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ESCLUSIVA/ Torino, Ravezzani: la salvezza passa da 3 punti con il Napoli

FABIO RAVEZZANI, direttore della redazione sportiva di Telelombardia-Antenna 3, racconta il Toro di Camolese, la "questione" Filadelfia e indica la strada per la salvezza: vincere a tutti i costi domenica

camolese_cairo_R375x255_25mar09.jpg (Foto)

«E’ fondamentale la vittoria di domenica a Napoli. Sarò preso per pazzo, ma tre punti guadagnati al San Paolo vorrebbero dire salvezza quasi raggiunta». Fabio Ravezzani, per anni inviato del quotidiano Tuttosport al seguito dei granata ed ora direttore della sezione sportiva di Telelombardia-Antenna 3, analizza, in questa intervista esclusiva a ilsussidiario.net, il Torino di Camolese, le possibilità di salvezza e le prospettive per il futuro.


Come giudica il lavoro di Camolese in questo mese e mezzo?

Ho visto numerosi miglioramenti, basti pensare che la sua media punti è superiore a quella di Novellino e De Biasi. Credo anche che con il Bologna il Toro abbia giocato una delle migliori gare della stagione e reputo il suo lavoro eccellente. Le ultime 3 gare, in una volata salvezza, si decideranno per bravura, ma anche per malizia nel saper far risultato in campi in cui le squadre non hanno più nulla da chiedere al campionato.


Per cui ha fatto bene ieri Foschi a confermarlo anche per il prossimo anno?

Camolese dove è andato ha sempre fatto bene. Lui ha saputo ricompattare una squadra e un ambiente che si era disgregato. Ha recuperato giocatori come Bianchi e Rosina, che erano alla deriva. Certo quando arrivi a nove gara dalla fine, con un Toro che ha preso batoste a destra e manca e riesci ad arrivare alla volata finale con un punto di vantaggio, credo che l’allenatore non sia in discussione. Foschi è stato intelligente e opportuno a dire quelle frasi


Tra l’altro ha anche allontanato la possibile cessione di Dzemaili al Napoli...

Dzemaili è un grande giocatore che fa la differenza. E’ giusto dunque trattenerlo fino al momento opportuno. Adesso ha un valore di 6/7 milioni. Se lo tieni e lo fai crescere il suo valore potrebbe, nel giro di un paio di anni, triplicarsi. La società saggia sa quando trattenere un giocatore e quando venderlo.


Ora arrivano tre gare decisive contro Napoli, Genoa e Roma...

Per gli uomini di Camolese è fondamentale vincere a Napoli. Detta così, dopo aver pareggiato con il Bologna, sembra una pazzia. La squadra di Donadoni è umorale, quindi se il Toro entra in campo molto determinato può fare risultato. L’anno scorso ha perso un sacco di partite e poi ha vinto l’ultima con il Milan, mandando i rossoneri nel pallone. E’ un gruppo privo di certezze e accerchiato dalle polemiche. Se si va decisi si possono farei i 3 punti e a quel punto si potrebbe arrivare ad avere un capitale di punti notevole sulle dirette inseguitrici.

 

Se invece il Toro pareggia o non fa risultato?

Se i granata pareggiano e vengono scavalcati dal Bologna, ecco che le prossime due gare sono assolutamente da vincere. Ma io punterei tutto sulla partita di domenica.

 

Cosa dovrebbe cambiare il Toro se rimasse in A?

Deve iniziare un lavoro più coerente. Troppe volte il Torino ha fatto mercato più sul nome che sulla vera necessità, come nel caso di Amoruso e Bianchi, per poi dover vendere uno dei due. Se rimanessero sia Foschi che Camolese proporrei che facessero un mercato meno altisonante ma acquistando giovani di sostanza. Ha bisogno di 2-3 giocatori che si possono ottenere anche attraverso degli scambi

 

E con il Toro in serie B?

Sarebbe difficile trattenere una serie di giocatori e sarebbe necessario rifondare l’intera squadra.

 

Come giudica la questione legata al Filadelfia dopo gli ultimi fatti di cronaca?

E‘ uno dei grandi equivoci del Torino. Quando seguivo il Toro andavo al Filadelfia: era emozionante, bellissimo, era un tempio. Poi è stato lasciato crollare. Dire che il Filadelfia non c’è più perché Calleri lo fece abbattere è una falsità. Non era agibile, aveva rischi di crollo e nessuno aveva i soldi per ristrutturarlo. Si fece anche una fondazione con le più importanti personalità di Torino ma non si arrivò a nulla. Il Filadelfia è stato utilizzato da tutti i presidenti per una mera campagna per tener buoni i tifosi. Tutti quelli che si sono succeduti da Goveani a Vidulich, da Cimminelli fino ad arrivare a Cairo hanno sempre promesso che lo avrebbero ricostruito. La verità è che il Filadelfia non si ricostruisce perché arriva un “Pantalone” che sborsa i soldi. Il fanatismo ha bloccato alcuni progetti: quando si diceva che oltre allo stadio si poteva costruire un centro commerciale o una banca, i duri e puri dicevano che non era possibile. Ma credo che nel 2009 sarebbe opportuno prendere in considerazione questa idea: ci vuole realismo sul Filadelfia. Ed ora sarebbe anche giunto il momento di rivederlo in piedi.

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