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Roma, ecco la verità su Fioranelli, Unicredit e Angelini, l'uomo che vuole guarire i giallorossi

Pubblicazione:sabato 9 maggio 2009

solo_asroma_R375.jpg (Foto)

Fioranelli, Angelini, Unicredit. Sono questi gli attori principali che stanno tenendo viva la fiction sulla possibile cessione del pacchetto di maggioranza dell’As Roma. Ma andiamo con ordine.

 

CAPITOLO FIORANELLI - Il primo nome uscito alla ribalta è stato quello di Vinicio Fioranelli, conosciuto e apprezzato agente Fifa, che lavora in Svizzera, ma che conosce bene l’ambiente romano ed è amico fraterno di Sergio Cragnotti. Fioranelli è stato già accostato a squadre di calcio della serie A italiana. Nel settembre 2008, infatti, aveva intrapreso la trattativa per comprare una quota di maggioranza del Bologna Calcio in mano al costruttore Renzo Menarini. L’ipotesi era di acquisire una quota maggioritaria della società felsinea e soprattutto di entrare nel progetto della costruzione del nuovo stadio. Tutto però tramontò perché l’offerta e la disponibilità economica dei compratori era inferiore alle richiesta di Menarini. Fioranelli, non si diede per vinto. Abbandonata la pista Bologna, passato qualche mese, sondò l’ipotesi Roma, con le stesse modalità: acquistare il pacchetto di maggioranza ed entrare nel business della costruzione del nuovo stadio. Si lavorò sottotraccia per mesi - i primi contatti vengono fatti risalire al dicembre 2008 - ma la presunta operazione venne a galla il 22 aprile per bocca di Fabio Alescio (giornalista romano), che comunicò di essere a conoscenza di un forte interesse per la Roma da parte di una realtà svizzero-tedesca. Solo a questo punto i giornali provarono a ipotizzare uno scenario, cercando di individuare quali fossero gli attori in campo. Si è detto di tutto e di più, fantasticando non poco...

 

I pochi elementi che siamo riusciti a mettere insieme ci inducono a pensare che la “cordata” Fioranelli (la etichettiamo così per comodità) sarebbe composta da persone serie con un progetto valido. L’unico limite alla buona riuscita dell'operazione, al momento, sembra essere il limitato potere economico della “cordata” per soddisfare le richieste dei Sensi. Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani Fioranelli, in questi giorni, uscirà allo scoperto, ma l’impressione è che l'operazione non decollerà.

 

Ci sembra però doveroso attribuire il probabile fallimento a un concorso di colpe: Rosella chiede troppo, i soldi sono pochini, le banche preferiscono parlare romano.

 

ROSELLA, LE BANCHE, ANGELINI - Il ruolo di attore principale in questa trattativa viene da tutti attribuito all'Istituto di credito, che starebbe spingendo, nonostante le smentite, per far rientrare Rosella&Co. dal debito contratto. Come riportato (e non smentito) ieri da Repubblica la banca nell'ottobre 2008 avrebbe sondato la disponibilità del costruttore romano Mezzaroma ad entrare nella società capitolina, ricevendo però in risposta un garbato “no, grazie”. Pensiamo che il sondaggio non si sia fermato al costruttore, ma sia stato allargato ad altri importanti soggetti economici della Capitale.

 

L'ultimo sondaggio in termini di tempo, e anche il più “fortunato”, sembra essere quello sull’imprenditore del ramo farmaceutico Francesco Angelini, romano e di provata fede romanista, come il compianto presidente Franco Sensi. A differenza di Fioranelli, Angelini è uscito allo scoperto, senza indugi, annunciando il suo interesse all'acquisto della maggioranza dell'As Roma. Lo ha fatto dalle colonne del Corriere dello Sport e sugli schermi di una tv romana, dopo aver stabilito un contatto diretto con chi ha in mano il "fascicolo" Roma: la banca.

