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GIRO D'ITALIA/ Cavendish allo sprint, Di Luca sempre leader

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Partenza da Torino per questa 11° tappa del Giro d’Italia. 214 km attraverso Asti, Alessandria, Tortona, Castellanìa (dove nacque Fausto Coppi), Novi Ligure (dove nacque Girardengo), e poi Ovada, Masone, il Turchino, Voltri e, infine, dopo 214 km, Arenzano. Dal Piemonte alla Liguria. Un gran caldo sulla corsa, polline sollevato dalle pale degli elicotteri e tanta gente (ormai ci siamo abituati) lungo le strade. Era la tappa del recupero dopo la tappa-maratona di ieri, e così è stato: tanta tranquillità e poca battaglia. Horner e J. Rodriguez non ripartono da Torino per dei problemi fisici, mentre tutti gli altri corridori decidono di prendersela comoda.

 

Davanti scatta Isaichev, un russo fuori classifica che decide di fare la lepre di giornata. Rimane all’aria a lungo, si gode l’abbraccio di questo torrido giallo piemonte, e poi nello strappetto che porta a Belforte, subito dopo Ovada, si pianta ed è ripreso dal gruppo. Almeno è passato dalla casa di Coppi in solitaria: e quando gli ricapiterà più un’ocacsione simile? Allunga allora il Lampre Marzano, scricciolo da Mortirolo più che da Turchino, il quale tenta a sua volta l’azione solitaria; ma al Giro è bello anche solo mettersi in mostra. Il lungo falsopiano che porta al valico simbolo della Sanremo resta da solo, ma poco prima del tunnel viene ripreso e il gruppo, guidato da Armstrong, si getta in discesa. Qualche isolato tentativo per uscire dal gruppo ma il destino della tappa è segnato.

 

La Columbia (per Cavendish) e la Garmin (per Farrar) si mettono davanti e portano tutto il gruppo lungo l’Aurelia, da Voltri ad Arenzano. Gli sprinter sgomitano (Petacchi si lamenterà del comportamento di Farrar), la gara è a prendere le ruote buone degli avversari per saltarli negli ultimi 20 0 metri, ma Cavendish è lanciato benissimo. Alla fine vince Mark Cavendish davanti all’americano Farrar e terzo l’italiano Petacchi. Nella classifica generale Di Luca resta primo con 1’20” su Menchov, 1’33” su Rogers, 1’40” su Leipheimer. Sastre è sesto, a 1’54”; Basso, a 2’03”, è settimo. Domani si andrà a Sestri Levante per la tappa più attesa di questo Giro. 61 km a cronometro da Sestri a Riomaggiore, scalando il Passo Bracco e il Passo del Termine, e costeggiando in cresta le Cinque Terre prima di scendere sull’ultimo borgo delle Cinque Terre. La cornice scenica sarà impressionante: con questo sole, quelle strade, inondate dalla luce del riverbero marino, saranno torride di tensione e di calore. Due salite lunghe: la prima, il Bracco, facile; la seconda, il Termine, più impegnativa. Una discesa molto tecnica, quella dal Bracco, e tanti falsipiani in cui sarà importantissimo rilanciare l’andatura. Nessun corridore userà la bici da cronometro: tutti useranno quella da strada. I distacchi potranno essere pesantissimi, perché su un terreno simile è molto difficile trovare il ritmo ed è assolutamente facile andare fuori giri, fare acido lattico e piantarsi di colpo.

 

Bisognerà andare forte in salita, in discesa, in pianura; bisognerà scattare e sapere tenere il ritmo per un’ora e mezza tutti soli con la propria bicicletta. Giovedì è uno dei due giorni verità di questo Giro (l’altro sarà l’arrivo sul Petrano di lunedì). Sarà un appuntamento da non perdere.

 

(Luigi Crema)



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