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JUVENTUS/ Ranieri come Maifredi: mai così in difficoltà

Per trovare un periodo buio come quello attuale bisogna tornare indietro di molti anni e arrivare alla gestione del tecnico bresciano

Ranieri_Delpiero_R375_14ott08_phixr.jpg(Foto)

Era dai tempi di Maifredi che non si vedeva una Juve così in difficoltà. L’armonia nello spogliatoio è ormai un lontano ricordo con un allenatore sempre più delegittimato. L’Olimpico con cori e fischi ha dato i suoi verdetti: nel mirino sono finiti l’allenatore, la società e alcuni della vecchia guardia (Camoranesi e Zebina su tutti). La tifoseria ha rotto gli indugi, stanca di una compagine che non vince dal 4 a 1 sulla Roma. Nella gestione Maifredi la voce di un possibile ritorno di Trapattoni (che poi si verificò) diede un alibi a molti giocatori; nella gestione Ranieri hanno pesato le indiscrezioni su Marcello Lippi. I contenuti dell’incontro tra il Ct della nazionale e Blanc non sono noti, può anche essere che rientri in un normale rapporto di cortesia tra la nazionale e le squadre di club, certo è che i diretti interessati hanno impiegato molto tempo per smentire le indiscrezioni. Claudio Ranieri come Gigi Maifredi si è ritrovato a gestire una squadra ingestibile con una società inesistente.

Con questo finale di campionato i bianconeri stanno vanificando quanto di buono fatto nella prima parte. La gara interna contro il Lecce ha mostrato un Ranieri in evidente stato confusionale. E’ partito con il tridente (utilizzato con scarsi risultati anche con il Chelsea) senza curare un centrocampo con due pedine su tre in evidente difficoltà fisica (Camoranesi e Zanetti). Nell’intervallo ha riequilibrato la squadra ritornando al tradizionale 4-4-2. Negli spogliatoi sono volate parole grosse e, forse qualche spintone, tra l’allenatore e Camoranesi (beccato più volte dai fischi della curva). Emblematico l’atteggiamento di Buffon che è rientrato dopo soli 3’ sul terreno di gioco, schifato da quello che era successo nei primi 45’ di gioco e da quello che aveva visto negli spogliatoi. Sotto di un gol Ranieri ha sacrificato anche Del Piero, giocandosi il suo rapporto con il capitano.

Quel che è evidente è la condizione di solitudine di Ranieri. Il tecnico romano nei momenti importanti è stato lasciato solo dalla società, che non è riuscita a fare da filtro tra lui e la squadra. Trezeguet improvvisamente è diventato un problema, Giovinco e Ariaudo (due che rappresentano il futuro della Juve) sono stati utilizzati con il contagocce. Una dirigenza seria prende posizione e, se ha un progetto, continua sulla strada intrapresa. Nel finale di stagione (perso l’obiettivo Champions) sarebbe stato più intelligente valorizzare i giovani presenti per capire se veramente sono da Juve. Il futuro di Ranieri è lontano da Torino, ma le colpe non sono da ascrivere solo alla sua gestione: ha fatto fin troppo con il materiale umano a disposizione. Le responsabilità maggiori gravano su una società senza idee e senza esperienza.

(Luciano Zanardini)

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