 

Per una volta vorremmo tralasciare le smentite ufficiali e le prese di posizione degli attuali padroni. Atti dovuti, ci mancherebbe, che rispondono alle esigenze della Consob e che cercano di governare (invano) piazza e quotidiani. Ma poco valgono difronte alle intenzioni espresse direttamente, senza giri di parole, dall'aspirante presidente. Parole pesanti, soppesate. Non frivola pubblicità, come qualcuno si è affrettato ad apostrofare. Quella è roba vecchia, vista altrove. Appartiene, piuttosto, alla fiction messa in piedi da Mr Tacopina e dallo zio d'America, proprio un anno fa.

 

Angelini non ha bisogno della Roma per avere notorietà, gli basterebbe la Tachipirina... Angelini è un imprenditore a capo di un impero solido, che conta oltre 4mila dipendenti. Intrepellato, ha risposto “presente”. E lo ha fatto da tifoso: “in questo momento voglio contribuire alla causa perchè mi sento privato di una delle gioie della mia vita”. Una decisione presa da solo, si dice, senza un consulto preventivo con nessuno. Come del resto fece lo stesso Franco Sensi. Ma i suoi collaboratori non devono temere: Angelini non metterà a repentaglio la sua azienda per salvare la Roma, non ripeterà gli “errori” di Sensi. E per ora nessuna promessa, nessuna fuga in avanti. Siamo in una fase di studio, di approfondimento della situazione. Perchè diventare proprietari della Roma è una grossa responsabilità. E questo lui lo sa bene. La sua ultima uscita, ieri sera, in tv è un piccolo capolavoro: Angelini ci mette la faccia e risponde a tutte quelle domande che i tifosi si stanno facendo da tempo. Come nessun comunicato prima d'oggi era riuscito a fare.

 

Uno stile diverso. Aria nuova, finalmente. Basta con le “presunte” dichiarazioni d'intenti del “presunto” compratore Tacopina, basta con le dichiarazioni mezzo stampa di Fioranelli (che faccia ha?), basta con la comunicazione per comunicati di Rosella. Passi per le note alla Consob, ma ormai il presidente commenta per posta anche le sconfitte, i ritiri punitivi, i propositi per la nuova stagione ecc...

 

Angelini no, ci mette la faccia. Vuole la Roma, e lo dice. Punto e basta. Spiega il perchè, i passi che vuole fare. Da tifoso dice quel che tutti i tifosi pensano: è stata una stagione deludente, al di sotto delle aspettative. Per una volta non si parla di sfortuna, di infortuni a raffica, cose pur vere. Parla di situazioni poco belle, intollerabili, che non devono ripetersi. Parla di atteggiamenti sbagliati, dello “scandalo Spalletti” (si riferisce al flirt estivo tra il tecnico e il Chelsea?), della gestione sbagliata del “caso” Panucci. A pensar male qualcuno potrebbe parlare di esonero in diretta. Ma non è questo il senso delle sue esternazioni. Parole scomode, che ricordano piuttosto quelle uscite sgangherate del presidente Sensi. Lo si accusava di dire troppo, di esagerare. E il più delle volte era così. Ma tutti noi capivamo, lo sentivamo vicino, ed eravamo tranquilli. Perchè sapevamo cosa stava succedendo, cosa ci sarebbe spettato.

 

Una chiarezza che Rosella non ha saputo ereditare, allontanadosi giorno dopo giorno dalla piazza, da quel popolo giallorosso, a cui anche lei sa di appartenere.

 

Angelini non ha promesso nulla. Ha detto che ci vuole tempo, che bisogna pazientare. La partita è solo al fischio d'inizio e il finale tutt'altro che scontato. Ma, forse, Angelini è l'uomo giusto, è appassionato al punto giusto e parla romano. Per questo potrebbe contare sull'apporto decisivo dei soggetti finanziari che contano. Comunque vada, un primo piccolo risultato lo abbiamo già raggiunto: un po' di chiarezza. Quella stessa chiarezza a cui, anche noi de ilsussidiario.net, cercheremo nel nostro piccolo di contribuire.



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COMMENTI
12/05/2009 - Fonti e cessione giallorossa (italo mastro)

Complimenti per le vostre fonti. Affidabilissime! Laleggendadelcalcio