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ESCLUSIVA CALCIOMERCATO/ Sanvito: Juventus, guerra di potere dietro l’esonero di Ranieri

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Nando Sanvito, giornalista sportivo di Mediaset, analizza e svela, in esclusiva per ilsussidiario.net, quali giochi di potere ci sono dietro all'esonero di Claudio Ranieri.

 

Cosa sta succedendo dentro la Juve?

L’esonero di Ranieri è sì il tentativo disperato di raggiungere un obbiettivo (evitare i rischiosi preliminari di Champions League), ma anche l’ultima spiaggia per evitare la decapitazione di tutto il management societario e una ridistribuzione degli equilibri di potere dentro la stessa proprietà.

 

A cosa ti riferisci?

L’amministratore delegato Blanc è stato in questi anni il motore di un progetto anche sportivo pilotato da John Elkann. Tale progetto è andato in sofferenza e John Elkann ha dovuto scendere a patti con altre componenti familiari finora di fatto escluse dal rinnovamento societario post calciopoli.

 

Facciamo nomi e cognomi?

Credo che il segnale lo si sia avuto durante l’ultimo estenuante Consiglio di Amministrazione, durato un giorno intero non tanto per decidere le sorti di Ranieri, ma per attribuire l’appalto per la costruzione del nuovo stadio. A un certo punto l’intervento di Blanc ha ribaltato l’orientamento dei consiglieri favorevoli all’assegnazione dei lavori all’impresa CMB Carpi e la scelta è caduta invece sulla Associazione Temporanea di Imprese.

 

E che c’entra questo episodio con l’assetto di potere dentro il club?

Tra le quattro imprese consorziate a cui è stato assegnato l’appalto c’è la Gilardi di Torino, guarda caso quella a cui il 30 giugno 2003 (giorno di chiusura dell’esercizio fiscale) la Juve vendette il 27,2% (plusvalenza di 32,5 milioni di euro) delle azioni dei Campi di Vinovo per poter chiudere in attivo il Bilancio 2003. Salvo poi riprenderle senza che ci fosse un reale movimento di liquidità tra le parti, insomma un "magheggio" per salvare il bilancio. L’amministratore delegato all’epoca era Antonio Giraudo e si è sempre chiacchierato che, per interposta persona, lui avesse parte nella Gilardi. Sarà un caso che il giorno del C.d.A. fosse stato avvistato a Torino?

 

Stai insinuando un ritorno in sella della vecchia guardia?

 Mi sembra che il gruppo che faccia riferimento al presidente onorario della Juve Franzo Grande Stevens sia tornato molto attivo e influente. Ciro Ferrara gode di ottima fiducia in quell’ambiente, come Roberto Bettega, non a caso tornato alla stadio proprio domenica. Non è un mistero che qualcuno vorrebbe proprio Bettega nuovo presidente e magari Massimo Mauro (intimo della famiglia Grande Stevens), direttore sportivo da preferire a Beppe Marotta, candidato invece di John Elkann. Anche sulla panchina si gioca questo tipo di partita. Insomma i guai sportivi della Juve favoriscono nuovi equilibri (se non ribaltoni) in ambito societario



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