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ESCLUSIVA CALCIOMERCATO/ Inter, Altobelli: «Teniamo Ibrahimovic, anche se Eto'o...»

Pubblicazione:domenica 7 giugno 2009

altobelli_R375x255_14gen09.jpg (Foto)

Il campionato è appena finito, con i suoi verdetti, le sue sorprese, i suoi lati negativi e positivi. Adesso spazio al calciomercato, che lascia spazio ai sogni, alla fantasia del tifoso. Abbiamo chiesto ad Alessandro “Spillo” Altobelli, ex bomber dell’Inter anni 80, tifoso nerazzurro doc, di raccontare, in esclusiva a ilsussidiario.net, le sue impressioni sul campionato e sul calciomercato della squadra nerazzurra e delle grandi in generale.


L’Inter ha vinto nuovamente lo scudetto, ma ancora una volta ha steccato in Europa. Qual è il vero problema della formazione nerazzurra?

E’ un problema di gioco, di organico, perché se in Italia basta la fisicità, in Europa bisogna avere giocatori molto forti tecnicamente, come ce li ha il Barcellona, il Chelsea, il Manchester United, giocatori particolari che diventano essenziali nelle sfide europee. L’Inter quest’anno non ha fatto bene in Champions e deve attrezzarsi per il prossimo anno.


Con Ibrahimovic lei cosa farebbe, lo lascerebbe partire o farebbe di tutto per trattenerlo?

Da un punto di vista sportivo non lo farei andare sicuramente, perché Ibrahimovic ha dimostrato ovunque abbia giocato di essere un vincente, trionfando molte volte in campionato. Però sono anche d’accordo con il presidente Moratti e con Tronchetti Provera quando parlano di offerta irrinunciabile, inoltre il giocatore sembra voler provare nuove esperienze.


Oggi è così difficile essere un giocatore-bandiera, visto anche il caso Kakà?

Il Milan ha avuto Baresi, Costacurta, Maldini, la Juventus ha un Del Piero che è rimasto in serie B. Diciamo che esistono ancora queste bandiere, certo poi ci sono giocatori che pensano a sfruttare al meglio la propria carriera, anche perché non è così lunga...


Secondo Lei il probabile addio di Ibrahimovic, può essere paragonato a quello di Ronaldo?

La situazione è differente perché allora Ronaldo era infortunato, non era nelle condizioni in cui è adesso Ibrahimovic, anche perché con lo svedese l’Inter ha vinto tre campionati consecutivi, mentre con il brasiliano solo la Coppa Uefa. Però c’è da ricordare che il Ronaldo “vero”, quello del ‘98, non lo cambierei con nessuno al mondo.


Dal Genoa sono già arrivati Milito e Thiago Motta. Sono acquisti utili per lottare in Champions?

Sono due ottimi giocatori, basta vedere il tabellino di Milito, un giocatore che ha segnato sempre e ovunque, mentre Thiago Motta ha giocato nel Barcellona ma un infortunio lo ha frenato. Approdato al Genoa è rinato, mostrando le sue abilità tecniche, fisiche, e soprattutto la sua voglia di ritornare ai grandi livelli. Dunque due ottimi acquisti che però non bastano all’Inter per poter trionfare in Champions, serve ancora qualche altro giocatore.

 

Si parla di Eto’o come sostituto di Ibrahimovic. Il camerunense può essere il giocatore giusto per rimpiazzare lo svedese?

Se si dovesse fare uno scambio alla pari io terrei Ibrahimovic, ma se lo svedese dovesse andar via, Eto’o sarebbe un grande rimpiazzo: anche quest’anno ha dimostrato di essere un grande goleador.

 

Come vedrebbe l’acquisto di Cassano?

Il giocatore barese quest’anno è maturato moltissimo sotto l’aspetto comportamentale, mentre dal punto di vista del gioco è sempre stato un grandissimo. Diciamo che ha acquisito una maggior equilibrio, una certa maturità, quindi potrebbe essere utile alla causa nerazzurra.


Mourinho vuole fortemente due suoi “pupilli”, Deco e Carvalho, due “scarti” del Chelsea...

Io dopo l’esperienza con l’ultimo portoghese, Quaresma, ci andrei cauto (ride, ndr). Sicuramente sono due bravi giocatori, ma onestamente punterei su altri elementi.

 

Mourinho ha vinto al primo anno, ma non ha incantato sotto il profilo del gioco, per questo si sono fatti paragoni con Mancini. Lei chi preferisce tra i due?

Sono entrambi due bravi allenatori, Mancini ha vinto due scudetti più uno, ha riportato l’Inter alla vittoria dopo tanti anni. Mourinho ha vinto subito, al primo anno, e tutti noi sappiamo quanto è difficile vincere in Italia.


Capitolo Milan. Con l’ormai certa cessione di Kakà al Real Madrid, non pensa che il club rossonero perda oltre che dal punto di vista tecnico anche come immagine?

Il Milan in questi anni ha vinto tanto, si sono avvicendati molti allenatori vincenti, se ne sono andati Sacchi e Capello, eppure ha continuato a vincere. Così succederà anche con Kakà: i rossoneri prenderanno un altro grande giocatore e l’immagine del club rimane sempre forte.


La Juventus ha preso Diego. Può essere il brasiliano il giocatore giusto per far ritornare i bianconeri ai vertici del calcio italiano ed europeo?

Innanzitutto bisogna fare i complimenti alla Juventus che è arrivata seconda in campionato. Diego è un calciatore tecnico, ha anche affrontato squadre italiane come Inter, Milan, Udinese, ed ha sempre creato problemi. Sicuramente darà un apporto alla Juventus che con lui sarà più competitiva.

 

Lei è stato un grande bomber, chi le piace tra i giovani attaccanti italiani?

Mi ha impressionato molto il bomber del Cagliari, Acquafresca, che ha dimostrato di essere un giocatore valido e di saper dare un grosso contributo realizzativo, ed anche il suo compagno di reparto, Matri, altro elemento valido. C’è stata poi la “rinascita” di Pazzini, che a Genova è ritornato a segnare con regolarità. Dico una cosa, in Italia i giovani ci sono, in ogni reparto abbiamo dei ragazzi validi, come dimostra la nuova Nazionale di Lippi, piena di giovani calciatori.

 

A proposito di Nazionale e di giovani, Lippi ha convocato Santon per la Confederations Cup. E’ d’accordo con la scelta del c.t.?

Lippi conosce bene Santon, anche se è un ragazzo giovane ha dimostrato in campionato di essere già valido ed il c.t. lo ha premiato, come ha fatto anche con altri.

 

Due giovani bomber a confronto, Pato e Balotelli. Chi le piace di più?

Sono due fenomeni, mi piacciono entrambi, non c’è il più forte, sono sullo stesso livello.

 

Il suo amico Zenga è il nuovo allenatore del Palermo. Che impressione si è fatto?

Penso che quando un allenatore lascia un club con cui ha un contratto in essere, ci deve essere per forza qualcosa sotto. La scelta di Palermo è stata importante per Walter (Zenga), è un bel passo in avanti perché il club rosanero è diverso da quello catanese: Zamparini è un presidente molto ambizioso.

 

(Claudio Ruggieri)



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