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CALCIOMERCATO/ Inter, Milito: «Se al Genoa capita un buon affare mi cederanno»

L'attaccante rossoblu dato all'Inter si racconta in una lunga intervista

militoR375_3set08.jpg (Foto)

Quali attaccanti le piacciono? «Tanti, Ibrahimovic sicuramente». Guarda il caso... «Guardi, io del mercato non voglio parlare per rispetto della mia società, di me stesso, di tutti. Ho imparato che nel calcio non si sa mai, adesso potrei dire che resto e poi alla società capita un buon affare e mi cede. Ora penso solo alla Champions League col Genoa e a questo campionato comunque straordinario». Se non è un addio al Grifone poco ci manca. Diego Milito ne parla oggi in una lunga intervista al Corriere della Sera. Sul mercato però quest’unica battuta perché per il resto parla di Genoa, del suo rapporto con i rossoblu e di come abbia vissuto l’addio nel 2005 e il ritorno in Liguria. Il Principe ripercorre quel giugno del 2005 «una grande amarezza. E’ stato un anno fantastico: quella squadra meritava la serie A, l`aveva conquistata sul campo. Poi è successo quello che è successo e mi è dispiaciuto tantissimo andar via. Volevo tornare».

Ma è proprio vero? «Se mi conoscesse meglio non me lo chiederebbe. Il giorno in cui lanciarono il mio contratto nello stanzino dell`ufficio tesseramento già chiuso fu il mio giorno più lungo. Erano le sette meno un quarto e io ero a Saragozza e stavo litigando perché non mi facevano venire. Avevano un accordo con una squadra inglese, il Tottenham. Ma quando ho saputo che c`era l`opportunità di tornare a Genova non ho voluto sentire altro. Qui era il mio destino». Una scelta «fatta con il cuore. Londra è una bellissima città, ma è diversa. La gente è diversa, dalla Spagna, dall`Italia. Sono venuto col sogno di far bene. Ma questo non basta. Il merito lo divido con tante persone. Gran parte è del presidente Preziosi: lui e suo figlio Fabrizio mi hanno portato qui con un grande investimento, con un grande sforzo economico. Poi un allenatore che mi ha dato fiducia subito. Infine dei compagni straordinari. Comunque è un altro Genoa, rispetto a prima, una struttura diversa».

Per Milito Genova «...è il mare, il clima. Il caldo che qui arriva prima e vai più volentieri al campo. All`inizio il pesto non mi piaceva. Però mi sono rifatto, ora devo limitare le trofie» dice scherzando. E il tifoso del Genoa, pensando al sorriso semplice e spontaneo, sembra sostenere meglio l’addio, dato per certo, del loro bomber. E dirgli nonostante tutto: «Grazie di tutto, Principe»

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