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ESCLUSIVA/ Milan, Eranio: «Ancelotti se va è per scelta sua. Per il futuro serve Adebayor»

«Quel che conta è vincere con la Roma e assicurarsi il posto in Champions. Ancelotti se va via è solo per una decisione sua». STEFANO ERANIO, ex milanista oggi allenatore, commenta la paritita tra Milan e Roma e le voci di mercato che circondano l’ambiente rossonero

Eranio_R375_23mar09_phixr.jpg(Foto)

«Adesso diventa difficile capire cosa accadrà nel futuro. Quel che conta è vincere con la Roma e assicurarsi il posto in Champions». L’ex milanista Stefano Eranio (oggi allenatore) commenta così a ilsussidiario.net le voci di mercato che circondano l’ambiente rossonero. Eranio allontana anche gli equivoci su Ancelotti: se va via è solo per una decisione sua, non certo della società. Non nasconde che il Milan nella prossima stagione potrebbe affidare la squadra a un giovane emergente, del resto a Barcellona la cura Guardiola ha funzionato molto bene. Per il resto i rossoneri hanno bisogno di quattro giocatori importanti, non necessariamente titolari.

Si moltiplicano le voci sul futuro della panchina rossonera. Si parla anche di triade (Galli, Leonardo e Tassotti), cosa ci può essere di vero?

Adesso diventa difficile capire cosa accadrà nel futuro. Quel che conta è vincere con la Roma e assicurarsi il posto in Champions. Allo stesso tempo è giusto ipotizzare che Ancelotti possa cambiare aria, ma per una sua scelta non certo della società.

Se Ancelotti dovesse salutare, chi può arrivare?

Non lo so, posso solo dire che alcune squadre vincenti, vedi il Barcellona con Guardiola, hanno messo degli allenatori che sono quasi miei coetanei.

Anche un tecnico emergente andrebbe bene a Milanello?

Perché no? In circolazione ci sono tanti nomi validi. Ogni anno dalla Scuola di Coverciano escono 45 allenatori. Potrebbe essere giusto puntare su un giovane allenatore che ha voglia di mettersi in mostra. Certo il Milan ha bisogno anche di garanzie, ma nel calcio nemmeno l’allenatore più forte può dare garanzie di successo.

Qualche nome…

Stefano Eranio (ride, ndr). Gioco in casa, ma sto scherzando. In Italia siamo un po’ tutti allenatori. Io ho il patentino da 3 anni, dopo di me da Coverciano sono usciti 150 allenatori. E prima di me altri ancora.

Da dove deve ripartire il Milan della prossima stagione?

Deve acquistare dei giocatori, ma deve avere anche la fortuna che non si facciano male. Tre colonne portanti come Nesta, Kaladze e Gattuso sono mancate troppo alla squadra. Comunque le cosiddette seconde linee hanno fatto bene: sono da elogiare sia se arriva il 2° o il 3° posto.

Quale reparto ha bisogno di essere rinforzato?

Servono due giocatori in difesa, uno a centrocampo e uno in attacco. Non devono essere per forza dei titolari, ma delle buone alternative. Quest’anno, se penso alla difesa, Favalli e Maldini hanno fatto più che il loro dovere. In difesa il fatto che smetta Maldini richiede l’acquisto di un difensore di alto livello. C’è bisogno anche di uomini freschi e da questo punto di vista è una fortuna aver recuperato Borriello. E’ importante trovare anche un’alternativa a Gattuso in mezzo al campo che possa dare dinamismo. L’attacco è giovane con Pato, il rientrante Paloschi e magari uno che fa reparto da solo come Adebayor e può cambiare le partite. Adebayor è un esempio, certo si potrebbero fare anche altri nomi.

Come andrà a finire la corsa Champions? La Juve riuscirà a tenere alle sue spalle la Fiorentina?

Con il cambio in corsa alla Juventus diventa dura fare pronostici. Le problematiche all’interno dello spogliatoio sono note. A questo proposito l’esonero di Ranieri la dice lunga sui problemi dell’ambiente bianconero.

E Ferrara cosa può trasmettere alla squadra?

In pochi giorni non può fare un granché. Conterà molto la qualità dei giocatori.

In questi casi un allenatore cosa deve chiedere ai suoi?

Deve chiedere di correre: determinazione e corsa. Ci sono alcune problematiche difficili da comprendere, se non sono state vissute in maniera quotidiana. All’inizio per un allenatore è difficile. Se si arriva primi sulla palla, tutto diventa più facile.

(Luciano Zanardini)

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