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PREMIER LEAGUE/ Manchester trionfo vicino, il Chelsea schianta l'Arsenal. Risultati, classifiche, giocatori top e flop

Pubblicazione:lunedì 11 maggio 2009

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Premiership- Giornata 36

 

La vittoria (2-0) nel derby regala al Man Utd la sicurezza che saranno sufficienti 4 punti nelle prossime 3 partite per conquistare il 18° titolo della storia, il decimo dall’introduzione della Premier League, a iniziare dal recupero di mercoledì contro il tranquillo Wigan dell’ex Steve Bruce. Liverpool e Chelsea, intanto, si confermano sul podio, strapazzando rispettivamente West Ham (0-3) e Arsenal (1-4), mentre Aston Villa ed Everton si assicurano un posto UEFA, conteso invece da Fulham, Tottenham, West Ham e Man City.

In coda, in attesa del decisivo Monday night tra Middlesbrough e Newcastle, il W.B.A, vincendo con il Wigan (3-1) aggancia la terzultima posizione, mentre Hull e Sunderland rimangono invischiate nella zona a rischio.

 

Una grande prova di Carlos Tevez, prossimo partente per (probabili) lidi spagnoli, schianta la scarsa resistenza del Man City nel Mancunian Derby, con spunti travolgenti, traversa e un magnifico gol per il 2-0 finale, instradato dalla solita punizione-bomba, deviata, di Cristiano Ronaldo. Netto il divario tra i 2 teams, debole l’opposizione degli azzurri di Mark Hughes, lenti in difesa (protagonisti il solito Richard Dunne e Nedum Onuoha), nell’impostazione della manovra (ma Vincent Kompany non era un difensore?), con Blumer Elano ingabbiato dall’aggressività del tarantolato Darren Fletcher e dai raddoppi di Park Ji Sung e Ryan Giggs, e in attacco con Robinho, atteso al banco di prova contro l’ambito top-team, fumoso ed inconcludente ed un Felipe Caicedo ancora inadatto a tali livelli.

Per contro, solita, razionale prestazione degli uomini di Sir Alex Ferguson, con un turn-over studiato nei minimi termini (dentro nella ripresa Wayne Rooney, Paul Scholes e John O’Shea) per tenere sempre alta la pressione e un’elevatissima qualità nel palleggio: questi i cardini su cui si basa il probabile secondo successo consecutivo in Premiership per i Red Devils.

 

Campionato ancora aperto, quindi, per merito del Liverpool probabilmente più forte degli ultimi anni, che saccheggia Upton Park (0-3), grazie al ritorno da titolare della fenomenale coppia Steven Gerrard- Fernando Torres, con il capitano autore di una doppietta (con un rigore fallito, conquistato dal talento di Fuenlabrada), e una fluidità di manovra con pochi eguali in Europa, nonostante l’assenza per infortunio di Xabi Alonso, caratterizzata da un’impressionante varietà di soluzioni offensive: resta l’impressione che, con una panchina più profonda (David N’Gog, Nabil El Zhar, Andrea Dossena appaiono ancora inadeguati per questi livelli), e magari con diverse scelte di mercato in estate (basta citare Robbie Keane, tornato poi a gennaio al Tottenham, il prestito di Andrey Voronin all’Herta Berlino, il ripiegamento su Albert Riera dopo la caccia serrata a Gareth Barry), avremmo visto i Reds una posizione sopra tutti gli avversari. Solo accettabile l’opposizione tentata dal West Ham di Gianfranco Zola, con David di Michele mal servito in avanti (una sola chance, gettata malamente al vento), troppi e sbilenchi lanci in profondità per le annacquate sponde di Diego Tristan, pochi spunti sugli esterni dal ragazzino Junior Stanislas e del portoghese Luis Boa Morte, e una difesa incerta, incentrata sul comunque futuribile James Tomkins.

