BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

PREMIER LEAGUE/ Manchester campione, Liverpool e Chelsea in Champions, retrocedono Mewcastle, Boro e W.B.A

Arrivano i verdetti della Premier: ieri si è infatti disputato l'ultimo turno di campionato

ferguson_R375_30dic08_phixr.jpg (Foto)

Archiviati già nella scorsa giornata i verdetti relativi al titolo e alle qualificate alla Champions 2009/2010, rimaneva da decidere l’ultima posizione valida per la nuova Europa Cup, meritatamente a vantaggio del Fulham di Roy Hodgson, autore di una stagione nettamente al di sopra delle aspettative e soprattutto la lotta per la salvezza, che condanna il Newcastle di Alan Shearer (ma soprattutto del patron Mike Ashley, vero artefice della debacle dei Magpies) alla retrocessione in Championship dopo 16 anni, tre secondi posti consecutivi (dal 1995 al 1998) e un terzo nella stagione 2002/2003.

 

Clamorosa, quindi, la debacle del Newcastle, sconfitto 1-0 al Villa Park (sfortunata autorete di Damien Duff, uno dei simboli dello spreco di quest’ultima gestione, su conclusione di Gareth Barry) contro un Aston Villa desideroso di chiudere al sesto posto un’ottima stagione, vissuta per diverse giornate in zona-Champions.

Incapace di una seppur minima reazione, i Magpies sono condannati al Purgatorio della Championship, che significherà l’effettivo ridimensionamento di un organico mal costruito e peggio gestito, che può annoverare nelle sue file un Pallone d’Oro come Michael Owen, vincitori di titoli inglesi come Nicky Butt, Damien Duff e Alan Smith, nazionali argentini come il pessimo Fabricio Coloccini (10 milioni di sterline buttate per uno dei peggiori difensori mai visti a S.James’ Park) e il volenteroso Jonas Gutierrez, l’ex interista Obafemi Martins e tanti altri comprimari di discreto lignaggio e ingaggio.

Commovente il saluto ai giocatori da parte della rumorosa Toon Army, la tifoseria più calda d’Oltremanica, ma in Inghilterra furoreggia il dibattito sull’attribuzione delle colpe di questo insuccesso: tutti concordi sull’assolvere l’eroico Alan Shearer, chiamato in causa a situazione tecnico-mentale già ampiamente compromessa dalle scelte dello sciagurato presidente Mike Ashley, ex allenatore di squash, a capo di un colosso di vendita di articoli sportivi, che ha investito circa 250 milioni di sterline nel suo giocattolo preferito, cambiando solo nella stagione in corso 4 manager (Kevin Keegan, scelta populista, ma affiancato da Dennis Wise, un suo ipotetico successore, Joe Kinnear, anziano leader dal pessimo carattere e dalla salute cagionevole, vittima di un infarto nel mese di febbraio, e l’inesperta coppia Chris Hughton-Colin Calderwood) e vagliando assurde e sfortunate scelte di mercato (citiamone due esemplificative dal mercato spagnolo: Xisco, 5 milioni di sterline, 5 presenze, Luque, 10 milioni di sterline, 21 presenze, 1 rete).

 

Per la rinascita, il Newcastle dovrà obbligatoriamente ripartire da Alan Shearer per poter ricostruire un progetto sensato a breve termine di promozione e permanenza in Premiership, confermando uno stretto nucleo di giocatori (Steven Taylor, Steve Harper, Danny Guthrie, Jonas, ad esempio) e mettendo alla porta chi non ha dato nulla a questa squadra, iniziando da Michael Owen, totale fallimento sia dal lato sportivo che da quello caratteriale.

 

Meritata e meno inaspettata la retrocessione del Middlesbrough di Gareth Southgate (già auto-confermatosi per la prossima stagione), altra compagine del Nord che cade in disgrazia dopo 12 anni di permanenza nella massima serie, un settimo posto nel 2004-2005 con Steve McClaren alle redini ed una finale di coppa UEFA nel 2006 contro il Siviglia. La sconfitta patita ad Upton Park contro il West Ham (2-1, gol di Carlton Cole, Junior Stanislas e Gary O’Neil per il Boro), chiude la pessima stagione dei biancorossi, con una rosa ridotta all’osso in termini di qualità e di quantità, anche qui con scelte di mercato manifestatamente fallimentari (14 milioni di Euro per Afonso Alves, ad esempio), ed un gioco etichettato di gran lunga come il peggiore della Premiership.

Anche qui si dovrà ripartire probabilmente da zero, con le partenze dei giocatori più appetibili (Sanli Tuncay e Stewart Downing, su tutti) e l’introduzione di parecchi elementi provenienti dal vivaio, che negli anni scorsi ha prodotto elementi di buon livello come Andrew Taylor, Lee Cattermole, Chris Brunt, James Morrison e David Wheater.

 

Nelle altre partite:

 

Vittoria del Man Utd, tanto per non perdere l’abitudine, per 0-1 al KC Stadium contro l’Hull City che sarebbe retrocesso, in caso di pareggio del Newcastle, grazie alla prima rete in Premierhip del giovane centrocampista nord-irlandese Darron Gibson, su assist di Federico Macheda, in una partita che ha visto gli esordi del belga Richard de Laet, proveniente dall’Anversa, da anni “feeder club” dei Red Devils, e dell’esterno offensivo, classe ’87, Lee Martin.

 

Chiude un’ottima stagione il Liverpool, secondo posto come nel 2001/2002, con il 3-1 al Tottenham con le reti di Fernando Torres, autogol di Alan Hutton e Yossi Benayoun (Robbie Keane per gli Spurs) e i saluti al pubblico dell’ex-capitano Sami Hyypia (454 presenze in maglia Red), destinato a Leverkusen.

