BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ESCLUSIVA CALCIOMERCATO/ Milan, Nani: vi racconto di Kakà e di quando stavo per portarlo a Brescia

GIANLUCA NANI, direttore sportivo del West Ham, racconta di quando, ai tempi del Brescia, fu ad un passo dal portare il brasiliano in Italia. Un lungo ricordo della trattativa e dei viaggi in Brasile. Correva l'anno 2002: tutto saltò e, alcuni mesi dopo, accompagnando Baggio all'amichevole del centenario del Real Madrid, capì che Florentino Perez si era  innamorato delle giocate di Kakà

Kaka_Realfotomontaggio_R375_7apr09.jpg (Foto)

«Aho… questo è forte…» sentenziò Carletto Mazzone con il suo inconfondibile accento romano. Siamo nel gennaio del 2002. Da Brescia, in una mattinata fredda e nebbiosa, che solo questo spicco di terra lombarda sa riservare, partirono alcuni dirigenti del Brescia Calcio alla volta del caldo Brasile. Il trio era formato da Gianluca Nani, responsabile mercato delle Rondinelle, e dai suoi collaboratori Maurizio Micheli e Leonardo Mantovani, che tutt’ora lavorano per il club del presidente Gino Corioni. Tra le mani una valigetta contenente circa 10 miliardi di lire e un contratto da far firmare a un giovanissimo brasiliano che giocava nel San Paolo: Ricardo Izecson dos Santos Leite, in arte Kakà. Perché pochi sanno che fu il Brescia, prima del Milan e di altri, ad essere ad un passo dal portare il talento brasiliano in Italia. Ai tempi la possibilità di giocare con Roberto Baggio fu la molla che permise di intavolare la trattativa. Poi, per delle circostanze del destino, tutto sfumò. In queste ore convulse in cui il brasiliano è vicinissimo al Real Madrid, Nani, direttore del West Ham, racconta, in esclusiva per ilsussidiario.net, i dettagli di quell’operazione e dell’incontro che fece a Madrid, pochi mesi dopo, per il centenario del club spagnolo. E si narra che proprio quella sera di sette anni fa Florentino Perez si innamorò del brasiliano che segnò un gol bellissimo.

 

Nani, possiamo dire che i primi che scoprirono Kakà foste voi del Brescia?

  Ero allo stadio durante una delle primissime partite che Kakà giocò con la maglia del San Paolo e rimasi impressionato. Incominciai a collezionare tutte le cassette con le registrazioni della sue partite. Lo vidi giocare altre volte: in quei momenti devi avere la fortuna di arrivare prima degli altri a scoprirlo, il suo talento era fuori di dubbio. Preparai una cassetta con un estratto delle qualità di Kakà e la consegnai al mio presidente.

 

Cosa disse Corioni?

 Rimase colpito e dopo un paio di minuti esclamò: «Ma questo è un fuoriclasse!». Brescia era una realtà piccola, con limitate disponibilità economiche e lavorammo per trovare una cifra da proporre al suo procuratore Wagner Ribeiro, che rimase colpito dalla nostra insistenza nel volere a tutti i costi il giocatore.

 

Raccontano che anche Mazzone fu colpito da Kakà…

Il suo commento fu: «Aho… questo è forte». Mazzone era restio a prendere giocatori stranieri visti solo in videocassetta ma vedendolo capì subito che si trattava di un grande giocatore.

 

Preparaste l’offerta scritta al San Paolo…

Dimostrarono subito interesse e raggiunsi un accordo di massima con il suo procuratore. Partimmo per il Brasile, eravamo nel pieno del mercato invernale, ma abbandonai tutto per chiudere questa operazione. Maurizio Micheli parlò con il padre e la famiglia mentre io lavoravo con il presidente del club. Non fu complicato convincere il giocatore vista la nostra buona offerta, il problema fu il San Paolo…

 

Cosa avvenne?

 In quei giorni avevano venduto Franca al Bayer Leverkusen e il club era sotto elezioni. Non se la sentirono di vendere un altro giocatore e cambiarono, al rialzo, le cifre. Ritornammo in Italia e cercammo di trovare altri soldi per avvicinarci alle richieste, pensando anche di intervenire insieme a qualche club. Ma la trattativa alla fine sfumò…

 

Alcuni mesi dopo lei accompagnò Roberto Baggio a Madrid alla partita per il club spagnolo. Raccontano che quella sera Florentino Perez si innamorò di Kakà…

Quando Kakà era al San Paolo ma si parlava tantissimo di lui come possibile acquisto del Real Madrid. Quando entrai nell’albergo dove erano ospitate tutti i migliori giocatori del mondo, incontrai Riberio, il suo procuratore. Mi abbracciò affettuosamente davanti a uno stuolo di giornalisti che chiedeva notizie su Kakà. Tutti rimasero colpiti chiedendo chi fossi. Riberio disse che fui il primo a credere ciecamente nella classe di Kakà.

 

Poi fu il Milan a investire su Kakà e ora sembra pronto a cederlo…

Non voglio giudicare operazioni fatte dai miei colleghi. Posso dire che la Juve ha venduto Zidane, l’Atletico Madrid Torres, il Manchester Beckham. Credo che tutti i calciatori, anche se fortissimi, possono avere un prezzo o una valutazione. Quando poi arrivano certe cifre è giusto lasciare al giocatore la libertà di scegliere. Non credo che il Milan sarebbe da biasimare nel caso lo dovesse vendere.

 

Crede che il Milan stia studiando delle mosse per sopperire alla sua assenza?

Tra i rossoneri lavorano grandissimi professionisti che conoscono molto bene tutto il calcio internazionale. Se dovessero vendere un giocatore come Kakà, troverebbero sicuramente  degni sostituti per Leonardo.

 

Un nome per sostituirlo?

 A me piace tantissimo Gerrard ma so che è incedibile… Lui può ricoprire le stesse zone del campo di Kakà: dietro le punte, esterno… Magari si può cedere uno dei giocatori più forti al mondo e l’anno dopo vincere tutto con un giocatore forse meno forte ma che di dà più garanzie all'interno dell'impianto del gioco.

 

 

Ora c'è un'asta tra Chelsea e Real Madrid...

 Kakà non ha prezzo. Il valore è dato da quanto una società è disposta a pagarlo. Chelsea o Real Madrid? Lui è uno dei migliori al mondo e queste sono due delle società più quotate a livello mondiale. Qualsiasi cosa dovesse scegliere credo che non sbaglierà…

 

(Eugenio Monti)

© Riproduzione Riservata.