 

Si dimostra enorme il gap che separa l’Arsenal dalle prime tre in classifica, dopo la lezione subita domenica dal Chelsea (1-4) che pone fine a 21 giornate consecutive di imbattibilità, nonostante un’ottima partenza con le imprendibili folate di Theo Walcott, in seguito silenziato da Ashley Cole, e gli spunti dei centrocampisti, facilmente arrestati da Peter Cech: i primi 25’ si sarebbero potuti chiudere con un 2-0 per i Gunners, che si tramuta in uno 0-2 grazie alle invenzioni di Didier Drogba, che mette Alex in condizione di schiacciare di testa in rete, e di Nicolas Anelka (17° gol in campionato) con un fulmine da fuori.

Tutto facile nella ripresa per i Blues, che rischiano di dilagare con l’autogol di Kolo Touré e l’ottimo Florent Malouda, con un Arsenal con troppe assenze (su tutti Andrey Arshavin, Emmanuel Adebayor e William Gallas) e con poca esperienza per gestire episodi e situazioni: questo sembra essere il punto focale della squadra di Arséne Wenger, che dopo aver chiuso il vittorioso ciclo dei vari Thierry Henry, Patrick Vieira e soci, sta cercando di riaprirne un altro con nuovi e giovani interpreti, tutti a caccia di una consacrazione e, magari, di un contratto dal Real Madrid o dal Barcellona di turno, ma siamo ancora alla prima metà del percorso, in cui, come accaduto domenica, la freschezza atletica degli interpreti non serve a scalfire la corazza di squadre più esperte ed incisive, identikit che corrisponde esattamente alle prime tre della classe.

 

Nelle altre partite:

 

Pareggio a reti bianche tra Everton e Tottenham, con i ragazzi della Merseyside tranquillamente al sesto posto e già in UEFA per aver conquistato la finale di FA Cup, ed un palo per parte, con il gallese Gareth Bale nella prima frazione ed il ragazzino Dan Gosling, classe ’90, nella ripresa. Partita equilibrata, dunque, con lo yankee Tim Howard che supera il record storico di Neville Southall di 15 partite senza subire gol in stagione (clean sheets in anglosassone), ed un Tottenham rinunciatario, schierato con una difesa a 5 nonostante la necessità dei 3 punti per conquistare un posto nella prossima Europa League, dopo il terribile girone di andata vissuto nelle ultime cinque posizioni sotto le redini dell’epurato Juande Ramos.

 

A sorpresa, il successo del Fulham sull’Aston Villa (3-1) rilancia gli uomini di Roy Hodgson al settimo posto, grazie alla doppietta dell’ex modenese Diomansy Kamara, dopo il botta e risposta tra Danny Murphy (penalty) ed Ashley Young: vittoria meritata per i Cottagers, nonostante il tasso tecnico inferiore, squadra ben schierata in campo, senza nomi altisonanti, ma con grande fiducia e corroborato da innesti di mercato operati con estrema intelligenza, come Erik Nevland (2 milioni di sterline e 6 reti importanti), il mastodontico centrale norvegese e vice-capitano Brede Hangeland, l’ungherese Zsoltan Gera e John Paintsil, per ottenere risultati migliori rispetto a Man City e Tottenham, con budget centimilionari e gestioni fallimentari.

 

Storica salvezza per lo Stoke City, grazie al successo per 1-2 ottenuto al KC Stadium ai danni del derelitto Hull City, protagonista di un solo successo nelle ultime 19 partite e che ormai vive con ansia e tensione ogni match, risucchiato in zona retrocessione (e se Middlesbrough-Newcastle non dovesse finire con una X…) e nell’occasione atterrato dalla coppia Ricardo Fuller- Liam Lawrence.

 

Tranquillità anche per il Blackburn dell’ottimo Sam Allardyce, vittorioso per 2-0 sul Portsmouth, ansioso di chiudere una brutta stagione, con i gol di Benedict McCarthy e di Morten Gamst-Pedersen e un rigore fallito da John Utaka per i Pompey.

