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GIRO D'ITALIA/ Menchov batte Di Luca che diventa maglia rosa

Prima tappa di montagna e subito si notano i primi ritardi. Maglia rosa terza

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Partenza in salita per la brevissima 5a tappa di questo Giro del centenario. 125 km da San Martino di Castrozza all’Alpe di Siusi con la breve salita del Rolle subito dopo il via. Nasce subito una fuga col francese Voeckler, gli italiani Capecchi, Pietropolli, Visconti e Gavazzi, e quindi Serpa Perez e Ochoa. Poi una lunga discesa e molti falsopiani verso l’Adige. Il vantaggio dei fuggitivi aumenta e Visconti a lungo si culla nell’illusione della Maglia Rosa virtuale. Fa ancora freddo sull’Alto Adige, e il tempo è ancora coperto ma, come ieri, non scoppia il temporale, e la pesante cappa grigia slava via la profondità dei monti pallidi e scolorisce il verde smeraldino dei prati altoatesini. I fuggitivi, intanto, cominciano a perdere parecchio, perché dopo Bolzano il gruppo gira a destra e comincia a risalire. Nel primo troncone della salita finale i Liquigas si mettono a tirare, con Pellizzoti al coperto, nel gruppo, e Basso in quarta posizione. Salta un corridore dietro l’altro e la fuga perde terreno. Il gruppo si riduce a una cinquantine di corridori quando finisce la prima parte della salita e comincia il falsopiano che porta fino a Castelrotto. Stanno tutti bene, siamo a inizio Giro e la tappa è breve: difficile fare selezione, ma le pendenze cattive dell’erta finale chiamano i protagonisti ad un confronto aperto.

 

Non ci sono i morbidi tornantoni visti ieri a San Martino; andando verso Siusi la strada a tratti è veramente tosta. La Diquigiovanni-Androni di Simoni e Scarponi affianca la Liquigas e quando mancano 10 km all’arrivo la fuga viene riassorbita. Le pendenze tornano a impennarsi sotto le ruote dei girini per il tratto finale che non scende mai sotto l’8%. Subito scatta Cheula della Barloworld, e quindi Dries Devenyns, belga della Quickstep. Come ieri, davanti si mette compatta la Liquigas a tirare con Szmidt; Di Luca, con la Maglia Verde addosso, si incolla alla ruota di Basso. Ai meno 7 dall’arrivo Bruseghin, Armstrong e Soler vanno in affanno. Il colombiano rientra subito coi primi, mentre per il veneto e il texano c’è poco da fare: vanno fuori giri e si capisce che hanno una marcia in meno rispetto ai primi. Ai meno 6 va in difficoltà anche Garzelli, mentre il compagno di squadra Masciarelli continua pimpante con i primi. La Liquigas continua a menar forte sui pedali, poi salta anche Cunego, che dimostra che sarebbe meglio che pensi alle classiche e non ai grandi giri.

 

La Maglia Rosa, il giovane svedese Lovqvist, è lì, sempre davanti con i primi, che son ormai meno di 20, tra cui Menchov, Sastre, Ivan Basso e sempre Szmidt davanti a tutti. A bordo strada le macchie colorate dei k-way degli spettatori, unici lampi nella cappa di nuvole pesanti, si stringono attorno ai corridori e li incitano con forza. Ai meno 4 dall’arrivo, Basso prende in mano il gruppo e impone un ritmo indiavolato. La prima vittima del varesino è il compagno di squadra Pellizzotti, che si stacca. Poco dopo Rogers e Simoni si sfilano; davanti restano Basso, Di Luca, la Maglia Rosa Lovqvist, Leipheimer e il compagno all’Astana Horner, il russo Menchov e Carlos Sastre. Ai meno due va in difficoltà la Maglia Rosa che continua a rimanere appesa al gruppetto dei primi tenendo l’ultima posizione. Basso continua col suo passo pazzesco ma nessuno gli dà il cambio, finché, ai meno 2 si sposta, e va davanti Di Luca, fino a quel momento fisso alla ruota del varesino.

 

Poi, subito prima del triangolo dell’ultimo km, l’ennesima progressione di Ivan Basso, che però non fa la differenza; i primi, allora, cominciano a studiarsi, la strada spiana un poco e da dietro Rogers con altri 3 corridori rientra sui primi. Infine scatta a tutta Sastre, Menchov della Rabobank risponde, e rilancia con Di Luca a ruota. Menchov resiste al rientro dell’abruzzese ed anzi incrementa nel finale. Sul traguardo dell’Alpe di Siusi vince Menchov, secondo Di Luca, quindi Lovqvist, Sastre, Leipheimer, Horner e Arroyo, Rogers e Kessiakov. Soler chiude a 44 secondi con Pellizzotti e Simoni. Cunego tracolla: 2 e 30; più indietro Armstrong, attorno a 3 minuti. Nella classifica generale Di Luca sfila la Maglia Rosa a Lovqvist, a 36” Rogers e quindi Leipheimer. Gli altri più indietro. Domani tappa molto lunga fino in Austria. Due salite impegnative in mezzo rendono la tappa molto adatta a fughe da lontano. Il Giro è appena cominciato, e la corsa è già esplosa.

 

(Luigi Crema)

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