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GIRO D’ITALIA/ Allungo di Sastre, Menchov sempre rosa

Lo spagnolo vince per distacco sul traguardo di Monte Petrano e risale al terzo posto nella generale

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Polvere di sterrati, asfalto levigato nel più puro stile pirenaico, e ondate di folla sulle strade che sembra d’essere al Tour de France. Saliscendi continui nell’entroterra marchigiano, scatti forsennati sin nei primi km per portare via una fuga, e Cunego, Scarponi, Bosisio, e Popovich che con altri coraggiosi si avvantaggiano, alcuni per tentare l’impresa, altri per fungere d’appoggio ai propri capitani. Da Pergola, dove stamattina la corsa è cominciata, i girini incontrano una marea di strappetti, poi le Cesane, il monte Nerone, il monte Catria e infine il monte Petrano, dov’è collocato lo striscione d’arrivo, dopo 239 km; in loro compagnia un fortissimo caldo, il sole cocente, pochi alberi. Alla fine i corridori si faranno un totale di 7 ore e un quarto in sella e più di 5.000 km di dislivello.

 

Le facce viste oggi erano svuotate, sudate e affaticate: che il fattore decisivo in questo Giro non diventino il caldo e la fatica di questa terza settimana? Quello del Petrano è l’unico tappone del Giro, e non tradisce le attese. Nessun attacco tra i big nelle prime salite: il percorso invoglia ad attaccare da lontano, ma anche se non c’è pianura tra una salita e l’altra, la sensazione è che oggi c’è così tanto caldo che nessuno si arrischia a dare una zampata troppo presto. Solo Lovqvist, lo svedese Maglia Bianca di miglior giovane, si perde lungo i tornanti del Catria. Gli altri, i grandi capitani della corsa Rosa, si controllano per 229 km, fino a Cagli, fino all’attacco dell’erta finale. Davanti, nella fuga, Scarponi va in crisi e si pianta sul Catria; Popovich, Cunego e Bosisio restano soli e provano a fare la tappa. In cima restano con 3’ di vantaggio sulla Rosa. Poi, nella discesa che prevedeva anche un pezzo sterrato, Bosisio scivola per terra, Cunego si stacca di qualche secondo da Popovich e l’ucraino si invola da solo con una picchiata perfetta.

 

A Cagli Popovich porta a 5’ il proprio vantaggio sul gruppetto della Maglia Rosa, ma è lì, ai piedi del Petrano, che la corsa si infiamma: Basso dà una prima accelerata; Leipheimer, fino a oggi saldamente terzo a pochi secondi dalla Rosa, non reagisce. Poi Basso strappa ancora e resta solo con Menchov, Garzelli, Sastre e Di Luca. Anche Armstrong reagisce, ma poi prevale la logica e si lascia sfilare per aiutare il compagno Leipheimer in difficoltà. Davanti Sastre allunga una, due, tre volte. Dietro Menchov e Di Luca prima rispondono, poi si disinteressano dello spagnolo, vincitore del Tour l’anno scorso; reagisce Basso, che prova a riprenderlo. A 2 km dalla vetta Popovich, dopo 235 km di fuga, viene ripreso da Sastre, e lo spagnolo si invola verso il traguardo. Di Luca e Menchov salgono d’accordo e vanno a riprendere Basso subito, prima del traguardo e si lanciano nella volata. Menchov è brillantissimo, rilancia la bicicletta e va a precedere Di Luca di ben 3 biciclette. Quarto Basso. Più indietro gli altri, tra cui un bravissimo Garzelli, davanti a Masciarelli e Pellizzotti.

 

(Luigi Crema)

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