 

Aumentano, invece, le possibilità del W.B.A. di compiere, per la seconda volta dopo l’era Bryan Robson, una clamorosa rimonta per la conquista della salvezza, con i 3 punti conquistati al The Hawthorns contro il Wigan (3-1), fregiati dalla doppietta di Marc-Antoine Fortuné, in prestito dal Nancy, e l’aggancio a Middlesbrough e Newcastle: ora la permanenza in Premiership dista solo 3 punti e, se dovessimo stilare una graduatoria sulla base dei teams attualmente più in forma, il W.B.A. si salverebbe a scapito dell’Hull City: il calendario, invece, dice W.B.A- Liverpool per domenica.

 

Zero a zero anche tra Bolton e Sunderland, con i Black Cats molto vicini al successo con Kieran Richardson e Grant Leadbitter, ma salvati nel finale da una clamorosa parata di Marton Fulop su Gary Cahill ed ancora coinvolti nella lotta-salvezza, con 36 punti e + 5 punti sulla terzultima posizione.

 

Classifica: Manchester United 83*; Liverpool 80; Chelsea 77; Arsenal 68; Aston Villa 58; Everton 57; Fulham 50; Tottenham 48; West Ham 48; Manchester City 47; Wigan 42*; Stoke City 42; Bolton 40; Blackburn 40; Portsmouth 38; Sunderland 36; Hull 34; Middlesbrough 31*; Newcastle 31*; West Bromwich 31;

* Una partita in meno

 

Marcatori

18 reti Cristiano Ronaldo (Man Utd)

17 reti Nicolas Anelka (Chelsea)

15 reti Steven Gerrard (Liverpool)

14 reti Robinho de Souza (Man City)

13 reti Fernando Torres (Liverpool)

12 reti Kevin Davies (Bolton)

12 reti Gabriel Agbonlahor (Aston Villa)

12 reti Frank Lampard (Chelsea)

12 reti Darren Bent (Tottenham)

12 reti Wayne Rooney (Man Utd)

11 reti Peter Crouch (Portsmouth)

11 reti Dirk Kuijt (Wigan)

10 reti Emmanuel Adebayor (Arsenal)

10 reti Djibril Cissé (Sunderland)

10 reti John Carew (Aston Villa)

 

Top 11:

1 Steve Howard (Everton)

2 Rafael (Man Utd)

3 Ashley Cole (Chelsea)

4 Brede Hangeland (Fulham)

5 Alex (Chelsea)

6 Danny Murphy (Fulham)

7 Cristiano Ronaldo (Man Utd)

8 Steven Gerrard (Liverpool)

9 Nicolas Anelka (Chelsea)

10 Carlos Tevez (Man Utd)

11 Florent Malouda (Chelsea)

 

Flop 11:

1 Lukasz Fabianski (Arsenal)

2 Sam Ricketts (Hull City)

3 Hermann Hreidarsson (Portsmouth)

4 Mario Melchiot (Wigan)

5 Titus Bramble (Wigan)

6 Luis Boa Morte (West Ham)

7 Richard Garcia (Hull City)

8 Richard Hughes (Portsmouth)

9 Jo (Everton)

10 John Carew (Aston Villa)

11 Nadir Belhadj (Portsmouth)

 

Prossimo turno:

 

Mercoledì 13 Maggio 2009- Recupero Wigan - Man Utd

 

Sabato 16 Maggio 2009

Bolton - Hull

Everton - West Ham

Man Utd - Arsenal

Middlesbrough - Aston Villa

Newcastle - Fulham

Stoke - Wigan

Tottenham - Man City

 

Domenica 17 maggio 2009

Chelsea - Blackburn

W.B.A - Liverpool

 

Lunedì 18 maggio 2009

 

Portsmouth - Sunderland

 

(Christian Pioltelli)



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