BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ESCLUSIVA/ Cesare Maldini racconta la Confederations Cup e il futuro della Nazionale di Lippi

Pubblicazione:sabato 20 giugno 2009

Maldini_Cesare_R375_19giu09_phixr.jpg (Foto)

Si avvicina la supersfida Italia-Brasile per la Confederations Cup. Sale l’adrenalina per un torneo che fin qui in molti, dalla stampa al commissario tecnico, passando per i giocatori, avevano un po’ snobbato. Adesso che la figuraccia di una possibile eliminazione al primo turno è dietro l’angolo, gli azzurri cercano di fare quadrato. Scorrendo un po’ le statistiche, l’ultimo Italia-Brasile degno di nota è senza dubbio quello di Lione del 1998: un 3 a 3 spettacolare che in molti ricordano ancora. Di quel gruppo che poi fece il Mondiale del 1998 (eliminati nei quarti ai rigori dalla Francia) sono rimasti solo Cannavaro e Buffon (fu convocato per l’infortunio di Peruzzi). Il ct di allora era Cesare Maldini. Oggi a distanza di undici anni abbiamo chiesto in esclusiva per ilsussidiario.net a Maldini senior un commento sulla formula della Confederations Cup e un pronostico su Italia-Brasile.


Dopo il successo in rimonta sugli Stati Uniti, l’Italia ha incassato la sconfitta con gli egiziani. Come giudica la prestazione degli azzurri?

La partita con l’Egitto non è stata certo un capolavoro. Il primo tempo è stato difficile, nel secondo è uscita la bravura del portiere egiziano ma noi potevamo fare meglio.

 

Alcuni giocatori sembrano già in vacanza, non ha la stessa impressione?

No, assolutamente no. Quando si indossa la maglia della nazionale non si stacca la spina, si accende. Queste prestazioni sono comunque delle buone prove per il Commissario tecnico.

 

Lei ha avuto, se non sbaglio, la fortuna di guidare dalla panchina una gara Italia-Brasile spettacolare, c’è una strategia da suggerire?

Il mio ricordo è legato proprio al 3 a 3 spettacolare di Lione. I brasiliani ci conoscono e noi conosciamo loro: tanti giocano in Europa, se non in Italia.


Quali sono i punti deboli, se ci sono, di Kakà e compagni?

Punti deboli? Anche il Brasile è una squadra in cantiere, per carità. Solo nella fase difensiva giocano i titolari, a centrocampo c’è Felipe Melo che è nuovo e davanti Pato deve ancora giocare.

 

Cosa pensa di questo torneo un po’ “improvvisato”?

Le squadre sono buone. Diciamo che è un torneo premondiale che serve al Ct per individuare pregi e difetti. Dal mio punto di vista la competizione è buona, si ha la possibilità di vedere all’opera molti giocatori.

 

Allora promuoviamo la formula del torneo?

Ribadisco che questo tipo di manifestazioni servono tantissimo per valutare bene quello che sarà in seguito.

 

In Italia tutti hanno scoperto Giuseppe Rossi, un po’ tardi, non crede?

Si è dimostrato un buon giocatore non solo per i gol. Del resto nel campionato spagnolo ha fatto bene anche se nell’ultimo periodo faticava a trovare la porta, ma questo capita un po’ a tutti gli attaccanti. Chi l’ha seguito in questi anni sa che non è una sorpresa. Mi viene spontanea solo una domanda…

 

Quale?

Come mai le squadre italiane sono riuscite a farlo scappare quando era nel Parma? Forse non ci hanno creduto fino in fondo: nel Parma, infatti, aveva disputato un buon campionato.


Può essere pronto per una grande della serie A, Milan e Juve su tutte?

In questo momento, stando ai giornali, ci sono trattative in corso. I giornali ne scrivono di cose…

 

(Luciano Zanardini)



© Riproduzione Riservata.