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CALCIOMERCATO/ Roma, alleanza Angelini-Fioranelli? Pronte le due offerte

Rosella Sensi cerca di tenere duro ma la cessione della società sembra la soluzione più saggia, concreta e a portata di mano

rosella_sensi_R375x255_12nov08.jpg(Foto)

Smarrimento e rassegnazione tra i tifosi giallorossi. La stagione ormai chiusa, zero titoli, una coppa Uefa appesa a un filo. E soprattutto un futuro che non c’è. O meglio che non si vede. La rabbia è lì, a portata di mano, incisa su lenzuoloni bianchi fuori da Trigoria: "Incapace vattene", "Virtuosa de che? La nostra sfortuna è R. Sensi".

E la società dov’è? Cosa fa? Dopo giorni, giorni e giorni di contestazione, di “illazioni” mediatiche su presunti cambi di proprietà, di speculazioni di ogni genere, una dirigenza che si rispetti avrebbe indetto una conferenza stampa. Avrebbe pronunciato poche parole, forti, non travisabili. Presenti Rosella, Conti, Pradè, Spalletti, avrebbe sbattuto sul tavolo la verità, quantomeno la sua verità: grazie a voi tutti, signori, ma la Roma non è in vendita, i campioni non si toccano, Spalletti è e rimarrà il nostro condottiero.

Ma questa verità, che abita nel cuore e nella testa della Sensi, non esiste. E per questo, infatti, non c’è stata una conferenza e molto probabilmente non ci sarà. Quelle poche parole, semplici ma chiare, non sono state pronunciate e difficilmente a breve le ascolteremo.

Martedì sera se ne è avuto conferma. Il presidente, preceduto da squilli di trombe, è intervenuto sul canale Tv della società. La solita tiritera: stiamo lavorando, faremo mercato, il mister è bravo, preferisco i fatti alle parole…. Ma quali fatti? Ci piacerebbe saperlo. E’ quello che i tifosi chiedono di vedere. Da tempo. E invece anche ieri la comunicazione si è limitata a una telefonata alla tv di “casa”. Cosa abbiamo visto? La foto di Rosella che faceva da sfondo alla sua voce. Passi da giganti, per carità, rispetto ai soliti comunicati. Ma non basta. Con tutto il rispetto, a qualcuno è parso di rivivere gli interventi di Bin Laden su Al Jazeera. Anche lì, foto di repertorio, una voce di sottofondo incerta e proclami al vento: “Siamo vivi, forti e vinceremo la guerra…”. Peccato che poi i fatti lo abbiano smentito… Rosella sembra quel “dittatore” all’angolo, accerchiato, senza più truppe, che contro ogni evidenza invita alla calma e parla di un futuro che ormai non gli appartiene più.

Un futuro che, a leggere giornali e comunicati ufficiali, sembra portare a due conclusioni opposte, inconciliabili: la Roma ai Sensi o la Roma senza i Sensi. Sulla prima ipotesi non aggiungiamo nulla, ci limitiamo ad osservare le agenzie battute da Villa Pacelli. Sulla seconda ipotesi invece è giusto provare a disegnare alcuni possibili scenari, con un briciolo di “fantasia”, senza la pretesa di dettare alcuna verità.

Quel che pensiamo è che Angelini, dopo il rifiuto di Rosella, sia andato avanti nei suoi sondaggi, nelle verifiche, negli ammiccamenti, nelle ipotesi di fattibilità. I consensi su di lui sono molti: ci ha messo la faccia, si è fatto vedere in tv, ha rilasciato interviste, ha spiegato quello che non era chiaro. E’ romano, e questo per la piazza conta. Ha un impero solido, che sta rispondendo bene alla crisi. E’ tifoso e non ha bisogno di pubblicità. Potrebbe in non molto tempo arrivare a fare un’offerta alla banca.

L’altro pretendente è la cordata Fioranelli di cui sappiamo ancora poco. Sono svizzero-tedeschi, vogliono la Roma da gennaio, continuano a studiare le carte e tra breve anche loro dovrebbero presentare un’offerta. Potrebbe essere che i due, Fioranelli e Angelini, abbiano avuto in questi giorni, un qualche contatto. Niente di più. Un modo come un altro per presentarsi e dirsi: “Siamo entrambi interessati alla Roma. Facciamo questa gara e che vinca il migliore..”. Chissà che poi uno dei due si sia lasciato scappare una battuta: “Presentiamo le due offerte, poi nel caso, se ci fossero i presupposti, che ne dici se provassimo a metterci insieme?”. Del resto Angelini si è sempre detto disponibile ad accogliere un socio in questa avventura.

E allora, se diamo per “scontato” che ci saranno a breve queste due offerte, non resta che spostare l’attenzione sulla banca che sarebbe il vero arbitro di tutta la vicenda.

Come riportato ieri da alcuni organi di stampa, e non ancora smentito, ci sarebbe un pressing del Gruppo UniCredit sulla Compagnia Italpetroli. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, la banca avrebbe posto un ultimatum alla famiglia dopo il mancato pagamento della rata che scadeva il 31 dicembre: pagare entro luglio per evitare il pignoramento dei beni. Con i tempi che corrono l’istituto di credito non può permettersi di mettere a bilancio l’insolvenza del gruppo Italpetroli. Per questo motivo la soluzione più saggia, concreta, a portata di mano, rimane la cessione dell’As Roma, l’unico bene di famiglia in attivo, che fa prezzo sul mercato e che ha acquirenti pronti a spendere, e subito. Sono questi quei fatti concreti a cui anche Rosella dovrebbe guardare. E’ semplice, quasi banale, ma è quello che i tifosi le chiedono di fare. Per il bene di tutti, anche dell’As Roma.

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