampaolo (Pazzini), la squadra ha iniziato a ingranare centrando risultati importanti, come la finale di Coppa Italia.

 

Un pronostico secco per domenica…

Sarà una partita equilibrata, è logico che da sampdoriano vorrei una vittoria blucerchiata. Comunque nonostante la differenza di obiettivi tra le due squadre, il derby è sempre imprevedibile, anche perché il Genoa viene da due sconfitte, mentre la Sampdoria da un pareggio pirotecnico contro il Cagliari. Molto probabilmente la differenza la faranno i dettagli.

 

Cassano-Pazzini sono sicuramente una delle migliori coppie gol del campionato, hanno qualche similitudine con la coppia Mancini-Vialli?

Hanno delle potenzialità molto importanti, hanno un’intesa simile a quella di Mancini e Vialli. Come caratteristiche sono differenti, però grazie all’ambientamento rapido di Pazzini e alla grande abilità di Cassano nel servirlo, tutta la Sampdoria sta traendo vantaggio, così era anche per noi quando giocavamo con Roberto e Gianluca: trascinavano. La differenza sta nella caratteristiche, Vialli era più esplosivo rispetto a Pazzini.

 

Lei è uno dei pochi ad aver vinto tre scudetti con tre squadre differenti (Sampdoria, Juve, Lazio). Che differenze tra questi titoli?

Vincere lo scudetto con la Sampdoria e con la Lazio è sempre difficile, ma anche con la Juventus abbiamo lottato e sudato. Sicuramente in piazze difficili come quella di Roma, o in società come la Sampdoria, vincere uno scudetto è davvero entusiasmante, ma per me sono tutti e tre importanti.

 

Ci potranno essere in futuro altre squadre medio-piccole come la Sampdoria o come il Verona, in grado di vincere lo scudetto?

E’ molto difficile in questo momento, soprattutto con la crisi economica. Anche oggi alcune squadre fanno riscono a lottare con le grandi per un periodo, all’inizio di questo campionato in testa c’erano Napoli, Udinese, però alla fine la qualità della grande squadra viene fuori.

 

Nel 1992 giocò con la Samp la finale di Coppa Campioni contro il Barcellona, che ricordi ha?

Mi ricorda una grande amarezza, la finale di Coppa Campioni persa a Wembley nel ‘92, a sei minuti dalla fine dei tempi supplementari (punizione gol di Koeman). Una mazzata, però anche un’esperienza bellissima, c’erano 30.000 tifosi doriani ad incitarci.

 

A fine carriera è andato in Inghilterra, nel Crystal Palace. Oggi il calcio inglese domina in Europa, secondo lei quali sono i motivi?

I motivi principali sono l’entusiasmo e lo spirito che si vive in Inghilterra, c’è una cultura diversa, un modo diverso di interpretare le partite, si gioca a calcio indipendentemente dal risultato, mentre in Italia ci sono troppi tatticismi. Mi ricordo la partita di Champions League tra Inter e Manchester, con gli inglesi che sono andati a San Siro a giocarsela a viso aperto, mentre una squadra italiana non l’avrebbe sicuramente fatto.


Parlando dell’Inter, secondo lei il campionato è chiuso?

Si il campionato è chiuso, diciamo che è stato un po’ rivitalizzato, ma l’Inter ha acquisito una mentalità vincente, per questo penso che lo scudetto sia ormai dei nerazzurri. Il Milan dal canto suo deve cambiare qualcosa, non rifondare completamente, ma sicuramente ringiovanire la rosa.

 

Come ha visto Roberto Mancini allenatore?

Roberto ha dimostrato di essere un grande allenatore, ha fatto bene alla Lazio, non ha potuto dimostrarlo a Firenze, mentre all’Inter ha vinto tanto, riportando i nerazzurri alla vittoria dopo un lungo periodo di astinenza. Gli è mancata la Champions League, ma è successo anche a Mourinho, che secondo me quest’anno ha portato un’involuzione dal punto di vista comunicativo.

 

Lombardo attualmente è l’allenatore del Legnano, una stagione sofferta: siete al terz’ultimo posto in classifica, cosa può dirci?

Sapevamo di dover soffrire soprattutto a causa dei problemi societari, cercheremo di centrare il traguardo dei play-out, non dimenticando che la squadra è stata smembrata a gennaio, con le cessioni di ben 7 titolari, e nessun acquisto. Attualmente la maggior parte della squadra che è composta da giovani della Berretti.

 

Ha allenato anche in Svizzera, nel Chiasso, un’avventura conclusasi con le sue dimissioni a fine stagione a causa, secondo molti, di mancanza di stimoli...

Vorrei chiarire che non mi sono mi dimesso dal Chiasso, io avevo un contratto di un anno, ho finito il campionato e non ho voluto continuare perché avevamo programmi ed ambizioni diverse.

 

Radiomercato parla di un Mancini vicino al Manchester City, Vialli nella lista dei papabili per la panchina della Juventus, e Lombardo cosa farà?

(Ride), Lombardo aspetta. Per il momento cerco di portare alla salvezza il Legnano, poi vedremo, se ci saranno delle offerte le valuterò.

 

(Claudio Ruggieri)

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