 

Successo anche per il Chelsea, 2-3 a Sunderland grazie alle reti del capocannoniere Nicolas Anelka, di Salomon Kalou e di Ashley Cole, eletto giocatore dell’anno per i tifosi Blues: solo per le statistiche i gol di Kieran Richardson e di Kenwyne Jones, mentre si registrano le dimissioni del manager Ricky Sbragia, scozzese ed ex-allenatore delle riserve del Man Utd, per il quale il club “necessita di un grande nome per l’allenatore della prossima stagione” e sulla cui decisione pende l’ombra lunga del presidente, ed ex-centravanti di Arsenal, Man City e del club, Niall Quinn.

 

Buon finale di stagione per l’Arsenal, con il 4-1 inflitto allo Stoke (autogol di James Beattie, doppietta di Robin van Persie e assolo di Abou Diaby, bandiera di Ricardo Fuller per i Potters), che bagna l’esordio fra i pali dell’ex atalantino Vito Mannone, brianzolo classe ’88, in Inghilterra dal 2006.

 

Quinto posto in attesa della finale di FA Cup per l’ottimo Everton di David Moyes, che chiude con la doppietta di Leon Osman al Fulham una stagione quasi perfetta, con un gioco interessante e buoni interpreti della fase offensiva: grande stagione per Steven Pienaar e Marouane Fellaini.

 

Brodino e decimo posto finale per il Man City (peggio dell’anno scorso con Sven Eriksson…), con il gol dell’ecuadoriano Felipe Caicedo per l’1-0 finale contro il Bolton e l’esordio per il brasiliano Glauber, classe ’83 ex-Norimberga, e del ragazzino slovacco, classe ’89, Vladimir Weiss, figlio dell’omonimo selezionatore della nazionale slovacca e dell’Artmedia Bratislava.

 

Si chiude anche la terribile stagione del Portsmouth, con la sconfitta patita a Wigan per 0-1, merito del colombiano Hugo Rodallega, parte integrante della colonia sudamericana che sta facendo le recenti fortune dei Latics (già al Tottenham Wilson Palacios, acquistato per 1 milione di sterline e rivenduto per 12, stesso destino fra poco per Luis Antonio Valencia e Maynor Figueroa).

 

0-0 e congedo dal calcio per il turco Kerimoglu Tugay, 294 presenze con il Blackburn, in un’inutile sfida contro il già retrocesso W.B.A.

 

Classifica finale: Manchester United 90; Liverpool 86; Chelsea 83; Arsenal 72; Everton 63; Aston Villa 62; Fulham 53; Tottenham 51; West Ham 51; Manchester City 50; Wigan 45; Stoke City 45; Bolton 41; Portsmouth 41; Blackburn 41; Sunderland 36; Hull 35; Newcastle 34; Middlesbrough 32; West Bromwich 32;

 

Marcatori

 

19 reti Nicolas Anelka (Chelsea)

18 reti Cristiano Ronaldo (Man Utd)

16 reti Steven Gerrard (Liverpool)

14 reti Robinho de Souza (Man City)

14 reti Fernando Torres (Liverpool)

12 reti Dirk Kuijt (Liverpool)

12 reti Kevin Davies (Bolton)

12 reti Gabriel Agbonlahor (Aston Villa)

12 reti Frank Lampard (Chelsea)

12 reti Darren Bent (Tottenham)

12 reti Wayne Rooney (Man Utd)

11 reti Peter Crouch (Portsmouth)

11 reti Robin van Persie (Arsenal)

11 reti Ricardo Fuller (Stoke City)

11 reti John Carew (Aston Villa)

 

Verdetti:

 

Premier League:

Campioni d’Inghilterra: Man Utd (18° titolo)

Altre qualificate in Champions League: Liverpool, Chelsea, Arsenal (via preliminari)

Qualificate alla Europa Cup: Everton, Aston Villa, Fulham

Retrocesse in Championship: Newcastle, Middlesbrough, W.B.A.

 

Championship:

Promosse in Premiership: Wolverhampton, Birmingham e la vincente del play-off Burnley- Sheffield Utd

 

Retrocesse in League One: Norwich, Southampton, Charlton

 

League One:

Promosse in Championship: Leicester, Peterborough, Scunthorpe

 

Retrocesse in League Two: Northampton, Crewe, Cheltenham, Hereford

 

League Two:

Promosse in League One: Brentford, Exeter, Wycombe, Gillingham

 

Retrocesse in Non-League: Chester, Luton

 

Top 11 of the season:

1 Steve Howard (Everton)

2 Glen Johnson (Portsmouth)

3 Ashley Cole (Chelsea)

4 Brede Hangeland (Fulham)

5 Nemanja Vidic (Man Utd)

6 Danny Murphy (Fulham)

7 Cristiano Ronaldo (Man Utd)

8 Steven Gerrard (Liverpool)

9 Nicolas Anelka (Chelsea)

10 Wayne Rooney (Man Utd)

11 Fernando Torres (Liverpool)

 

Flop 11 of the season:

1 Heurelio Gomes (Tottenham)

2 Gianni Zuiverloon (WBA)

3 Alain Assou-Ekotto (Tottenham)

4 Cacapa (Newcastle)

5 Fabricio Coloccini (Newcastle)

6 Gelson Fernandes (Man City)

7 El-Hadji Diouf (Blackburn)

8 Adam Johnson (Middesborough)

9 Afonso Alves (Middlesbrough)

10 Michael Owen (Newcastle)

11 Mido (Wigan)

 

(Christian Pioltelli)

© Riproduzione Riservata.